Il capolavoro delle élites dominanti

Il capolavoro delle élites dominanti

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E oggi è toccato a Roma: tre gretine hanno imbrattato "Il Seminatore" di van Gogh.

Un tempo i giovani erano motore di cambiamento e le idee giuste o sbagliate che fossero erano generalmente spontanee.

Ora in epoca di incapsulamento totalitario anche le idee alternative sono fornite dalle élite dominanti innescando rivoluzioni di cartapesta.

Guardateli i Gretini, protestano per avere meno pane, meno acqua, meno energia, meno mobilità, meno sanità.

Si battono per il loro impoverimento cronico e per il big business del green new deal ovvero l'arricchimento delle élites con un nuovo ciclo di speculazione capitalistica.

La von der Leyen ride spostandosi in aereo da Vienna a Bratislava (50 km di distanza) consumando come 100mila congolesi in una vita. Così come Bezos e Gates alla fine del Cop27 sul clima si recano in aereo privato nell'Egeo dove era pronto uno yacht per una mega festa (lontano da incursioni di qualche gendarmeria) e consumando come tutto il popolo somalo in una vita.

Il capolavoro delle élites dominanti: grazie al marketing politico sono riusciti a convincere i poveracci che impoverirsi è giusto magari fino alla consunzione.

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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