La notizia dell' "Azovprodukt". Lettera aperta ad un inviato di un noto quotidiano milanese

5119
La notizia dell' "Azovprodukt". Lettera aperta ad un inviato di un noto quotidiano milanese

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


"Azovprodukt. Le forze ucraine hanno distrutto un'azienda di proprietà italiana in Russia". Con questo titolo abbiamo pubblicato una notizia che il giornalista e inviato  Maurizio Vezzosi aveva pubblicato sui suoi social e che riguardava il bombardamento attraverso droni da parte di Kiev di impianti di una industria italiana in territorio russo.


LEGGI:
Azovprodukt. Le forze ucraine hanno distrutto un'azienda di proprietà italiana in Russia



Vezzosi è stato vittima, a causa di questo articolo, di attacchi "privati" da parte di un giornalista di una importante testata italiana, che non ha accolto l'invito a palesare pubblicamente le stesse rimostranze. Di seguito il testo di una lettera aperta che Maurizio Vezzosi ha pubblicato attraverso i suoi social che ripercorre la vicenda. 
 


---------------------


Gentile collega,

ritengo molto significative le sue esternazioni nei miei confronti a proposito dell'azienda italiana attaccata lo scorso 18 giugno dalle forze ucraine nella regione di Rostov sul Don: significative non soltanto per me o per lei ma soprattutto per i nostri lettori, dal momento che la nostra professione impone a me come a lei di dare loro conto di quanto sosteniamo o neghiamo. Le avevo chiesto di esprimersi pubblicamente sulla vicenda, formulando un invito di cui un giornalista non dovrebbe avrebbe avere bisogno: non avendo il mio invito sortito risultati tangibili ho deciso di rivolgermi a lei con questa lettera aperta. Credo infatti che sia inaccettabile lasciare i nostri lettori all'oscuro di certe posizioni, dal momento che sia io che che lei ci occupiamo della guerra d'Ucraina a titolo professionale. In un primo momento lei ha messo in dubbio la veridicità della notizia, notizia che in Italia sono stato il primo a divulgare. Le verifiche e le critiche sono sempre necessarie e opportune, ma perché non farle tranquillamente e a viso aperto? Nei fatti lei non è stato in grado di smentire una virgola di quello che ho scritto e firmato: credo che sia i miei lettori che i suoi ne debbano essere al corrente. Quanto ho riscontrato nelle sue parole è una sostanziale approvazione di un attacco deliberato nei confronti di un'azienda italiana presente dal 2010 in territorio russo. Lei ha sentenziato che, vista la guerra in Ucraina, gli italiani non devono stare nella Federazione russa e che standoci lo fanno a loro rischio e pericolo. Anche lei ed io – così come i nostri colleghi - quando accettiamo di lavorare in un contesto di guerra – qualunque esso sia – lo facciamo assumendoci i rischi del caso, ma questo non ci rende cittadini italiani con meno diritti degli altri né rende trascurabili la nostra tutela e la nostra rispettabilità.

Pacatamente ho cercato di spiegarle che nessun provvedimento sanzionatorio vieta in assoluto i rapporti commerciali con la Federazione russa, né la presenza di cittadini italiani in territorio russo. Le sue repliche si sono fatte velocemente scomposte, ignorando le mie considerazioni nel merito e travalicando ogni soglia del rispetto. Il fatto che lei abbia accompagnato le sue affermazioni con insulti deliberati nei miei confronti è avvilente: se ne fosse stato capace avrebbe potuto difendere il suo punto di vista mantenendo comunque il rispetto che io - nonostante le evidenti divergenze - non ho mancato di riconoscerle. Con il suo atteggiamento ha gettato discredito anche sulla storica presenza dell'industria italiana nella Federazione russa e sull'impegno quotidiano di tanti italiani che lavorano – oltre che per sé stessi e per le proprie famiglie – anche per l'interesse nazionale. Lei ha avuto persino il cattivo gusto di suggerirmi come farmi assumere da un grande giornale come quello per cui lei lavora: parafrasandola, mi sarebbe sufficiente continuare a fare quello che faccio, ma alla condizione di rinunciare al mio punto di vista e di conformarmi al suo. Una conferma di cui, le assicuro, non avevo alcun bisogno. Quella che lei ha scritto con la sua condotta nei miei confronti è un'altra piccola storia triste nel panorama editoriale del nostro paese: soprattutto per quanto concerne l'attualità internazionale, ambito in cui sono stati sistematici i tentativi di delegittimare chiunque abbia criticato l'approccio oltranzista al di là dei Carpazi così come nel Vicino Oriente. Una delegittimazione che la maggioranza degli italiani non ha affatto accettato e che è incompatibile sia con i precetti deontologici che come giornalisti siamo tenuti a rispettare sia con qualunque forma democratica.

Le ho anche fatto notare che anagraficamente potrebbe essere mio padre, ma nemmeno questo sembra averla fatta ravvedere o aver sortito in lei qualche effetto positivo: avrebbe potuto, ad esempio, chiedere scusa senza aspettare di trovarsi messo alle strette da quello che scrivo. Spero almeno che gli stimoli di queste righe la mettano nella condizione di sostenere pubblicamente quello che ha voluto farmi sapere con tanta spavalderia.

In attesa di essere smentito la saluto con i migliori auguri per il suo pensionamento.

Roma, 17 luglio 2024

Maurizio Vezzosi

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza di Paolo Desogus Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia di Marinella Mondaini L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti