Cina: il ministro Wang Yi traccia il bilancio diplomatico del 2021

Cina: il ministro Wang Yi traccia il bilancio diplomatico del 2021

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di Giulio Chinappi

Wang Yi, ministro degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese, ha rilasciato all’agenzia stampa Xinhua una lunga intervista pubblicata il 31 dicembre, nella quale traccia il bilancio diplomatico del 2021. Di seguito la traduzione integrale.

Nel 2021, il Partito Comunista Cinese (PCC) ha celebrato il suo centenario e la Cina ha completato la costruzione di una società moderatamente prospera sotto tutti gli aspetti e ha raggiunto il suo obiettivo del primo centenario. Anche la “diplomazia della nuvola” del capo di stato cinese è stata molto frequente. Qual è la sua valutazione complessiva della diplomazia cinese nel 2021?

Il 2021 passerà alla storia come un anno importante sia per il mondo che per la Cina.

In tutto il mondo, l’evoluzione di cambiamenti senza precedenti ha preso velocità a causa di una pandemia mai vista nell’ultimo secolo. Abbiamo assistito alla rivolta del Campidoglio degli Stati Uniti, al momento di Kabul, al nazionalismo dei vaccini, alla rinascita della mentalità della guerra fredda e a molti altri disordini. Il mondo sta entrando in un periodo di turbolenza e trasformazione a un ritmo più veloce.

In Cina, sotto la forte guida del Comitato Centrale del PCC con al centro il compagno Xi Jinping, abbiamo completato la costruzione di una società moderatamente prospera sotto tutti gli aspetti, abbiamo celebrato solennemente il centenario del PCC e abbiamo intrapreso con orgoglio un nuovo viaggio verso l’obbiettivo del secondo centenario. Sul fronte diplomatico, abbiamo tratto forza dai 100 anni di successi del PCC, portati avanti attraverso competizioni e sfide con coraggio e grinta, scrivendo un nuovo capitolo della diplomazia di un grande Paese con caratteristiche cinesi.

In primo luogo, la diplomazia dei capi di stato ha svolto il ruolo guida sul fronte diplomatico cinese. Il presidente Xi Jinping ha avuto 79 telefonate con leader di Paesi stranieri e organizzazioni internazionali e ha partecipato a 40 importanti eventi diplomatici tramite collegamento video. Ha intensificato la comunicazione strategica con i leader stranieri per creare consenso e promuovere la cooperazione in tutto il mondo, elaborando così il grande progetto e formando una forte sinergia per costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità. La diplomazia dei capi di stato ha efficacemente promosso la stabilità complessiva delle relazioni tra i principali Paesi, ha approfondito l’amicizia tra la Cina e i suoi vicini e ha rafforzato la cooperazione reciprocamente vantaggiosa con i paesi in via di sviluppo in Asia, Africa, America Latina e Caraibi. Ha consentito alla Cina di costruire una rete di partnership globale più completa e solida.

In secondo luogo, la diplomazia anti-Covid ha attestato il forte senso di responsabilità internazionale della Cina. Siamo sempre stati tra i primi a promuovere la cooperazione globale contro la pandemia, abbiamo sempre sostenuto la caratteristica principale dei vaccini come beni pubblici globali e siamo sempre stati in prima linea per un’equa distribuzione dei vaccini. Siamo stati tra i primi a impegnarci a rendere i vaccini per il Covid un bene pubblico globale, a sostenere la rinuncia ai diritti di proprietà intellettuale sulla ricerca e lo sviluppo dei vaccini e ad avviare la produzione congiunta con altri Paesi in via di sviluppo. Siamo stati anche tra i primi a condurre una cooperazione globale per la ricerca delle origini con l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), a rifiutare la politicizzazione e la stigmatizzazione e a chiedere di combattere non solo il coronavirus ma anche il virus politico. Con impegni fermi e azioni reali, la Cina ha contribuito a mantenere la risposta internazionale al Covid nella giusta direzione e ha promosso con forza la costruzione di una comunità globale di salute per tutti.

Terzo, la diplomazia cinese orientata allo sviluppo ha contribuito molto a questa causa globale. In molte occasioni, tra cui il Boao Forum for Asia, il World Economic Forum di Davos, il China International Fair for Trade in Services e il China International Import Expo, il presidente Xi Jinping ha annunciato una serie di nuove misure, come un elenco negativo più breve, un ambiente più favorevole alle imprese e una maggiore apertura istituzionale, per aprirsi sempre più al mondo. Ciò ha fornito opportunità e contribuiti alla ripresa economica globale. In risposta alle gravi sfide del Covid-19 negli altri Paesi in via di sviluppo, il presidente Xi Jinping ha presentato l’Iniziativa per lo sviluppo globale (GDI), al fine di costruire una sinergia globale per accelerare l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, in modo che nessun Paese o individuo sarà lasciato indietro. Ad oggi, il GDI ha ricevuto risposta positiva e sostegno dal sistema delle Nazioni Unite e da quasi 100 Paesi.

Quarto, abbiamo difeso la giustizia nella diplomazia multilaterale. Abbiamo tenuto alta la bandiera del multilateralismo, difeso i valori comuni dell’umanità e sostenuto il sistema internazionale con l’ONU al centro e l’ordine internazionale sostenuto dal diritto internazionale. Abbiamo preso parte attiva alla definizione del sistema di governance globale in materia di clima, ambiente, salute e sviluppo digitale. Ci siamo esposti sulla costruzione di una comunità di vita per l’uomo e la natura, e una comunità di tutta la vita sulla Terra, offrendo le soluzioni e la vitalità della Cina alla riforma del sistema di governance globale.

Quinto, siamo stati all’altezza del nostro solenne impegno di diplomazia per il popolo. Abbiamo lavorato attivamente per supportare la costruzione di un nuovo paradigma di sviluppo, e per facilitare l’apertura di “piste rapide” per gli scambi di personale essenziale e “corsie verdi” per l’invio di forniture di emergenza, in modo da prevenire la diffusione del virus all’estero e garantire i guadagni nel controllo dell’epidemia in patria. Abbiamo aderito a un approccio incentrato sulle persone, costruito un sistema sulla protezione degli interessi delle persone all’estero e sull’allerta e prevenzione dei rischi e abbiamo salvato con successo dozzine di ostaggi cinesi. Abbiamo attuato tempestivamente il programma Spring Sprout vaccinando milioni di compatrioti cinesi che vivono in oltre 180 paesi. “Ovunque tu vada, il tuo paese d’origine è sempre il tuo forte sostegno“. Questa è la missione duratura e l’impegno della diplomazia cinese.

La sesta sessione plenaria del 19° Comitato Centrale del PCC di quest’anno è diventata il fulcro del dibattito internazionale. Come pensa che il Plenum guiderà la diplomazia cinese? Come vede la comunità internazionale il centenario del PCC?

La sesta sessione plenaria del XIX Comitato Centrale del PCC ha passato in rassegna in modo esauriente i principali risultati conseguiti dal Partito nel secolo scorso e ha riassunto l’esperienza storica del Partito in dieci aspetti. Ognuno di loro offre importanti indicazioni per il nostro lavoro sul fronte diplomatico.

Sostenere la leadership del Partito è la guida fondamentale per la diplomazia cinese. Nel mondo di oggi, il buon governo della Cina ha acquisito sempre più comprensione e riconoscimento. La ragione fondamentale risiede nella leadership centralizzata e unificata del Partito. La leadership del PCC è la più grande forza politica della diplomazia cinese. È la radice della diplomazia di un grande Paese con caratteristiche cinesi e la garanzia istituzionale di tutte le nostre realizzazioni.

Mettere il popolo al primo posto è la forza della diplomazia cinese. Solo quando fondiamo gli sforzi diplomatici al servizio del popolo, possiamo veramente superare tutte le prove e andare avanti. Noi del servizio diplomatico metteremo sempre il popolo al centro. Difenderemo gli interessi del popolo cinese e seguiremo attivamente il principio della diplomazia centrata sul popole. E approfondiremo l’amicizia e la cooperazione con popoli di altri Paesi per promuovere una maggiore solidarietà dei popoli di tutto il mondo.

Mantenere una visione globale è l’aspirazione originaria della diplomazia cinese. Pur perseguendo la felicità per il popolo cinese e il ringiovanimento della nazione cinese, il PCC si impegna anche a promuovere il progresso umano e l’armonia mondiale. Questa è stata l’aspirazione e la missione del Partito sin dal giorno della sua fondazione. Tenendo presenti gli imperativi nazionali e internazionali, noi del servizio diplomatico continueremo a lavorare con altri Paesi per promuovere una comunità con un futuro condiviso per l’umanità.

Rimanere indipendenti è una bella tradizione della diplomazia cinese. Indipendentemente dall’evoluzione della situazione internazionale, perseguiremo con fermezza una politica estera di pace indipendente e seguiremo la via dello sviluppo pacifico. Nel frattempo, sosterremo fermamente tutti i Paesi, in particolare i Paesi in via di sviluppo, nella difesa della loro sovranità e indipendenza e nell’esplorazione del percorso di sviluppo adatto alle proprie condizioni nazionali.

Difendersi da soli è un carattere distintivo della diplomazia cinese. La diplomazia cinese si è rafforzata nella lotta contro l’invasione, il blocco, le sanzioni e l’intervento. Rappresenta lo spirito inflessibile e tenace della nazione cinese e mantiene una bella tradizione di salvaguardia degli interessi nazionali e di equità e giustizia. Nel nuovo viaggio verso il ringiovanimento nazionale, continueremo a opporci fermamente a tutte le pratiche egemoniche e di prepotenza e ad assumere in modo proattivo la nostra responsabilità internazionale per la pace e lo sviluppo mondiali.

Quest’anno ricorre il centenario del PCC. Abbiamo ricevuto messaggi di congratulazioni da oltre 600 partiti politici e organizzazioni di oltre 170 Paesi. Nei miei impegni con altri ministri degli Esteri e alti funzionari, la prima cosa che mi dicevano era di solito congratularsi per il centenario del PCC. Nelle nostre interazioni con il mondo, possiamo sentire chiaramente che la comunità internazionale sta prestando maggiore attenzione al PCC, ponendo maggiore attenzione sul PCC e dando maggiore riconoscimento al PCC.

Anche noi del servizio diplomatico abbiamo compiuto sforzi attivi per presentare, difendere e promuovere le corrette narrazioni sul PCC nel mondo. Ad esempio, abbiamo lanciato un programma chiamato 100 Stories in CPC’s External Exchanges, che è stato letto, riprodotto e mostrato più di un miliardo di volte in patria e all’estero. Abbiamo invitato diplomatici delle ambasciate straniere e rappresentanti dei principali media globali a Yan’an, Jiaxing e altri siti storici del PCC, al memoriale della rivoluzione di Xiangshan e al Museo del Partito Comunista Cinese. Queste visite hanno aiutato amici stranieri a conoscere la storia centenaria di questo grande Partito e a decifrarne il codice genetico. Molti stranieri, inclusi alcuni occidentali che un tempo erano di parte, hanno affermato che le visite hanno dato loro una comprensione completamente nuova della Cina e del PCC. Ammirano con tutto il cuore i grandi successi del popolo cinese sotto la guida del PCC e desiderano saperne di più sulla ricetta per il successo del Partito. Andando avanti, continueremo a presentare al mondo l’immagine vera, multidimensionale e a tutto tondo della Cina e cercheremo una maggiore e più profonda comprensione da parte della comunità internazionale per il sistema cinese, il percorso della Cina e la visione della Cina.

Gli Stati Uniti e pochi altri Paesi stanno cercando di diffondere i valori occidentali e alimentare le divisioni guidate dall’ideologia. Quest’anno abbiamo assistito a molti incontri tra varie forze diverse nell’arena multilaterale. Qual è la sua opinione su questo?

Alcuni elementi nel mondo si ritengono ancora superiori, e vogliono sempre imporre agli altri la propria volontà. Tirano fuori regole arbitrarie e usano i diritti umani, la democrazia e altre scuse altisonanti per diffamare e contenere la Cina e molti altri Paesi in via di sviluppo. Non dobbiamo scendere a compromessi o tirarci indietro. Invece, dobbiamo affrontarli a testa alta e unirci alla maggior parte dei paesi per difendere l’equità e la giustizia e fare la cosa giusta per l’umanità.

Il primo incontro è stato tra multilateralismo vero e falso. Alcuni Paesi, mentre scandiscono slogan sul multilateralismo nella retorica, stanno costruendo blocchi esclusivi in ??azione. Stanno tentando di riportare il mondo nel confronto della guerra fredda. In risposta, la Cina ha sottolineato inequivocabilmente che i Paesi devono sostenere e praticare il vero multilateralismo. Abbiamo sottolineato che esiste un solo sistema internazionale al mondo, ovvero il sistema internazionale con al centro l’ONU. I Paesi devono sostenere risolutamente l’autorità e la posizione delle Nazioni Unite, opporsi congiuntamente alla divisione e al confronto, stare insieme contro i giochi a somma zero e compiere sforzi costanti per una maggiore democrazia nelle relazioni internazionali. Questa posizione è stata riconosciuta e sostenuta dalla maggior parte dei Paesi del mondo.

Il secondo era l’incontro tra regole vere e regole false. Un piccolo numero di Paesi parla di un cosiddetto “ordine basato su regole“. Ma si rifiutano di accettare che le regole debbano essere basate sul diritto internazionale comunemente riconosciuto. Quello che in realtà vogliono è imporre le “regole delle gang” stipulate da loro e dai loro alleati su tutti gli altri Paesi. In risposta, la Cina ha ripetutamente affermato alle Nazioni Unite e in altre occasioni multilaterali che al mondo esiste un’unica serie di regole, ovvero le norme fondamentali delle relazioni internazionali sostenute dalla Carta delle Nazioni Unite. Questo messaggio forte ha messo a nudo l’intenzione di alcuni Paesi di esercitare l’egemonia con il pretesto delle regole. Ha contribuito alla stabilità dell’ordine internazionale.

Il terzo è stato l’incontro tra diritti umani veri e falsi. Gli Stati Uniti e alcuni altri Paesi, nonostante tutti i loro problemi relativi ai diritti umani, hanno cercato a lungo di utilizzare i diritti umani come strumento per intromettersi negli affari interni di altri Paesi e attaccare e diffamare la Cina e altri Paesi in via di sviluppo con accuse infondate. In risposta, la Cina si è fatta avanti per mettere le cose in chiaro, articolando la prospettiva cinese sui diritti umani e presentando i nostri risultati nello sviluppo dei diritti umani. Nel frattempo, abbiamo decisamente respinto le false accuse e fatto vedere al mondo l’ipocrisia dei sedicenti “campioni dei diritti umani”. La giustizia sta nel cuore delle persone: al Consiglio per i diritti umani e all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, abbiamo contrastato, con il sostegno schiacciante di altri Paesi, quattro mozioni contro la Cina quest’anno. Quasi 100 Paesi hanno espresso il loro sostegno alla giusta posizione della Cina all’ONU e la loro forte opposizione all’interferenza negli affari interni della Cina con il pretesto dei diritti umani.

Il quarto è stato l’incontro tra democrazia vera e falsa. Gli Stati Uniti hanno organizzato un cosiddetto “vertice per la democrazia” e hanno inventato la falsa narrativa di “democrazia contro autoritarismo“. In risposta, la Cina ha sostenuto fermamente i valori comuni dell’umanità, ha pubblicato un rapporto, Lo stato della democrazia negli Stati Uniti, e ha incoraggiato discussioni inclusive sugli standard e le pratiche della democrazia in occasioni bilaterali e multilaterali. I nostri sforzi hanno messo a nudo le contraddizioni e le carenze della democrazia statunitense, e l’intenzione degli Stati Uniti è stata ampiamente messa in discussione dalla comunità internazionale. Il cosiddetto “vertice per la democrazia” si è concluso frettolosamente senza consenso, senza esito e senza futuro. Ciò ha dimostrato ancora una volta che la democrazia è un valore comune dell’umanità, sul quale nessun Paese ha il diritto di dare lezioni agli altri. In definitiva, spetta al popolo di un Paese dire se la loro democrazia è vera ed efficace.

Il Covid-19 sta ancora devastando il mondo. Qual è il contributo della Cina alla solidarietà globale nella lotta alla pandemia, alla ricerca scientifica internazionale delle origini e alla ripresa economica globale più rapida?

Da quando il Covid-19 ha colpito, l’intera Cina si è unita e ha lanciato una risposta basata sulla scienza, dando un buon esempio di contenimento del Covid per la comunità internazionale. Pur tenendo sotto controllo il virus a livello nazionale, la Cina si è, fin dall’inizio, impegnata ad aiutare gli altri Paesi colpiti dal virus. Abbiamo preso l’iniziativa di impegnarci nella cooperazione internazionale contro il Covid e abbiamo contribuito alla sicurezza della salute pubblica globale.

La Cina ha iniziato con l’assistenza umanitaria di emergenza globale, dando il via alla prima metà della campagna internazionale contro il coronavirus con l’obiettivo di offrire forniture di emergenza. Fino ad ora, la Cina ha fornito alla comunità internazionale circa 372 miliardi di maschere, oltre 4,2 miliardi di tute protettive e oltre 8,4 miliardi di kit di test. All’inizio di quest’anno, abbiamo iniziato a concentrarci sulla cooperazione sui vaccini mentre la campagna internazionale contro il virus è entrata nella sua seconda metà. Desidero cogliere l’occasione per annunciare che al 26 dicembre, la Cina ha fornito più di 2 miliardi di dosi di vaccini per il Covid a oltre 120 Paesi e organizzazioni internazionali. La Cina ha mantenuto l’impegno e l’impegno presi dal presidente Xi Jinping nei confronti del resto del mondo ed è diventata il più grande fornitore di vaccini in uscita tra tutti i Paesi. Un vaccino anti-Covid su due somministrati in tutto il mondo è prodotto in Cina. Per molti Paesi, in particolare i Paesi in via di sviluppo, il primo lotto di vaccini e la maggior parte dei vaccini ricevuti provenivano dalla Cina. Ciò distingue la Cina da alcuni Paesi che fanno solo promesse vuote.

Non molto tempo fa, il presidente Xi Jinping ha annunciato che la Cina fornirà all’Africa un altro miliardo di dosi di vaccini anti-Covid, di cui 600 milioni di dosi in donazione, per aiutare i Paesi africani a raggiungere l’obiettivo fissato dall’Unione Africana di vaccinare il 60% della popolazione africana entro il 2022. La Cina donerà inoltre ulteriori 150 milioni di dosi ai Paesi dell’ASEAN. Supportiamo le aziende cinesi nel trasferimento di tecnologie nei Paesi in via di sviluppo e abbiamo lanciato la produzione congiunta di vaccini con 20 Paesi. Nel complesso, la Cina non ha fatto nulla di tutto questo per interesse geopolitico egoistico, e la Cina non ha posto alcun vincolo politico a queste azioni. Piuttosto, stiamo intraprendendo azioni concrete per aiutare a costruire un grande muro di immunizzazione per la salute di tutti e uno scudo sanitario per i Paesi in via di sviluppo.

Quest’anno ricorre il 20° anniversario della firma del Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole tra Cina e Russia. Cosa significa per la stabilità strategica globale e lo sviluppo quando Cina e Russia si assumono e svolgono le proprie responsabilità? Come vede le attuali relazioni Cina-Russia?

Cina e Russia sono entrambi grandi Paesi con influenza globale. Il loro coordinamento strategico e la loro cooperazione pratica hanno un significato globale e svolgono un ruolo insostituibile.

Quest’anno i due Paesi hanno commemorato solennemente il 20° anniversario della firma del Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole tra Cina e Russia. Il presidente Xi Jinping e il presidente Vladimir Putin hanno annunciato ufficialmente il rinnovo del Trattato e lo hanno reso più rilevante nella nuova era. I due presidenti sono rimasti in stretta comunicazione strategica durante tutto l’anno e si riuniranno per le Olimpiadi Unvernali tra poco più di un mese. Guidate dai due presidenti, le relazioni Cina-Russia sono diventate più mature, stabili, resistenti e vibranti.

Sulla risposta alla pandemia, Cina e Russia sono state un buon esempio per il mondo. Con solidarietà e assistenza reciproca, i due Paesi sono stati pionieri nella ricerca, nello sviluppo, nella produzione e nella distribuzione globale di vaccini e si sono opposti congiuntamente alla stigmatizzazione e alla politicizzazione delle questioni relative al coronavirus e alla sua ricerca delle origini, mostrando ad altri membri della comunità internazionale che la solidarietà è il modo giusto per combattere la pandemia.

