10-11 ottobre 1985, la crisi di Sigonella: un lampo di sovranità nella nostra politica estera

10-11 ottobre 1985, la crisi di Sigonella: un lampo di sovranità nella nostra politica estera

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!


di Gilberto Trombetta

La notte tra il 10 e l’11 ottobre del 1985, il Boeing 737 delle linee aeree egiziane che trasportava i quattro dirottatori dell’Achille Lauro e i rappresentanti dell'OLP, Abu Abbas e Hani el Hassan, e che era stato intercettato unilateralmente da 4 caccia americani Tomcat, venne dirottato dagli Stati Uniti alla base aerea di Sigonella.

L’ordine di Bettino Craxi, allora presidente del consiglio, fu quello di prendere in consegna i dirottatori palestinesi e rappresentanti dell’OLP visto che il crimine era stato commesso u una nave italiana.

Un folto gruppo di carabinieri e della Vigilanza Aeronautica Militare circondarono il Boenig 737 egiziano.

Pochi minuti dopo, però, anche due aerei della Delta Force americana, non autorizzati, atterrano sulla pista di Sigonella con l’ordine di prelevare i passeggeri del volo egiziano.

Un gruppo di incursori della delta Force raggiunse quindi il velivolo e circondò, armi in mano, il cordone formato da carabinieri e militari italiani.

Subito un gruppo di carabinieri circondò, con le armi puntate, a sua volta il manipolo americano. Si formarono così tre cerchi concentrici intorno all’aereo egiziano.

In quelle ore concitate furono enormi le pressioni americane affinché gli venissero consegnati i dirottatori e i rappresentanti dell’OLP.

Il Governo italiano però non cedette e restò sulle sue posizioni: il reato era stato commesso su una nave italiana e la competenza riguardava quindi l’Italia.

Alle prime luci dell’alba il comandante generale dei carabinieri fece intervenire a Sigonella (sempre su ordine di Craxi) i blindati dell'Arma e altre unità di rinforzo che si disposero intorno ai 3 cerchi concentrici al cui centro restava il Boeing 737 dell’EgyptAir.
 
Solo a quel punto il presidente americano Ronald Reagan si rassegnò e diede l’ordine alle forze americane di ritirarsi.

Quello di 38 anni fa è stato probabilmente l’ultimo sussulto di dignità di un Paese che da quel momento in poi si è rassegnato al proprio ruolo di colonia, rinunciando anche solo all’idea di poter lottare per la propria sovranità.

Ma non si tratta di un destino scolpito nella pietra. La storia, anche quella italiana, ci insegna che un popolo, un Paese, sono in grado di ribellarsi agli occupanti e alle ingerenze straniere. Che il diritto all’autodeterminazione di un popolo può essere conquistato.

Per riuscirci, la prima cosa da fare è liberarci di una classe dirigente, politica e non solo, composta oggi prevalentemente da pavidi servi e da ciarlatani.

Gente abituata a stare sempre ossequiosamente piegata al cospetto dei desiderata e degli ordini dello straniero di turno (venga esso da Washington, da Londra, da Bruxelles, da Parigi o da Berlino).

La prima catena che dobbiamo rompere è quindi quella del vincolo interno. Quella cioè dei garanti (conto terzi) del vincolo esterno. Dei traditori della Patria.

Gilberto Trombetta

Gilberto Trombetta

43 anni, giornalista politico economico e candidato Sindaco di Roma con la lista Riconquistare l'Italia del Fronte Sovranista Italiano

Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein? di Francesco Erspamer  Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein?

Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein?

Ursula Von Der Leyen e il vuoto politico del Pd di Paolo Desogus Ursula Von Der Leyen e il vuoto politico del Pd

Ursula Von Der Leyen e il vuoto politico del Pd

L'ultimo affronto alla volontà dei popoli europei di Fabrizio Verde L'ultimo affronto alla volontà dei popoli europei

L'ultimo affronto alla volontà dei popoli europei

In Bolivia, tornano i carri armati di Geraldina Colotti In Bolivia, tornano i carri armati

In Bolivia, tornano i carri armati

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi di Giovanna Nigi "11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

Anche in Kenya l’imperialismo non è che una tigre di carta di Leonardo Sinigaglia Anche in Kenya l’imperialismo non è che una tigre di carta

Anche in Kenya l’imperialismo non è che una tigre di carta

Il ritorno del blairismo e le fake news contro Corbyn di Giorgio Cremaschi Il ritorno del blairismo e le fake news contro Corbyn

Il ritorno del blairismo e le fake news contro Corbyn

Gershkovich condannato a 16 anni per spionaggio di Marinella Mondaini Gershkovich condannato a 16 anni per spionaggio

Gershkovich condannato a 16 anni per spionaggio

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri di Savino Balzano L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

La mannaia dell'austerity di Giuseppe Giannini La mannaia dell'austerity

La mannaia dell'austerity

Elezioni in Francia. Il precedente Pflimlin di Antonio Di Siena Elezioni in Francia. Il precedente Pflimlin

Elezioni in Francia. Il precedente Pflimlin

"L'Urlo" adesso è davvero vostro di Michelangelo Severgnini "L'Urlo" adesso è davvero vostro

"L'Urlo" adesso è davvero vostro

TRUMP COMMENTA LA VISITA DELLA MARINA RUSSA A CUBA di Andrea Puccio TRUMP COMMENTA LA VISITA DELLA MARINA RUSSA A CUBA

TRUMP COMMENTA LA VISITA DELLA MARINA RUSSA A CUBA

La foglia di Fico di  Leo Essen La foglia di Fico

La foglia di Fico

Lenin fuori dalla retorica di Paolo Pioppi Lenin fuori dalla retorica

Lenin fuori dalla retorica

LA SINISTRA CHE SCONFIGGE LE DESTRE E MACRON di Michele Blanco LA SINISTRA CHE SCONFIGGE LE DESTRE E MACRON

LA SINISTRA CHE SCONFIGGE LE DESTRE E MACRON

 Gaza. La scorta mediatica  Gaza. La scorta mediatica

Gaza. La scorta mediatica

Il Moribondo contro il Nascente Il Moribondo contro il Nascente

Il Moribondo contro il Nascente

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti