Francesco Erspamer: "Come italiano mi avrebbero preoccupato molto di più altri 4 anni di bidenismo"

6448
Francesco Erspamer: "Come italiano mi avrebbero preoccupato molto di più altri 4 anni di bidenismo"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Chissà perché tanti italiani si stracciano le vesti per la vittoria di Trump. Potrebbero ricordarmi che cosa della sua precedente presidenza li avrebbe danneggiati?

Covid a parte, in quei quattro anni non successe niente di rilevante, né negli Stati Uniti né tanto meno in Italia: di sicuro non le catastrofi che i liberal avevano annunciato.

Gli stessi che adesso si arrampicano sugli specchi per poter ancora una volta gridare al lupo, a coprire la loro incompetenza e il loro integralismo: «Il secondo mandato di Trump non assomiglierà affatto al primo», minacciano (cito da CNN), ammettendo in sostanza che otto anni fa si erano sbagliati e lo stesso pretendendo di essere creduti.

A me invece avrebbero preoccupato altri quattro anni di bidenismo.

Soprattutto come italiano, visto che i risultati delle dissennate politiche imperialiste di Biden e Harris hanno portato alla guerra in Ucraina e alla conseguente inflazione, che suppongo abbiate notato anche se piddini. Per non dire dell’iper-turismo, in buona parte determinato dal mito della mobilità che caratterizza la finta sinistra consumista e individualista.
Uno degli insulti più frequentemente rivolti a Trump durante la campagna elettorale (per esempio da Harris durante il dibattito presidenziale e più recentemente da Michelle Obama) è che avrebbe «una visione retrograda, focalizzata sul passato»; peccato che io non ci creda, se no lo avrei votato. Ma la finta sinistra non capisce e non tollera la semplice ipotesi di rallentare, fermarsi o addirittura tornare indietro; per essa non ci sono alternative al continuare a correre nella medesima direzione, senza domandarsi se sia la strada giusta. È la retorica della crescita perpetua e a qualsiasi costo, il ridicolo «progressismo» che trasformò i socialisti e i comunisti in banali consumisti (di prodotti e tecnologie ma anche di idee): insomma l’ideologia del nuovo fine a sé stesso, condizione necessaria e sufficiente del neocapitalismo liberista e liberal, fondato sull’obsolescenza programmata, sullo spreco, sulla cancellazione delle culture e delle diversità reali, innumerevoli e locali, non globali, e pertanto escluse dal ristretto e restrittivo canone «woke».
Non credo affatto che Trump salverà il mondo, di cui peraltro sembra poco interessato, e neppure l’America. Non è un conservatore, non è un moralista, non è un tradizionalista, non è uno statalista: è un liberista anche lui, come Meloni, come Le Pen. Per questo non l’ho votato. Ma da qui a disperarmi per la mancata elezione di una peraltro insignificante paladina di presunti diritti «universali» se non «naturali» (tutti originati negli Stati Uniti ma da imporre ovunque) e della libertà individuale e individualistica di sentirsi e fare quello che si vuole senza alcuna responsabilità sociale, ce ne passa. 
Chi comunque sia davvero terrorizzato da Trump, una cosa può farla: rifiuti le sue basi militari e le sue bombe nucleari, lotti per far uscire l’Italia dalla NATO, primo passo per emanciparsi dal servilismo nei confronti di un paese che elegge personaggi come lui.

*Post Facebook del 6 novembre 2024

Francesco Erspamer

Francesco Erspamer

 

Professore di studi italiani e romanzi a Harvard; in precedenza ha insegnato alla II Università di Roma e alla New York University, e come visiting professor alla Arizona State University, alla University of Toronto, a UCLA, a Johns Hopkins e a McGill

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

La Nuova Europa dopo la guerra alla Russia di Alessandro Bartoloni La Nuova Europa dopo la guerra alla Russia

La Nuova Europa dopo la guerra alla Russia

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

I doppi standard di Giorgia Meloni di Fabrizio Verde I doppi standard di Giorgia Meloni

I doppi standard di Giorgia Meloni

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra di Michelangelo Severgnini Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”? di Francesco Santoianni Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

L'UE e la sinistra di Antonio Di Siena L'UE e la sinistra

L'UE e la sinistra

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti