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ANTIFA: chi sono gli antifascisti che Trump ha dichiarato terroristi?

 


di Tommaso Minotti
 

Trump ha annunciato con un tweet che gli USA inseriranno gli ANTIFA tra le organizzazioni terroristiche. Una mossa che fa seguito a una serie di tweet scritti dal POTUS e che affermano la responsabilità di non meglio specificati “Radical Left Anarchists” nelle devastazioni che oramai coinvolgono un gran numero di città statunitensi e che hanno fatto seguito alla tragica uccisione di George Floyd.


La storia ANTIFA


Il movimento ANTIFA statunitense ha le sue radici già negli anni venti e trenta ma solo negli anni ottanta prende più forma in un movimento organizzato contro il razzismo. Prendono il nome, come si può intuire, dalla parola italiana “antifascisti”. Negli ultimi anni si è assistito a un “salto di qualità” da parte di questi gruppi, identificati spesso con l’estrema sinistra americana. Vestiti di nero, il colore dell’anarchia, e armati di mazze se non di fucili veri e propri, gli ANTIFA si sono resi protagonisti di parate e di duri scontri con i sostenitori di Trump e in generale gli alt-right statunitensi. Difatti il movimento non è pacifista. La violenza e lo scontro sono ammessi in quanto strumenti per l’autodifesa. Durante le manifestazioni usano tattiche che ricordano quelle usate dai gruppi anarchici.


L’ideologia ANTIFA


Non è facile inserire il gruppo ANTIFA in un contesto ideologico. Sono anti-razzisti, anti-omofobi, anti-xenofobi e pro diritti LGBTQ. Nonostante molti punti in comune non possono essere accomunati pienamente al movimento Black Lives Matter. BLM è un movimento con un vasto appoggio tra i democratici, i quali invece hanno condannato la violenza ANTIFA. Vedasi le dichiarazioni di Nancy Pelosi nell’agosto del 2017 dopo le proteste di Berkeley quando affermò che gli antifascisti sarebbero dovuti essere arrestati.


La mossa annunciata di Trump è puramente politicamente e probabilmente verrà anche portata a termine a causa della mancanza di protezione politica degli ANTIFA. Occorre però sottolineare che questo movimento sia stato l’unico a combattere nelle piazze l’estrema destra americana. Anche con dimostrazioni non ortodosse come quando gli ANTIFA scesero in piazza pesantemente armati.


La rivolta che scuote gli USA probabilmente si sgonfierà data la mancanza di un programma organico che possa cambiare veramente lo status quo. Rimarrà tuttavia l’intenzione di Trump di decapitare il movimento anti-fascista con il probabile beneplacito silenzioso del Partito Democratico.


Ciò accadrà perché in America è impossibile fare politica fuori dai due canonici schieramenti, entrambi legati a doppio filo a lobbies diverse nei particolari ma uguali nella sostanza.


 

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