Aspettando il cinepanettone di Clooney, il falso mito dei White Helmets costruito dalla propaganda occidentale

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Aspettando il cinepanettone di Clooney, il falso mito dei White Helmets costruito dalla propaganda occidentale

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di Maria Antonietta Carta - Oraprosiria

I propagandisti mendaci partecipano da sei anni alla devastazione di un Paese sovrano, utilizzando cinicamente le inenarrabili sofferenze del suo popolo e attribuendo i crimini dei persecutori alle vittime. Con la liberazione della parte orientale di Aleppo e la cacciata dei terroristi che per più di quattro anni hanno reso un inferno l’esistenza dei suoi abitanti, ancora una volta mostrano tutta la loro vergognosa dipendenza da un potere imperiale che, violando il diritto internazionale, è impegnato con i retrivi emiri, re e reucci arabi, e gli alleati e i vassalli occidentali, a distruggere e balcanizzare la Siria.  

I cittadini accolgono con sollievo e manifestazioni di gioia e riconoscenza l’esercito che li ha liberati dall’incubo e attraverso coraggiosi giornalisti indipendenti o testimoni quali Eva Bartlett e Vanessa Beeley, Nabil Antaki e Pierre le Corf, cominciano a far conoscere l’orrore vissuto nelle aree occupate da al-Nusra e altri gruppi assassini; intanto i media e le ONG ‘’umanitarie’’ occidentali continuano la loro ipocrita narrazione mistificatrice.

Ma nel contesto di questa vile propaganda imperiale, una delle più grandi truffe mediatiche è stata indubbiamente quella imbastita sui White Helmets. Candidati al Nobel per la Pace, vincitori del Livelihood Award, più noto come “Nobel alternativo”, e celebrati grazie a un breve film-documentario prodotto da Netflix, essi sono in procinto di entrare in pompa magna nel gran circo hollywoodiano con l’annunciato film della star George Clooney e, date le frequentazioni di questo signore con il guerrafondaio establishment USA capeggiato da Hillary Clinton, la macabra farsa andrà avanti.

Per concludere questa breve introduzione, voglio citare le parole di una grande signora siriana:

‘’Tutto ciò che chiedo agli Occidentali è di cercare la verità. Non sto chiedendo loro di parlare in favore del governo o dello Stato siriano. Chiedo loro di parlare in favore della verità. Vi prego, non date un’informazione se non sapete che è davvero quello che sta accadendo.
Oserei dire che i grandi media hanno giocato un ruolo molto negativo nella nostra vita. Hanno causato morte e distruzione in Siria, semplicemente trasmettendo storie totalmente infondate su ciò che sta accadendo e fatte apparire come vere. Quindi, per favore, siate prudenti e pensateci due volte prima di dire o scrivere qualcosa sulla Siria. Grazie."
Bouthaina Shaaban, consigliera del presidente siriano.

E con quelle di un grande signore siriano:
'È vero! esiste tra i media e i governanti occidentali (non cito l'opinione pubblica perché è disinformata, per non dire manipolata) un doppio standard di giudizio e di valori. L'onestà presso i governanti e l'etica professionale presso i giornalisti sono, purtroppo, soltanto una farsa. Se non stessimo parlando di un Paese distrutto e di centinaia di migliaia di civili uccisi, potremmo riderne.''
Nabil Antaki, medico aleppino.

E di un’altra grande signora:
‘’ White Helmets cosa?!’ Nessuno conosce i White Helmets nei quartieri di recente liberati dall'occupazione dei terroristi di al-Nusra, nella parte est di Aleppo in cui siamo potuti entrare. Quando glielo domando, mi guardano perplessi, finché specifico: ‘la protezione civile’. ‘ah sì, la protezione civile di al-Nusra, che lavorava soltanto coi terroristi e non aiutava i civili’, mi dicono.’’ 
Vanessa Beeley, giornalista indipendente 

 

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