1 maggio, le manganellate della polizia francese (UE) non fanno mai notizia

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1 maggio, le manganellate della polizia francese (UE) non fanno mai notizia

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Le tradizionali marce in occasione del Primo Maggio si svolgono questo sabato attraverso diverse città francesi, come Parigi, Marsiglia, Lione e Lille.

Scontri tra manifestanti e polizia sono scoppiati questo sabato in alcune città della Francia durante le marce annuali in occasione del Primo Maggio. 

A Parigi, la polizia antisommossa ha sparato gas lacrimogeni contro i sindacalisti che sono scesi nelle strade della capitale. Secondo la Questura, dieci persone sono state arrestate ancor prima dell'inizio della manifestazione.

 

 

La polizia di Lione si è anche scontrata con i manifestanti dopo che un gran numero di sindacalisti e attivisti hanno cercato di marciare per la città. Il filmato della scena mostra agenti anti-sommossa che cercano di forzare la marcia con gas lacrimogeni e cariche con manganello.

La prefettura ha spiegato con le solite motivazioni, che è dovuta intervenire la polizia per disperdere "un gruppo di 200 persone" a capo del corteo che "ha usato fuochi d'artificio" contro gli agenti. Secondo quanto riferito, cinque persone sono state arrestate.

 

 

La crisi non la devono pagare i lavoratori

Dai Gilet Gialli, agli esponenti della Sinistra radicale, che hanno partecipato alle manifestazioni odierne, si ribadisce che la crisi causata dalla pandemia non la devono pagare i lavoratori.

"Ci sono molte persone, questo è quello che devi ricordare", ha dichiarato il deputato di France Insoumise Eric Coquerel, quando gli è stato chiesto degli scontri del giorno. "Questo è uno dei più grandi Primo Maggio a cui stiamo assistendo [...] Far pagare ai lavoratori la crisi è insopportabile", ha aggiunto, spiegando che spera in "una primavera sociale".

 

"I gilet gialli sono lavoratori, è la società, è la popolazione, il governo deve tenerne conto [...] Vogliamo che le persone siano rispettate per quello che sono", ha dichiarato un esponente del Movimento Faouzi Lellouche.

 

Il deputato comunista di Parigi, Ian Brossat, osserva che in Francia "i miliardari hanno visto crescere la loro fortuna di 175 miliardi di euro per un anno" e teme, nonostante tutto, che lo Stato farà pagare la crisi alle "famiglie più fragili".

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