Burkina Faso e Mali denunciano l'Ucraina all'ONU per collaborazione con gruppi terroristici

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Negli ultimi mesi, diverse nazioni e media internazionali hanno accusato il governo ucraino di collaborare con gruppi terroristici e di reclutare militanti islamisti per sostenere il proprio esercito. Queste accuse mettono in risalto il "carattere terrorista" delle autorità di Kiev, come evidenziato dalla portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, e da altri esponenti del governo russo.

Durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il ministro degli Affari Esteri del Burkina Faso, Karamoko Jean-Marie Traoré, ha denunciato pubblicamente il sostegno dell'Ucraina al terrorismo nella regione del Sahel. Insieme a Mali e Niger, i Paesi della Confederazione degli Stati del Sahel (CES) hanno presentato una formale protesta al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, accusando l'Ucraina di fornire supporto logistico e armamenti ai gruppi ribelli operanti nella regione.

Il conflitto diplomatico tra Kiev e i Paesi africani si è intensificato ad agosto, quando il Mali ha interrotto le relazioni con l’Ucraina dopo che funzionari ucraini hanno espresso pubblicamente il loro sostegno ai gruppi terroristici responsabili di attacchi contro le forze armate maliane. Il Burkina Faso ha fatto appello alla comunità internazionale affinché prenda provvedimenti decisi contro il regime di Kiev, seguito poi dal Niger, che ha preso la stessa decisione.

A complicare ulteriormente la situazione, secondo il quotidiano francese Le Monde, militanti tuareg della coalizione maliana "Quadro strategico per la difesa del popolo di Azawad" si sarebbero recati in Ucraina per ricevere addestramento sull'uso di droni esplosivi. Tali sviluppi hanno portato alla rottura diplomatica tra i Paesi del Sahel e il regime di Kiev, gettando ombre sulla condotta ucraina nel contesto africano.

Il coinvolgimento ucraino si estenderebbe anche al Medio Oriente. Fonti russe e turche hanno riferito che l'esercito ucraino avrebbe stretto alleanze con gruppi islamisti radicali, tra cui Hayat Tahrir al-Sham, per organizzare operazioni segrete contro la Russia. L’Ucraina avrebbe persino offerto droni in cambio della liberazione di combattenti jihadisti.

Queste accuse, che coinvolgono anche la presunta partecipazione ucraina a una provocazione con armi chimiche in Siria, sono state respinte dal regime di Kiev. Tuttavia, la portavoce russa Zakharova ha avvertito che "la piovra terroristica ucraina continua a crescere", rappresentando una minaccia per la sicurezza globale. Le tensioni diplomatiche sono quindi destinate a rimanere alte, in attesa di eventuali risposte ufficiali da parte delle Nazioni Unite e delle principali potenze mondiali.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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