Un videogame contro la "disinformazione russa": l'ultima follia del governo USA

Un videogame contro la "disinformazione russa": l'ultima follia del governo USA

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di Francesco Santoianni

No, non è Lercio. È - niente di meno - foreignpolicy.com, uno dei più prestigiosi think tank dell’imperialismo USA, ad annunciare che il Global Engagement Center (GEC) del Dipartimento di Stato, l’agenzia governativa incaricata di contrastare la disinformazione straniera, stanzia un milione di dollari per la progettazione di un videogame avente lo scopo di “addestrare le persone a resistere alla disinformazione russa”.

Come possa farlo ce lo spiega tale Joshua Foust, professore di pubbliche relazioni presso la Syracuse University. “(Questo videogioco) dovrebbe costruire la resilienza cognitiva all’autoritarismo, promuovendo norme e valori democratici (…) sfruttando il campo emergente del prebunking – l’arte di rendere le persone consapevoli della disinformazione prima che la incontrino – per aiutare a sviluppare competenze di alfabetizzazione mediatica e contribuire alla sicurezza online. Si tratta di un processo che i ricercatori chiamano “inoculazione”, che tratta la disinformazione come un virus: è necessario addestrare il proprio sistema immunitario psicologico, per così dire, per imparare a identificare e respingere le cattive informazioni. I ricercatori hanno suggerito diversi metodi a questo scopo, che vanno da una metafora molto letterale di esporre le persone a forme “indebolite” di disinformazione comune fino a una complessa formazione di alfabetizzazione mediatica intesa a preparare le persone a identificare da sole la disinformazione.

In pratica, trattando la disinformazione come un virus, Joshua Foust (verosimilmente, il promotore del videogame) pretende di “vaccinare” la gente contro qualunque informazione proveniente dalla Russia. Un emulo del colonello Jim Channon (le sue gesta sono raccontate nel libro e nel film “L'uomo che fissa le capre”) che riuscì a farsi finanziare le sue fallimentari “tecniche” per soggiogare il popolo irakeno? O degli “scienziati” dell’Operation Wandering Soul (operazione anima errante) che disseminando da elicotteri “voci di fantasmi” pretendevano di ottenere la resa dei viet-cong? Di certo la fake di marchingegni vari capaci di plasmare le menti è dura a morire. Ad esempio, qualche tempo fa, il Corriere della Sera (non Lercio) assicurava dell’esistenza di una diavoleria usata dal Cremlino: il Nooskop, (“una specie di computer collegato a sensori di diverso tipo che registrano tutto quello che è successo nel tempo e nello spazio”) capace di “conoscere fin nel loro profondo le coscienze della gente indirizzandole dove si vuole.”

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