A cosa serve la proposta di Putin di oggi

12259
A cosa serve la proposta di Putin di oggi

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Giuseppe Masala

Oggi Putin - in maniera del tutto inaspettata - ha espresso ufficialmente una proposta di pace all'Ucraina. Lo ha fatto il maniera pubblica, di fronte ai giornalisti e alle telecamere, quasi parlando alla Storia più che alle persone.

I punti per lui fondamentali sono: (1) il ritiro da parte Ucraina dalle nuove 4 regioni russe, (2) la promessa solenne di non entrata nella Nato espressa tramite un trattato da parte di Kiev, (3) il non possesso da parte di Kiev di armi nucleari. A questi punti se ne aggiunge un altro rivolto però ai paesi occidentali e asiatici: la necessità di una nuova architettura di sicurezza euroasiatica alla quale potranno aderire anche paesi (ex) Nato e che comporti il ritiro dall'Europa delle truppe di paesi "extra area" (rectius le truppe americane).

Ognuno giudichi come ritiene la proposta, peraltro molto simile a quelle che la Russia fece nelle febbrili trattative tra USA, Nato e Russia a Ginevra prima dello scoppio delle ostilità. Ciò che conta non è la proposta in sé, ciò che conta è il Rito. Putin sa già che questa proposta sarà respinta e ha già chiarito che in caso di diniego si riterrà non responsabile del bagno di sangue.

Io interpreto così questa inaspettata offerta: l'uomo nelle società civilizzate (zivilisation dicono i tedeschi) non è sacrificabile al di fuori del rito. Questo vale per il singolo dove l'uomo incolpato è sottoposto a processo/rito, ma vale anche per le multitudini dove si può essere sottoposti in una fase di supremo pericolo ad un rito religioso, per esempio, pensiamo al rito che il Papa fece in una Piazza San Pietro fisicamente vuota (ma idealmente contenente tutti) durante la pandemia. Oppure ad un rito politico-diplomatico, che sempre precede la Guerra e dunque il sacrificio dell'uomo. Pensiamo per esempio a prima dello scoppio della seconda guerra mondiale (ma anche della prima come in tutti gli altri conflitti) quando i capi politici si riuniscono apparentemente per scongiurare la guerra, ma in realtà solo per sgravarsi della responsabilità di sacrificare altri uomini al di fuori del Rito, ponendosì così fuori dalla zivilisation.

L'uomo ha archetipi, memorie ancestrali, che riemergono quando è necessario: il rito prima della guerra è necessario per non porsi fuori dalla civiltà e per non "condannare" i propri morti ad essere degli Homo Sacer, uomini sacrificati al di fuori del rito. Uomini maledetti.

A questo serve la proposta di Putin di oggi.

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico di Fabrizio Verde Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico   Una finestra aperta Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La grande cultura contadina di Franco Baresi di Paolo Desogus La grande cultura contadina di Franco Baresi

La grande cultura contadina di Franco Baresi

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista? di Giuseppe Giannini Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti