Erdogan dice che la Turchia ignorerà le minacce USA e attiverà sistemi S-400 russi

 

La Turchia ha intenzione di tirare dritto per la propria strada sulla questione dei sistemi missilistici S-400 acquistati dalla Russia nonostante le reiterate minacce statunitensi. 

 

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan dopo la preghiera del venerdì ha dichiarato alla stampa che il suo paese intende continuare a testare i sistemi di difesa aerea e ignorerà la posizione degli Stati Uniti su questo tema, come riferisce l’agenzia TASS. 

 

"Le informazioni sui test [dei sistemi S-400] sono vere. La posizione statunitense non ci interessa e non glielo chiederemo. La Grecia ha sistemi S-300 ma gli Stati Uniti dicono qualcosa su questo argomento? I test degli S-400 continueranno e noi proseguiremo con fiducia per la nostra strada”, ha affermato Erdogan.

 

Il 16 ottobre, la Turchia ha testato i sistemi missilistici antiaerei S-400 vicino alla città di Sinop, nel nord del paese, sulla costa del Mar Nero. Dopo il fuoco di prova, il Dipartimento di Stato nordamericano ha avvertito Ankara di conseguenze potenzialmente gravi, se la Turchia avesse attivato i sistemi missilistici terra-aria di fabbricazione russa.

 

SI fanno quindi sempre più concrete le sanzioni minacciate dagli USA nei confronti della Turchia. Ankara, inoltre, è già stata esclusa dal programma F-35, nonostante la Turchia avesse già acquistato e pagato in anticipo vari esemplari del caccia stealth di quinta generazione. Ma l’acquisto del sistema missilistico di fabbricazione russa ha scatenato l’ira di Washington. Secondo gli statunitensi tale sistema missilistico sarebbe incompatibile con i sistemi della NATO. La Turchia però non è della stessa opinione e ribatte che gli S-400 non saranno integrati nei sistemi d’armamento NATO e quindi non vi sarebbe alcun pericolo. 

 

La Turchia è il primo Stato membro della NATO ad acquistare tali sistemi missilistici di difesa aerea dalla Russia. Le consegne dei lanciatori S-400 alla Turchia sono iniziate il 12 luglio 2019.

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