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La bufala di Umberto Eco contro i grillini. Il PD e' davvero ridotto cosi' male?

 


di Francesco Santoianni
 

Una falsa bufala pianificata dal PD, verosimilmente, per far dimenticare il flop della manifestazione di Renzi a Roma? Parrebbe proprio di si a giudicare dal risalto che tutti i media di regime – da Repubblica al Corriere a La Stampa ... – stanno dando al “falso Umberto Eco” che, inveendo contro i “grillini” avrebbe scatenato sul web le ire di questi ultimi.

Ire che, tra l’altro, quasi non ci sono state. Ma andiamo per ordine.


Il 29 ottobre (giorno della manifestazione PD a piazza San Giovanni) sul sito di tale Ermes Maiolica creatore di bufale ad uso PD (celebre la sua foto nella quale, come malato in ospedale, protestava contro Renzi per i tagli alla Sanità - foto subito da lui svelata come “bufala”, come se la denuncia nella foto fosse una assurdità – e un altra su Putin) viene pubblicato un articolo nel quale “Umberto Eco” seduto in treno accanto a Beppe Sala sindaco PD di Milano in viaggio verso Roma (la foto che correda l’articolo era prima questa, poi, questa) dichiara il suo SI al referendum di Renzi e il suo disprezzo per i “grillini” (“sono una legione di imbecilli”). Di questa foto (in entrambe le versioni) non se ne trova traccia su Twitter nè in altri siti prima della pubblicazione sul sito del “bufalaro” per cui appare ovvio che sia stata inviata a Maiolica direttamente da qualcuno del PD che stava sul treno.


L’articolo di Maiolica – nonostante l’amo delle offese ai “grillini” non riscuote affatto quella straordinaria attenzione che oggi ci raccontano i media mainstream: i 10.000 mi piace in calce non si riferiscono affatto all’articolo ma a tutti i like presi dal sito nella sua storia mentre i 94 “commenti” (alcuni dei quali che evidenziano come Umberto Eco fosse morto il 19 febbraio 2016) potrebbero essere stati inviati, in gran parte, da strutture del PD come questa.

Forse è per questo sostanziale insuccesso che Maiolica il 30 settembre piazza sul suo account Facebook questo post (poi misteriosamente cancellato) nel quale invita i suoi seguaci a piazzare il suo articolo su Facebook, a fare lo screenshoot dei commenti in calce a questo e a spedirglielo. Intanto si scatenano i media del PD per amplificare la notizia sull’”incredibile successo” della “bufala” e sull’imbecillità dei “grillini” anche se gli screenshoot si riducono ad un paio di commentiscritti da chissà chi. Ma che importa? L’importante è lo “scoop”, oggi ripreso anche da RAI e SKY. E poi chi volete che vada a ricostruire con pignoleria la genesi di questa falsa bufala?


Per concludere una domanda. Ma vale la pena di occuparsi di cose così frivole come “il falso Umberto Eco” nella rubrica “I media alla guerra”? Crediamo di si. Anche perché l’utilizzo di trolls stipendiati per diffondere bufale e quindi neutralizzare – tramite debunker, anch’essi stipendiati - quel poco che si riesce a denunciare su Internet, coinvolge sempre più aziende, partiti, stati, sopratutto per vanificare iniziative contro le guerre. È stato questo il caso del falso-video-decapitazione dell’ISIS subito veicolato da legioni di trolls (che come dimostra questa ricerca, altro non erano che dipendenti di una ditta indiana che per soldi promuove di tutto su Internet) è stato il caso delle bufale susseguenti alla strage al Bataclan, di quelle conseguenti alla strage di Nizza.... e di tanti altri “scoop” prontamente “smascherati” da sedicenti debunker.

 

Francesco Santoianni

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