Sulla ripresa economica globale, Cina e Russia hanno fornito un forte impulso. La loro cooperazione in tutte le dimensioni è stata notevolmente aumentata a livelli più elevati. Il commercio bilaterale ha registrato un nuovo record. Sono in corso importanti progetti strategici e la cooperazione sull’innovazione scientifica e tecnologica avanza rapidamente. Ciò non solo ha migliorato il benessere dei due Paesi e dei due popoli, ma ha anche creato nuove opportunità per la ripresa economica mondiale.

Sulla stabilità regionale, Cina e Russia hanno fornito una solida salvaguardia. I due Paesi hanno mantenuto un coordinamento strategico di alto livello, promosso un ruolo costruttivo dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) e dei BRICS e rafforzato il coordinamento strategico sulle questioni dei punti di crisi. Questi sforzi sono il pilastro fondamentale per la stabilità regionale e la solidarietà tra i Paesi in via di sviluppo.

Sulla governance globale, Cina e Russia hanno dimostrato il nostro senso di responsabilità. I due Paesi sostennero fermamente il sistema internazionale incentrato sulle Nazioni Unite e l’ordine internazionale sostenuto dal diritto internazionale. Ci siamo opposti congiuntamente all’interferenza negli affari interni di altri Paesi, alle sanzioni unilaterali e alla giurisdizione dal braccio lungo. I nostri sforzi hanno contribuito a costruire un baluardo che sostiene la pratica del vero multilateralismo e sostiene l’equità e la giustizia internazionali, mostrando al mondo come dovrebbero comportarsi i principali Paesi.

Siamo convinti che finché Cina e Russia, in quanto due grandi Paesi, staranno insieme fianco a fianco e approfondiranno il coordinamento mano nella mano, l’ordine internazionale non cadrà nel caos, la giustizia nel mondo non crollerà e l’egemonia non vincerà.

Nel corso di quest’anno, i presidenti di Cina e Stati Uniti hanno tenuto due conversazioni telefoniche e un incontro virtuale. Alti funzionari dei due Paesi hanno tenuto diversi incontri e colloqui. Tuttavia, nel frattempo, gli Stati Uniti continuano a fare mosse negative sulla Cina. Qual è la tsa valutazione dello stato attuale delle relazioni sino-statunitensi? Come possono i due Paesi trovare il modo giusto per andare d’accordo?

Il rapporto tra Cina e Stati Uniti ha in effetti visto alcuni cambiamenti quest’anno rispetto a quanto accaduto negli ultimi anni. Poiché la Cina è determinata a difendere i propri diritti e a rifiutare l’egemonismo, gli Stati Uniti si sono resi conto che la Cina non farà in alcun modo alcuna concessione sotto la minaccia della massima pressione e che tali pratiche alla fine danneggeranno gli interessi degli Stati Uniti.

Abbiamo visto dichiarazioni del leader degli Stati Uniti e di alcuni alti funzionari secondo cui gli Stati Uniti non cercano una nuova guerra fredda, non cercano di cambiare il sistema cinese, la rivitalizzazione delle sue alleanze non è in funzione anticinese, non supportano “l’indipendenza di Taiwan” e non hanno intenzione di avere un conflitto o uno scontro con la Cina.

Nel frattempo, come abbiamo visto, gli Stati Uniti continuano a fomentare problemi su questioni riguardanti la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina, provocando danni alle relazioni bilaterali. Questo è un tipico caso di dire una cosa e farne un’altra. Ciò ha messo seriamente in dubbio la credibilità degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti spesso affermano di essere una società costruita sulla fiducia. Secondo l’antica saggezza cinese, una persona senza credibilità difficilmente potrebbe affermarsi nella società. E questo vale ancora di più per le relazioni tra i Paesi. Se la parte statunitense spera di preservare un livello di credibilità per sé nel mondo, dovrebbe abbinare i propri impegni con azioni reali e concrete per guadagnare la fiducia del popolo cinese e della comunità internazionale.

Per quanto riguarda la politica statunitense sulla Cina, il nostro atteggiamento è chiaro e coerente. Il presidente Xi Jinping ha solennemente presentato i tre principi del rispetto reciproco, della convivenza pacifica e della cooperazione vantaggiosa per tutti. Questi tre principi riassumono l’esperienza e le lezioni delle interazioni di mezzo secolo tra i due Paesi. Rappresentano la strada giusta per ripristinare una crescita solida e stabile in Cina-Stati Uniti. relazioni. Se ciò può diventare una realtà dipende dal fatto che la parte statunitense possa comprendere veramente e completamente tre cose:

In primo luogo, lo sviluppo e la rivitalizzazione della Cina sono un diritto legittimo di un Paese sovrano e, cosa più importante, una tendenza inevitabile che non può essere modificata o fermata da nessuno. Sarebbe quindi meglio tenersi al passo con questa tendenza generale piuttosto che andare contro di essa. Quando gli Stati Uniti rinunceranno alla loro ossessione di sopprimere e contenere la Cina, le relazioni tra i due Paesi potrebbero tornare sulla strada giusta e svilupparsi costantemente.

In secondo luogo, non importa quanto sviluppata diventi la Cina, non seguirà mai il vecchio percorso di alcuni Paesi occidentali per cercare l’egemonia globale, e non ha alcun desiderio di cambiare, sostituire o minacciare gli altri. Quando gli Stati Uniti vedranno la Cina come un partner anziché un avversario o un nemico, i due Paesi potrebbero avvantaggiarsi a vicenda e prosperare insieme.

Terzo, il sistema sociale e il percorso di sviluppo della Cina rappresentano l’opzione determinata e la volontà collettiva di 1,4 miliardi di cinesi. Rispettiamo il sistema e il percorso dell’America, ma non permetteremo mai alcun tentativo di diffamare o sabotare il sistema e il percorso che abbiamo scelto. Quando gli Stati Uniti rinunceranno alla loro ossessione per il confronto ideologico, i due sistemi e i percorsi adottati da Cina e Stati Uniti potrebbero funzionare in parallelo e coesistere pacificamente su questo pianeta.

L’UE ha affermato in più occasioni che la Cina è sia un partner che un rivale sistemico. La ratifica dell’accordo globale Cina-UE sugli investimenti è stata bloccata a causa di alcune questioni interne da parte dell’UE. Dove pensa che stiano andando le relazioni Cina-UE? Cosa farà la Cina per aiutare a rimuovere gli ostacoli all’accordo sugli investimenti?

Quest’anno sono stati compiuti nuovi progressi in molti settori nelle relazioni tra Cina ed Europa. Il presidente Xi Jinping ha presieduto due vertici video con i leader francesi e tedeschi. Il vertice Cina-PECO (Paesi dell’Europa Centrale e Orientale, ndt) si è svolto con successo tramite collegamento video. Il premier Li Keqiang si è inoltre impegnato a lungo con i leader europei e la comunità imprenditoriale. La cooperazione economica e commerciale tra le due parti ha goduto di una crescita positiva nonostante le difficoltà generali, con il volume degli scambi per l’intero anno che dovrebbe aumentare del 30% rispetto allo scorso anno per superare gli 800 miliardi di dollari. È entrato in vigore l’accordo Cina-UE sulle indicazioni geografiche. Sono stati ufficialmente avviati dialoghi ad alto livello su ambiente e clima e in ambito digitale. Il numero di servizi merci del China-Europe Railway Express ha registrato un nuovo massimo. Sono stati compiuti nuovi progressi nei progetti di punta della Belt and Road come il porto del Pireo e la ferrovia Budapest-Belgrado. Le due parti condividono un ampio consenso su questioni come la difesa del multilateralismo e il miglioramento della governance globale e hanno ottenuto risultati positivi nell’affrontare i cambiamenti climatici e nella risposta congiunta al Covid-19.

Detto questo, abbiamo anche notato che la politica europea nei confronti della Cina sembra soffrire di “dissonanza cognitiva”. È difficile immaginare che da un lato l’Europa cerchi di costruire un partenariato strategico globale con la Cina e, dall’altro, definisca la Cina un rivale sistemico. Questa logica non ha solo minato le relazioni Cina-Europa, ma ha anche creato confusione tra gli stessi amici europei. La differenza nei sistemi non significa che Cina ed Europa debbano essere rivali. Le due parti potrebbero rispettarsi a vicenda, imparare l’una dall’altra e completarsi a vicenda. In questo contesto, siamo pronti ad avere un impegno e una comunicazione più stretti e a rafforzare seriamente la comprensione reciproca tra Cina ed Europa, compreso un dialogo aperto e sincero su temi come i diritti umani e la democrazia. Inoltre, ci auguriamo che l’Europa, in quanto forza importante nel processo verso una maggiore multipolarità, plasmi una percezione indipendente, obiettiva e razionale della Cina in tempi brevi e promuova e approfondisca la sua cooperazione reciprocamente vantaggiosa con la Cina seguendo il principio di autonomia strategica. Se la Cina e l’Europa, in quanto due grandi civiltà, grandi forze e grandi mercati, possono attingere alle reciproche forze e creare sinergie sulla base del rispetto reciproco, questo sarà di buon auspicio per il mondo e l’umanità.

L’accordo globale Cina-UE sugli investimenti è un accordo economico e commerciale con il più alto livello di apertura e la soglia più bassa di accesso al mercato fino ad oggi per la Cina. Va bene per la Cina, e ancora meglio per l’Europa. Gli ostacoli all’accordo sono ostacoli al proprio sviluppo e danneggeranno gli interessi a lungo termine del popolo europeo.

Nel novembre di quest’anno, il presidente Xi Jinping ha presieduto il vertice speciale per commemorare il 30° anniversario delle relazioni di dialogo tra Cina e ASEAN tramite collegamento video. Lui e i leader dei Paesi dell’ASEAN hanno annunciato l’aggiornamento delle relazioni Cina-ASEAN a un partenariato strategico globale. Come valuta lo sviluppo della diplomazia di vicinato cinese quest’anno?

Quest’anno è stato un anno di progresso e raccolto per la Cina e altri Paesi asiatici. La Cina ha rafforzato e potenziato le sue relazioni con l’ASEAN. Le due parti si sono unite nella lotta al Covid-19. Il partenariato economico globale regionale (RCEP) è stato firmato e presto entrerà in vigore. La Cina e l’ASEAN hanno intensificato la cooperazione nell’economia digitale, nell’economia blu e nell’economia verde. La connettività è stata accelerata su tutta la linea e la ferrovia Cina-Laos ha iniziato a funzionare con successo. La questione del Mar Cinese Meridionale è stata efficacemente gestita nel quadro della Dichiarazione sulla condotta delle parti nel Mar Cinese Meridionale (DOC) e la libertà di navigazione e sorvolo è stata tutelata conformemente alla legge. Su questioni di crisi come l’Afghanistan e il Myanmar, la Cina è rimasta in stretto coordinamento con i Paesi della regione per salvaguardare congiuntamente la stabilità in questa parte del mondo.

L’Asia è rimasta una regione con la più grande vitalità e potenziale di sviluppo al mondo. Questo non è avvenuto facilmente. È il risultato di anni di duro lavoro di solidarietà da parte della Cina e dei Paesi della regione e merita di essere apprezzato da tutti. Nel frattempo, vediamo anche nuove sfide in questa regione. Vi sono due tendenze divergenti: una è perseguire congiuntamente sviluppo e prosperità attraverso la fiducia e la cooperazione reciproche; l’altra è creare divisione e confronto attraverso “l’erezione di muri” e il “disaccoppiamento”. È importante che i Paesi asiatici rimangano lucidi, restino saldi nelle loro posizioni e facciano la scelta giusta che serva i loro interessi fondamentali e a lungo termine. Non dobbiamo permettere a nessun Paese al di fuori di questa regione di alimentare lo scontro di blocco nella regione e spingere l’Asia verso una nuova guerra fredda; non dobbiamo consentire a nessun Paese al di fuori di questa regione di minare la struttura di cooperazione regionale esistente e il processo di integrazione regionale e di sostituirli con uno di propria concezione; non dobbiamo permettere che nessun Paese al di fuori di questa regione provochi una corsa agli armamenti nella regione o addirittura la proliferazione di armi nucleari e minacci la sicurezza e la stabilità in Asia.

L’ottava conferenza ministeriale del Forum sulla cooperazione Cina-Africa (FOCAC) si è svolta con successo a novembre. Il presidente Xi Jinping ha chiesto di costruire una comunità Cina-Africa con un futuro condiviso nella nuova era. Quali misure prenderà la Cina per sviluppare ulteriormente le sue relazioni con l’Africa e gli altri membri del mondo in via di sviluppo?

Quest’anno ricorre il 65esimo anniversario dell’inizio delle relazioni diplomatiche tra Cina e Paesi africani. Non molto tempo fa, abbiamo tenuto con successo l’ottava conferenza ministeriale del FOCAC nonostante l’impatto del Covid-19. Il presidente Xi Jinping ha presentato per la prima volta lo spirito dell’amicizia e della cooperazione Cina-Africa, ha presentato quattro proposte per costruire una comunità Cina-Africa con un futuro condiviso nella nuova era e ha annunciato nove programmi per la cooperazione con l’Africa. Tutto ciò ha segnato una nuova pietra miliare nella storia delle relazioni Cina-Africa.

Nel frattempo, le relazioni della Cina con gli altri membri del mondo in via di sviluppo, compresi i Paesi latinoamericani e caraibici, i Paesi arabi e i Paesi insulari del Pacifico, hanno compiuto nel corso dell’anno importanti progressi, con risultati fruttuosi realizzati in diversi ambiti di cooperazione.

La Cina è un fedele membro del mondo in via di sviluppo. Non importa come la situazione internazionale possa evolversi, la Cina resterà fermamente dalla parte del mondo in via di sviluppo e approfondirà fermamente la cooperazione reciprocamente vantaggiosa con altri Paesi in via di sviluppo. Il voto della Cina alle Nazioni Unite appartiene al mondo in via di sviluppo. Guardando al futuro, ci concentreremo sulle seguenti priorità:

In primo luogo, sostenere il principio dell’assistenza reciproca per sviluppare congiuntamente uno scudo per l’immunità. La Cina continuerà a compiere sforzi a tutto campo per fornire ai Paesi in via di sviluppo bisognosi vaccini COVID e forniture essenziali per garantire l’accessibilità dei vaccini nei Paesi in via di sviluppo e contribuire a rafforzare la loro capacità, fiducia e determinazione a combattere il virus.

In secondo luogo, sostenere il principio del mutuo vantaggio per sviluppare congiuntamente un motore per lo sviluppo. Continueremo a seguire il principio di perseguire il bene più grande e gli interessi condivisi, promuovere il coordinamento strategico con altri Paesi in via di sviluppo, aumentare il commercio e gli investimenti ed espandere la cooperazione pratica per sostenere altri Paesi nel potenziamento della capacità di sviluppo sostenibile e autogenerato.

In terzo luogo, sostenendo il principio di sincerità, risultati reali, amicizia e buona fede per costruire insieme un ponte per l’amicizia. Rafforzeremo gli scambi e l’apprendimento reciproco con altri Paesi in via di sviluppo nei settori dei partiti politici e degli affari politici, della riduzione e dello sviluppo della povertà e dei servizi medici e sanitari, approfondiremo l’amicizia tra i popoli, salvaguardare congiuntamente i diritti e gli interessi legittimi dei Paesi in via di sviluppo, e trasmettere lo spirito di amicizia e cooperazione di generazione in generazione.

Il ritiro precipitoso delle forze statunitensi quest’anno ha attirato l’attenzione globale sulla situazione afghana. Che ruolo ha giocato la Cina nel risolvere la questione dell’Afghanistan e altri problemi dei punti caldi?

Nel 2021, il mondo intero ha assistito al momento di Kabul, quando le forze statunitensi hanno lasciato l’Afghanistan in fretta e furia. Tale irresponsabile ritiro ha portato una grave crisi umanitaria al popolo afghano e enormi sfide alla sicurezza per la stabilità regionale. Le scene di caos e persino di brutalità scioccanti all’aeroporto di Kabul rimarranno per sempre nella memoria dell’umanità come un segno storico del fallimento della cosiddetta “trasformazione democratica“.

Di fronte agli improvvisi cambiamenti in Afghanistan, la Cina non è rimasta a guardare, ma ha offerto una mano. Abbiamo immediatamente contattato il popolo afghano con assistenza umanitaria di emergenza, in particolare vaccini, cibo e forniture per l’inverno. Il popolo afghano ha sofferto anni di guerra e disordini e non dovrebbe più sopportare i danni della pandemia, della fame e del freddo. La Cina ha attivamente facilitato il coordinamento internazionale e svolto un ruolo costruttivo in una transizione stabile della situazione in Afghanistan. Questi sforzi sono stati accolti e lodati da persone in tutto l’Afghanistan. Mentre parliamo, l’Afghanistan deve ancora affrontare serie sfide nell’economia, nei mezzi di sussistenza delle persone, nella sicurezza e nel governo. La Cina continuerà a perseguire la politica dell’amicizia verso tutto il popolo afghano. Sosteniamo l’Afghanistan nella costruzione di un governo inclusivo, che ponga fine alle turbolenze, ristabilisca la stabilità e ricostruisca il Paese, in modo che il popolo afghano possa godere dei benefici della pace e della tranquillità.

Voglio sottolineare che i principali Paesi si assumono responsabilità speciali e importanti per la pace e la stabilità nel mondo. Nel gestire le questioni dei punti caldi, i principali Paesi dovrebbero sostenere la giustizia, non cercare interessi egoistici; promuovere la pace, non abusare dell’uso della forza; incoraggiare il dialogo, non ricorrere a sanzioni intenzionali; e rispettare le opinioni dei paesi interessati, non gettare il loro peso in giro.

Nell’ultimo anno, la Cina ha tenuto ben presente e ha adempiuto alla sua responsabilità e missione. Abbiamo proposto un’iniziativa in cinque punti sulla promozione della pace e della stabilità in Medio Oriente, con l’obiettivo di incoraggiare i Paesi della regione a sfuggire alla rivalità geopolitica tra le grandi potenze e a rafforzarsi attraverso l’unità. Abbiamo presentato una proposta in tre punti per l’attuazione della soluzione dei due Stati per facilitare una giusta soluzione della questione palestinese e un governo efficace nello Stato di Palestina. Abbiamo presentato una proposta in quattro punti per la soluzione della questione siriana e sostenuto la Siria nell’accelerare la riconciliazione e la ricostruzione, nonché nel ritorno alla famiglia araba. Abbiamo facilitato la ripresa del rispetto del JCPOA per salvaguardare il regime internazionale di non proliferazione nucleare. Abbiamo promosso il dialogo tra le parti interessate in Myanmar per incoraggiare un rilancio della transizione democratica. Rimaniamo impegnati per la pace e la stabilità nella penisola coreana e abbiamo lavorato per progressi sincronizzati nell’istituzione di un meccanismo di pace permanente e nella denuclearizzazione della penisola.

Ciò che è accaduto dimostra che la crescente forza della Cina accresce la forza per la pace e l’aumento dell’influenza della Cina contribuisce a fattori più costruttivi. La Cina continuerà a lavorare con il resto del mondo, svolgerà il ruolo che gli spetta e darà un maggiore contributo alla pace internazionale e regionale.

Il presidente Xi Jinping ha presentato per la prima volta un’iniziativa di sviluppo globale (GDI) durante il dibattito generale della 76a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che ha ricevuto ampia attenzione da parte della comunità internazionale. Qual è il rapporto tra il GDI e la visione di costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità? In che modo la Cina implementerà il GDI?

Lo sviluppo è in cima all’agenda della governance e il tema permanente della società umana. Senza sviluppo nulla sarebbe possibile. Il GDI è un bene pubblico internazionale proveniente dalla Cina. È uno sforzo importante per attuare la visione di costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità. E dimostra la visione globale e la filosofia incentrata sulle persone del presidente Xi Jinping. Il concetto più centrale del GDI è mettere i popoli al centro. Il suo obiettivo più importante è superare le sfide poste dalla pandemia e accelerare l’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. La sua ricerca fondamentale è soddisfare le aspirazioni dei popoli in tutto il mondo per una vita migliore e realizzare i valori comuni dell’umanità. In poco più di tre mesi da quando è stato proposto, il GDI ha ottenuto l’approvazione e il sostegno di molteplici organizzazioni internazionali, tra cui le agenzie delle Nazioni Unite e quasi 100 Paesi.

