Il Parco Verde di Caivano nella morsa dei Clan e i veleni della Terra dei Fuochi

Foto Credit Il Giornale di Caivano

1585
Il Parco Verde di Caivano nella morsa dei Clan e i veleni della Terra dei Fuochi

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Massimiliano  Esposito

Caivano è totalmente immersa nel cosiddetto “triangolo della morte”, insieme a Giugliano ed Acerra, per le percentuali apocalittiche di patologie oncologiche o, specificamente connesse allo smaltimento e sversamento illecito di rifiuti e roghi tossici. Tanto quanto sancito dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2021, su mandato della Procura di Napoli Nord. Lungo i cordoni interminabili delle cinture stradali, che uniscono province e periferie, tra Napoli e Caserta, viene costruito tempo addietro, il Parco Verde.

Zone cresciute come funghi e dilatatesi in maniera del tutto irrazionale, al di là di qualsiasi progettazione e programmazione di sostenibilità urbanistica/sociale/ambientale/infrastrutturale. Spesso, infinite foreste di cemento, senza verde, senza servizi, che finiscono per essere nuclei abitativi di città dormitorio denuclearizzate.

La creazione ancestrale del quartiere avviene poco dopo il terremoto del 1980, dove per esigenze abitative dei quasi 300.000 sfollati provenienti per lo più da Napoli e periferia, dal governo di Roma, con la famosa legge 219 e quasi 2 mila miliardi di lire di soldi stanziati, inizia lo scempio urbanistico, antropologico di una ghettizzazione sociale che non avrà precedenti nella storia recente, come risultato fallimentare rispetto le scelte della politica.

Nel tempo, da residenze abitative di emergenza, divengono squarci e ferite di cemento stabili ed affollate, in tutto l’hinterland napoletano e non solo. Sorgono di per sé, in territori già depressi, senza nessuno studio di compatibilità e sostenibilità sociale ed ambientale, spesso a ridosso delle periferie, lontano dai monumenti e dalla fastosità della storia passata. Come a voler nascondere ombre ed invisibili, polvere sotto al tappeto che la politica smemorata non può fagocitare dall’oblio del passato, mentre divulga punti sulla transizione ecologica europea o sul diritto alla salute, al lavoro.

A parte la retorica delle campagne elettorali, le sorti del Parco Verde di Caivano, dal punto di vista criminologico, cambiano, quando l’attenzione dei media e l’azione giudiziaria quanto militare dello Stato, si occupano della faida di Scampia. Da quel momento serve una sede logistica più defilata, lontano dagli articoli a quattro colonne dei giornaloni, delle trasmissioni tv, e delle serie televisive enfatizzanti e dal seguito plebiscitario. Nel tempo, e con la colpevole indifferenza o assenza istituzionale, questo quartiere, posizionato poco dopo l’uscita dell’asse mediano, diviene una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa.

Non passa giorno, che non riceviamo dai media notizie di operazioni delle forze dell’ordine finalizzate al contrasto di attività illegali localizzate in quelle zone. Casermoni di edilizia popolari, manutenzione inesistente, tetti zeppi di eternit, abbandono scolastico, omertà.

Si attende ancora una riqualificazione mai avvenuta, un risanamento, ma anche una possibilità di vita normale. Per tutti. Che quel “verde” ossimoro dei muri scrostati dall’incuria e dall’oblio delle promesse mai mantenute, dalla retorica dialettica in cui si crede possa esistere un male ed un bene, nettamente delineati all’inferno. Che quella nomenclatura cromatica, sia coscienza e memoria, di una vita sul Fronte di Guerra, che grida solo giustizia ed opportunità per un futuro migliore.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia di Alessandro Bartoloni La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia

La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra di Michelangelo Severgnini Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA   Una finestra aperta Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA

Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”? di Francesco Santoianni Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze di Giuseppe Giannini La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze

La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze

L'UE e la sinistra di Antonio Di Siena L'UE e la sinistra

L'UE e la sinistra

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti