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BUFALA. Per la deputata Quartapelle sono "filo Putin che combattono in Donbass". Ma i neo-nazisti arrestati a Torino sono filo regime di Kiev

 
Le brame di Putin sull’Italia già evidenziate dal “Salvini-Russiagate”? Sono confermate dagli arresti dei neonazisti. Lo attesta la parlamentare PD Lia Quartapelle con un post Facebook: “Mi state chiedendo come mai stiamo parlando così tanto del caso Russiagate, e quando rispondo che trattare con i russi oltre ad essere un problema per la nostra democrazia è un problema per la sicurezza nazionale, mi guardate un po' perplessi. Però è notizia di stamattina che nel Nord Italia la Digos ha sequestrato fucili d'assalto e addirittura un missile aria-aria a un gruppo paramilitare di estrema destra che ha partecipato al conflitto armato del Donbass (dalla parte russa). (…)”.


Peccato che il sito della Polizia di Stato specifichi che gli arresti coinvolgono “movimenti politici dell’ultra destra e che avevano combattuto nella regione ucraina del Donbass contro gli indipendentisti.” Un sito, quello della Polizia di Stato, oramai irrimediabilmente asservito a Salvini? Deve essere così anche per Repubblica, La Stampa, il Fatto Quotidiano, il Corriere della Sera…. che, pudicamente, non rivelano per quale delle parti in conflitto nel Donbass parteggiassero gli arrestati.


Ma allora? Su cosa la Quartapelle basa il suo convincimento che gli arrestati per detenzione di armi fossero pro Putin? Collegando arbitrariamente gli arresti di questi giorni alle recenti condanne per “reclutamento o combattimento non autorizzato al servizio di uno stato estero” che hanno colpito attivisti impegnati nel sostegno agli indipendentisti del Donbass.


Nonostante ciò, state pur certi che la bufala dei “mercenari filorussi” che in Italia detenevano armi e, addirittura, un missile aria-aria, tra poco, dilagherà su tutti i media.
Magari accompagnata dagli elogi ai combattenti italiani a fianco dei Curdi al soldo degli USA. 
 

Francesco Santoianni
 

PS sulle sbalorditive iniziative della parlamentare PD Lia Quartapelle si veda anche qui, qui qui qui, …

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Ultimora: il sito della Polizia di Stato ha cancellato dall’articolo la frase “e che avevano combattuto nella regione ucraina del Donbass contro gli indipendentisti”. Grazie al cielo c’è il sito acrhive.org che tiene traccia delle modifiche apportate ai siti: questo lo screenshoot della precedente versione. Intanto la Quartapelle, (forse non sapendo niente del “ravvedimento” del sito della Polizia si Stato) si è affrettata a togliere dal suo post facebook il riferimento all’orientamento filoputin degli arrestati per le armi. Comunque, anche Facebook permette di leggere le precedenti versioni dei post: questo è quello che scriveva la Quartapelle
 
F.S.
 
 

 
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