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Il Venezuela prepara i sistemi anti-aerei S-300 per fronteggiare un eventuale attacco USA

 


HispanTv
 

Un'immagine satellitare mostra che l'Esercito venezuelano sta preparando sistemi anti-aerei S-300 per rispondere a un eventuale attacco militare statunitense.

 

Come rivela un'immagine pubblicata nella giornata di giovedi da parte dell'operatore satellitare commerciale israeliano ImageSat International (ISI), in primo luogo, si può osservare un sistema di difesa aerea S-300VM, di fabbricazione russa, nella base aerea Capitán Manuel Ríos, situata nello stato di Guárico, nel nord del paese bolivariano.

 

Il dispiegamento dei sistemi S-300 è probabilmente legata ai preparativi del il governo venezuelano per rispondere a una possibile invasione militare da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati.

 

Con l'acquisizione dei sistemi S-300VM a medio raggio, il Venezuela ha creato alla fine del 2013, un sistema di difesa aerea graduale costituito da cannoni antiaerei ZU-23 sistemi Buk-2M, Pechora-2M e missili S-300VM Russi, capaci di intercettare tutti i tipi di bersagli, siano essi missili o aerei in un raggio di 200 chilometri.

 

La portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, Maria Zakharova, ha riferito che Washington aveva già preso la decisione di un intervento "forte" contro il Venezuela per porre fine al governo legittimo del presidente Nicolas Maduro.

 

"Da Washington continuano ad arrivare segnali sulla possibilità di utilizzare lo scenario della forza per rovesciare le legittime autorità del Venezuela, anche attraverso l'intervento militare diretto", ha dichiarato Zakharova sottolineando che la Casa Bianca discute "apertamente" di questa opzione.

 

Le tensioni politiche fra Caracas e Washington si sono intensificate da quando lo scorso 23 gennaio, il leader dell'opposizione, Juan Guaidó, presidente dell'Assemblea Nazionale del Venezuela (AN) in oltraggio dal 2016 e controllata dall'opposizione "si è dichiarato presidente ad interim" del paese.

Immediatamente, il governo degli Stati Uniti lo ha riconosciuto e ammonito che "tutte le opzioni sono sul tavolo" per supportare i golpisti.

 

Il 29 gennaio, una nota del Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, rivelava un possibile piano per inviare 5.000 soldati statunitensi in Colombia per un intervento in Venezuela.

 

In risposta, il presidente venezuelano ha ordinato la creazione di 50.000 "unità di difesa" in tutto il paese, al fine di raggiungere un migliore livello di organizzazione dell'esercito contro le cospirazioni ordite dall'estero.

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