Forum di San Pietroburgo. Delcy Rodriguez: "Dobbiamo commerciare con le nostre valute"

Forum di San Pietroburgo. Delcy Rodriguez: "Dobbiamo commerciare con le nostre valute"

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Al Forum Economico Internazionale Internazionale di San Pietroburgo, in corso di svolgimento, partecipa anche il Venezuela che rappresenta uno dei poli in America Latina del nuovo mondo multipolare in costruzione. A nome della Repubblica Bolivariana è intervenuta la vicepresidente Delcy Rodriguez, la quale ha affermato che il paese sta compiendo un passo trascendentale, passando da un'economia egemonica alla configurazione di una nuova economia diversificata. 

“Stiamo compiendo un passo storico, trascendentale, dall'economia egemonica a un'economia diversificata, a un'economia tra poli diversi, tra poli divergenti, ma che avrà una nuova configurazione", ha affermato Delcy Rodriguez nel suo intervento trasmesso dall’emittente Venezolana de Televisión. 

Nel suo discorso, ha affermato che quest'anno "il forum segnerà una nuova tappa nella formazione di questo nuovo ordine internazionale". La Rodríguez ha sottolineato il ruolo svolto dai Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) nella costruzione di un nuovo modello economico, ritenendo che questo sia il motivo per cui molti Paesi, tra cui il Venezuela, sono interessati ad aderire al blocco.

In questo contesto, la vicepresidente ha sottolineato l'importanza di avanzare nel processo di de-dollarizzazione dell'economia e nella nascita di un nuovo sistema finanziario globale. "Stiamo già iniziando a vedere i Paesi arabi, i Paesi del Golfo che iniziano a vendere il loro petrolio e il loro gas in valute diverse dal dollaro USA”. 

L’alta dirigente venezuelana ha sottolineato che la costruzione di un nuovo ordine economico internazionale è la chiave per regionalizzare il commercio mondiale e le catene di approvvigionamento, al fine di affrontare i blocchi illegittimi.

"Un altro compito fondamentale, oltre alla de-dollarizzazione, è quello di creare nuovi canali di pagamento diversi da questa rete creata dallo SWIFT statunitense (...) dobbiamo commerciare con le nostre valute", ha detto Rodríguez, citando gli appelli di importanti leader mondiali, tra cui il capo di Stato venezuelano Nicolás Maduro e il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva.

All'incontro, che riunisce più di 100 delegazioni e nazioni di tutto il mondo, Delcy Rodriguez che ricopre anche il ruolo di ministro delle Finanze ha ribadito l'invito a ripensare le relazioni economiche e commerciali internazionali.

"Andiamo avanti per un nuovo ordine economico internazionale di giustizia, equilibrio, inclusione e compensazione".

Il Venezuela nei BRICS

Per un paese come il Venezuela l’approdo nell’alleanza BRICS è quasi naturale, oltre che inevitabile visto l’assedio a cui è sottoposto il paese dall’imperialismo statunitense. All'inizio di giugno, il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha espresso il suo interesse per l'adesione del Venezuela ai BRICS. "Sono favorevole all'ingresso del Venezuela nei BRICS. Ci incontreremo presto e dovremo valutare diverse richieste di integrazione", ha dichiarato il presidente brasiliano Lula a tal proposito. 

Prima dell'incontro con Lula, Maduro ha affermato in un discorso che "il Venezuela è in gioco con il nuovo mondo dei BRICS", grazie agli eccellenti risultati economici del blocco e al suo impegno a costruire "un nucleo di potere mondiale alternativo al vecchio nucleo imperialista e colonialista dell'Occidente".

I BRICS rappresentano una sfida all'egemonia economica occidentale e offrono al Venezuela nuove possibilità di collaborazione. Questa coalizione economica è caratterizzata da una maggiore autonomia rispetto alle istituzioni finanziarie internazionali controllate dalle potenze occidentali. Il Venezuela ha cercato di consolidare i suoi rapporti con i membri dei BRICS, sviluppando partenariati strategici nei settori energetico, agricolo e delle infrastrutture. Attraverso una maggiore cooperazione con queste nazioni emergenti, il Venezuela cerca di diversificare le sue fonti di sostegno economico, riducendo la dipendenza dalle nazioni che applicano sanzioni, che hanno sequestrato gli attivi all’estero di Caracas, finanche l’oro del Venezuela nel caso del Regno Unito.

Al contempo l’adesione di Caracas ai BRICS trasformerebbe il blocco in una megapotenza energetica, perché se gli idrocarburi russi rappresentano già un vantaggio competitivo, il Venezuela ha la più grande riserva di greggio certificata al mondo e sta per certificare la quinta riserva di gas naturale.

A tal fine, un recente rapporto pubblicato dal Centro latinoamericano di geopolitica (Celag) afferma che se il Venezuela si unisse a questo spazio, i BRICS controllerebbero il 26,2% di tutte le riserve petrolifere mondiali, mentre se si unissero l'Arabia Saudita e l'Iran - entrambi i Paesi hanno espresso interesse - il controllo salirebbe al 35,3%.

Ma non si tratta solo di energia. Il rapporto aggiunge che "l'adesione ai BRICS potrebbe contribuire a diversificare l'economia venezuelana con una maggiore cooperazione in settori quali l'agricoltura (…), i farmaci dall'India (…) e gli investimenti infrastrutturali al di là del petrolio".

D'altra parte, la tendenza alla de-dollarizzazione gioverebbe senza dubbio al Venezuela, che ha grandi difficoltà a esportare e importare qualsiasi bene a causa delle sanzioni statunitensi.

In quest'ordine, i BRICS stanno discutendo l'adozione di una moneta unica e in Sud America Lula sta spingendo per una moneta comune come alternativa al dominio finanziario del dollaro. Sebbene queste iniziative non abbiano una data all'orizzonte, da quando sono iniziate le sanzioni contro la Russia, il blocco ha aumentato in modo significativo il commercio interno in valute nazionali, dimostrando che è possibile eludere efficacemente le restrizioni unilaterali senza danneggiare il Paese sanzionato o i suoi partner.

Tuttavia, l'inclusione di Caracas nel formato potrebbe essere interpretata dagli Stati Uniti come una prova inconfutabile della crescente influenza di Pechino e Mosca in America Latina e diventare un pretesto per nuove azioni ostili in diversi ambiti, non solo in quello economico, al fine di riguadagnare posizioni nella regione nei confronti dei suoi principali avversari.

Il Venezuela sta cercando di superare gli effetti delle sanzioni internazionali attraverso l'adesione ai BRICS e la dedollarizzazione dell'economia. La collaborazione con queste nazioni emergenti offre al paese opportunità di sviluppo economico, investimenti strategici e cooperazione tecnologica. Riducendo la dipendenza dal dollaro USA e cercando nuovi mercati, il Venezuela prova a costruire una base economica più solida e resiliente.

Tuttavia, è importante sottolineare che le sanzioni internazionali continuano ad avere un impatto significativo sul popolo venezuelano, danneggiando la qualità di vita e limitando l'accesso a beni e servizi essenziali. Pertanto, è fondamentale che la comunità internazionale esamini attentamente l'impatto delle sanzioni ed esiga la cessazione immediata delle interferenze dell’imperialismo volte a minare la sovranità di Caracas per favorire la stabilità e il benessere del popolo venezuelano. 

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

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