La Cina non solo ha presentato il GDI, ma agirà anche per realizzare questa importante iniziativa. Attraverso la piattaforma delle Nazioni Unite e i canali multilaterali e bilaterali, sinergizzeremo ulteriormente le strategie di cooperazione allo sviluppo con altre parti e promuoveremo la collaborazione tra i processi di sviluppo di vari Paesi, regioni e meccanismi. Approfondiremo la cooperazione pratica nelle otto aree prioritarie del GDI per generare una forte sinergia per raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite nei tempi previsti. Forniremo attivamente il nostro impegno per fornire altri tre miliardi di dollari USA di assistenza internazionale nei prossimi tre anni e sosterremo seriamente altri Paesi in via di sviluppo nella lotta al Covid e nel ripristino dello sviluppo economico e sociale. E lavoreremo con tutte le parti per costruire una comunità globale di sviluppo con un futuro condiviso.

Quest’anno ricorre il 50° anniversario del ripristino del seggio legale della Nuova Cina nelle Nazioni Unite. Come valuta il ruolo della Cina sulla scena internazionale negli ultimi 50 anni? Perché la pratica del multilateralismo viene messa in evidenza nelle circostanze attuali?

Cinquant’anni fa, il seggio legale della Repubblica Popolare Cinese è stato restaurato nelle Nazioni Unite. È stata una vittoria che appartiene non solo al popolo cinese, ma anche a tutte le forze per la pace e la giustizia nel mondo.

Cinquant’anni dopo, come il più grande Paese in via di sviluppo del mondo e membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la Cina sta svolgendo un ruolo sempre più importante nella salvaguardia della pace mondiale e dando sempre più contributi al progresso umano.

Abbiamo seguito un percorso di sviluppo pacifico. La Cina non ha mai combattuto una sola guerra ed è sempre impegnata nella risoluzione politica dei problemi dei punti caldi. La Cina ha fornito più forze di pace di qualsiasi altro membro permanente del Consiglio di sicurezza ed è diventata il secondo maggior contribuente finanziario sia per le operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite che delle Nazioni Unite stesse.

Abbiamo sostenuto l’equità e la giustizia internazionali. La Cina ha difeso le norme fondamentali delle relazioni internazionali basate sulla Carta delle Nazioni Unite, ha sostenuto i diritti dei popoli di diversi Paesi di scegliere i propri percorsi di sviluppo e sistemi politici in base alle rispettive condizioni nazionali e non ha mai esitato a parlare in favore degli altri Paesi in via di sviluppo.

Abbiamo implementato una strategia di apertura vincente. Vent’anni dopo l’adesione all’Organizzazione Mondiale del Commercio, la Cina ha fatto molto di più dei suoi impegni in materia di riduzione delle tariffe e accesso al mercato. Ha contribuito per circa il 30% alla crescita globale per molti anni.

Abbiamo partecipato attivamente agli affari internazionali. La Cina ha approfondito la cooperazione con le Nazioni Unite. Ad oggi ha aderito a quasi tutte le organizzazioni intergovernative e ad oltre 600 convenzioni internazionali. Abbiamo guadagnato il riconoscimento e il rispetto del mondo con azioni concrete e la nazione cinese ora è orgogliosa nella famiglia delle nazioni.

Cinque decenni dopo, il multilateralismo si trova di fronte a sfide difficili. Alcuni Paesi, usando il multilateralismo come copertura, si stanno effettivamente muovendo unilateralmente. I membri della comunità internazionale devono invocare congiuntamente il falso multilateralismo in varie forme, sostenere inequivocabilmente l’ordine internazionale sostenuto dal diritto internazionale e compiere sforzi incrollabili per promuovere una maggiore democrazia nelle relazioni internazionali.

A breve si terranno i Giochi Olimpici Invernali di Pechino. Gli Stati Uniti e una manciata di altri Paesi hanno affermato che non invieranno funzionari ai Giochi. Qual è la sua opinione?

Lo spirito olimpico riguarda l’amicizia, la comprensione reciproca, la solidarietà e il fair play. La politicizzazione delle Olimpiadi da parte di alcuni Paesi viola e scredita completamente lo spirito olimpico. Alla recente 76a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, è stata adottata per consenso una risoluzione sulla tregua olimpica per i Giochi Olimpici Invernali di Pechino. Questo documento, co-sponsorizzato da 173 stati membri, la dice lunga sull’impegno collettivo della comunità internazionale per lo spirito olimpico e il loro forte sostegno alle Olimpiadi Invernali di Pechino. Atleti di tutte le nazionalità sono i veri protagonisti del palcoscenico olimpico, acclamati da centinaia di milioni di appassionati di sport in tutto il mondo. Le manovre politiche di alcuni politici occidentali non danneggeranno una splendida Olimpiade, ma solo smaschereranno la loro brutta intenzione.

Seguendo un approccio verde, inclusivo, aperto e pulito, la Cina garantirà una preparazione di alto livello e di alta qualità per le Olimpiadi Invernali e presenterà alle persone di tutti i Paesi Giochi dinamici, sicuri e splendidi. Crediamo che qualunque interferenza ci possa essere, le Olimpiadi Invernali di Pechino promuoveranno lo spirito olimpico, contribuiranno a migliorare la comprensione e l’amicizia tra popoli di diversi Paesi, dimostreranno la forza della solidarietà e della cooperazione internazionali e porteranno più fiducia e coraggio in un mondo ancora sotto l’ombra di una pandemia.

Quest’anno, la Cina ha ripreso le relazioni diplomatiche con il Nicaragua e ha declassato le relazioni con la Lituania al livello di incaricato d’affari, il che ha mostrato la ferma volontà della Cina di salvaguardare la propria sovranità e integrità territoriale. Qual è la sua opinione sulle prospettive dei conflitti diplomatici riguardo Taiwan?

Di recente, il Nicaragua ha ripreso le relazioni diplomatiche con la Cina ed è tornato sulla retta via del principio di una sola Cina. La Cina ha guadagnato un nuovo amico nel mondo. Ciò dimostra pienamente che il principio di una sola Cina è un principio universalmente riconosciuto e rappresenta l’aspirazione de l popolo e la tendenza del mondo. Sulla questione di Taiwan, vorrei anche sottolineare quanto segue:

C’è solo una Cina al mondo e Taiwan fa parte della Cina. Questo è un fatto storico e giuridico innegabile. Sebbene vi sia antagonismo politico tra le due sponde dello Stretto di Taiwan a causa della guerra civile combattuta molti anni fa, la sovranità e l’integrità territoriale della Cina non sono mai state e non saranno recise. Questo è il vero status quo della questione di Taiwan e anche l’essenza del Consenso del 1992 che riflette il principio di una sola Cina e costituisce quindi la base per perseguire lo sviluppo pacifico dei legami attraverso lo Stretto. Le autorità del PPD (Partito Progressista Democratico, ndt) tuttavia, sono state decise a minare questo status quo e questo fondamento. Sono loro i responsabili delle attuali tensioni nello Stretto di Taiwan. Gli Stati Uniti sono tornati indietro rispetto all’impegno preso quando hanno stabilito relazioni diplomatiche con la Cina, hanno condonato e favorito le forze dell'”indipendenza di Taiwan” e hanno cercato di distorcere e svuotare il principio di una sola Cina. Ciò metterà Taiwan in una situazione estremamente precaria e porterà un costo insopportabile agli stessi Stati Uniti.

