Cosa sta accadendo in Ucraina lo sapremo solo dopo aver ripristinato la democrazia in Italia

Cosa sta accadendo in Ucraina lo sapremo solo dopo aver ripristinato la democrazia in Italia

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Che cosa sta succedendo in Ucraina?
 
Non sappiamo niente di quello che sta succedendo in Ucraina. Se uno guarda la tv si trova davanti a un film in cui gli orchi sono desiderosi di uccidere bambini e stuprare donne.
 
Un giorno, quando la democrazia in Italia sarà ripristinata, quando avremo un presidente del consiglio che ha presentato un programma e ha ricevuto un mandato dagli elettori e non dalle banche, quando avremo un nuovo parlamento (e mattarella se ne faccia una ragione, si voterà prima o dopo), bisognerà chiedere una COMMISSIONE D’INCHIESTA che chiarisca che cosa è successo nel sistema mediatico italiano, nei tg, da dove sono saltati fuori certi giornalisti televisivi, chi sono, da chi prendono ordini.
 
Che chiarisca come sia stato possibile avere un apparato che fa impallidire i peggiori regimi totalitari, che indaghi la montagna di notizie false che vengono fatte circolare. Il silenzio totale su tutto ciò che incrina il film.
 
Silenzio totale sul fatto che il governo ucraino ha sospeso ogni libertà, messo a tacere ogni opposizione, che già prima aveva eliminato dalla vita politica forze politiche con un certo consenso in quel paese, che ogni oppositore viene appellato “spia russa”.
Spia russa è chiunque si opponga, chiunque dissenta. E il potere dei servizi segreti ucraini, tutti nelle mani di gente di provata fede nazista, è senza limiti. La gente sparisce come niente.
 
Chi si rifiuta di combattere viene sottoposto alla legge marziale. E questo getta un’ombra sulla narrazione secondo cui un popolo vuole combattere. C’è un governo, che prende ordini da Washington, che sta costringendo le persone a combattere, che emana decreti che obbliga anche chi è all’estero a tornare per combattere e morire.
 
Gli azov usano i civili come scudi umani. Questo è ormai evidente, tranne ai lettori del corriere.
 
Di Gonzalo Lira, giornalista libero e con passaporto americano, non si ha notizia e molte voci paventano che sia stato arrestato, torturato e ucciso dai servizi ucraini.
 
Che cosa si nasconde nei sotterranei delle acciaierie di mariupol?
 
I soldati a fine battaglia si arrendono, con onore. Qui il governo ucraino ha detto di non arrendersi. Un gesto assurdo che la nostra stampa glorifica come eroismo. Non c’entra nulla. Ste merde di valori vengono utilizzati per coprire sempre i nodi delle questioni.
 
Che cosa c’è la sotto? Che cosa è in ballo?
 
Silenzio sui soldi, trasformati in valori.
Zelenski chiede soldi, soldi, soldi, e dimentica di dire dove sono finiti i soldi della UE degli anni passati. Sappiamo che l’ucraina, cioè l’attuale classe dirigente che lotta per la libertà, era la più corrotta al mondo. E ora un fiume di denaro sta affluendo in Ucraina. Dove andrà a finire? In quali tasche? Non vorrei che passando da lì finisse direttamente nei conti esteri degli oligarchi ucraini.
Soldi che stiamo togliendo alle persone, alla vita, alla formazione, alla sanità, a tagliare tasse. E non sappiamo dove andranno a finire.
La guerra è una tragedia per i popoli.
Ma è un affare per i soliti bastardi. E in questo caso gli affari sono enormi. All’apparato militare industriale è utile che continui, a lungo.

Vincenzo Costa

Vincenzo Costa

Vincenzo Costa è professore ordinario alla Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, dove insegna Fenomenologia (triennale) e Fenomenologia dell’esperienza (biennio magistrale). Ha scritto molti saggi in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo, apparsi in numerose riviste e libri collettanei. Ha pubblicato 20 volumi, editato e co-editato molte traduzioni e volumi collettivi. Il suo ultimo lavoro è Psicologia fenomenologica (Els, Brescia 2018).

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