La riunificazione della Cina è una tendenza inarrestabile. I tentativi di cercare “l’indipendenza di Taiwan” finiranno inevitabilmente per fallire. Non c’è altra via d’uscita per Taiwan che riunificarsi con la terraferma. Questa è una tendenza inesorabile della storia e l’unico esito pratico e logico.

Nel 2022, il PCC convocherà il suo 20° Congresso Nazionale. Mentre la Cina intraprende un nuovo viaggio verso il raggiungimento del suo obiettivo del secondo centenario, in che modo la diplomazia cinese servirà allo sviluppo interno? Quali sono le priorità diplomatiche della Cina nel 2022?

La Cina intraprenderà un nuovo viaggio nel 2022 verso il raggiungimento dell’obiettivo del secondo centenario. Noi del servizio diplomatico ci raduneremo più strettamente attorno al Comitato Centrale del PCC con al centro il compagno Xi Jinping, e adempiremo al nostro dovere nei confronti del Partito, aiuteremo a risolvere le preoccupazioni del nostro Paese e ci dedicheremo al benessere del popolo. Ci concentreremo su otto priorità:

In primo luogo, faremo ogni sforzo per creare un ambiente esterno favorevole per il 20° Congresso Nazionale del PCC. Il 20° Congresso Nazionale del PCC è la più grande priorità e l’evento politico più importante per il Partito e il Paese nel prossimo anno. Ci guarderemo con fermezza e affronteremo ogni tipo di rischio e sfida esterni e racconteremo attivamente le storie del PCC e del popolo cinese, in modo da promuovere un ambiente esterno sicuro e stabile per il successo del 20° Congresso Nazionale del PCC. Questo sarà l’obiettivo principale del nostro lavoro diplomatico per tutto il 2022.

In secondo luogo, faremo sforzi concreti per il successo dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022. Pechino si sta dirigendo verso il ciclo olimpico. Sosterremo lo spirito olimpico, promuoveremo un’atmosfera internazionale positiva, amichevole e armoniosa per i Giochi e presenteremo al mondo Giochi olimpici dinamici, sicuri e splendidi.

Terzo, modelleremo attivamente il corso della riforma del sistema di governance globale. Nel prossimo anno, i Paesi asiatici ospiteranno una serie di eventi multilaterali. La Cina assumerà la presidenza dei BRICS e ospiterà il vertice BRICS. Nei Paesi asiatici si terranno anche la riunione dei leader economici dell’APEC ei vertici del G20 e della SCO. Il “tempo dell’Asia” arriverà nella governance globale. Prenderemo parte attiva, suggeriremo idee per il futuro, continueremo a tenere alta la bandiera del vero multilateralismo e contribuiremo con più saggezza cinese ed energia asiatica alla riforma e al miglioramento del sistema di governance globale.

In quarto luogo, adotteremo misure proattive per affrontare le numerose sfide nell’era post-Covid. Attueremo pienamente la Global Vaccine Cooperation Action Initiative, condurremo attivamente la cooperazione sulla ricerca e lo sviluppo di farmaci Covid, sosterremo la solidarietà internazionale e promuoveremo la sinergia internazionale per migliorare la preparazione contro future pandemie. Rafforzeremo inoltre la comunicazione e il coordinamento con altri Paesi e le Nazioni Unite, miglioreremo il supporto per la realizzazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e promuoveremo l’attuazione completa dell’Iniziativa per lo sviluppo globale.

Quinto, approfondiremo ed espanderemo le partnership globali. L’anno prossimo, la Cina celebrerà importanti anniversari delle sue relazioni diplomatiche con un certo numero di Paesi. Li coglieremo come un’opportunità per consolidare l’amicizia tradizionale ed espandere la cooperazione bilaterale, sforzarci di mantenere una crescita complessiva stabile ed equilibrata delle relazioni della Cina con altri principali Paesi, continuare a promuovere lo sviluppo interconnesso con i Paesi vicini e offrire pieno sostegno a tutti i Paesi in via di sviluppo condividendo i benefici dello sviluppo.

Sesto, continueremo a salvaguardare risolutamente gli interessi fondamentali della Cina. Assolveremo fedelmente i nostri doveri e responsabilità e soddisferemo pienamente le aspettative del Partito e del popolo. Combatteremo risolutamente e con forza qualsiasi tentativo di minare la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina. E combatteremo con fermezza ed efficacia contro qualsiasi mossa che pregiudichi i diritti e gli interessi legittimi del popolo cinese.

Settimo, serviremo attivamente l’apertura e lo sviluppo della Cina. Promuoveremo una cooperazione Belt and Road di alta qualità e salvaguarderemo il funzionamento stabile e regolare delle catene industriali e di approvvigionamento globali. Prenderemo parte attiva alla governance globale del clima e daremo un impulso più forte allo sforzo interno della Cina che promuove la transizione e lo sviluppo verdi e a basse emissioni di carbonio. Attueremo bene il partenariato economico globale regionale e lavoreremo per far avanzare l’adesione della Cina all’accordo globale e progressivo per il partenariato transpacifico. Faciliteremo quanto prima gli accordi di libero scambio con il Consiglio di cooperazione del Golfo, accelereremo i negoziati di libero scambio Cina-Giappone-Repubblica di Corea ed esploreremo modi per promuovere la liberalizzazione e la facilitazione del commercio e degli investimenti con Europa, Africa, America Latina e Caraibi. In tal modo, contribuiremo allo sforzo nazionale di rilanciare le circolazioni economiche nazionali e internazionali e promuovere un nuovo paradigma di sviluppo.

Ottavo, serviremo il popolo con tutto il cuore attraverso il lavoro diplomatico. Approfondiremo la riforma dei servizi consolari, miglioreremo i meccanismi e i sistemi operativi per la tutela consolare, intensificheremo la legislazione in materia di tutela consolare e accelereremo lo sviluppo dei servizi consolari intelligenti e dei servizi consolari digitali. Accelereremo gli sforzi per costruire un sistema per la protezione dei cittadini e degli interessi cinesi all’estero e intraprenderemo azioni concrete per proteggere la sicurezza e i diritti e gli interessi legittimi dei cittadini e delle istituzioni cinesi all’estero.

L’anno 2022 è l’anno della tigre nel calendario lunare cinese. Noi del servizio diplomatico cinese manterremo una visione globale, avanzeremo con fiducia e intraprenderemo azioni concrete. Lavoreremo in solidarietà e collaborazione con la comunità internazionale per portare dinamismo alla pace e allo sviluppo mondiali con “la vitalità della tigre” e promuovere maggiori progressi e “un salto da tigre” nello sviluppo umano.

 

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