La Turchia volta le spalle all’Europa e collabora con Cina e Russia in Afrasia

5184
La Turchia volta le spalle all’Europa e collabora con Cina e Russia in Afrasia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Gabriele Germani

 

Prosegue la strategia africana di Ankara. Il vice-ministro degli Esteri Burhanettin Duran è volato nel continente per incontrare il suo omologo e il presidente della Somalia. In precedenza aveva avuto dei summit con le autorità etiopi ad Addis Abeba.

La missione arriva dopo l’accordo tra i governi del Corno d’Africa mediato da Erdogan. I due Stati hanno trovato la quadra, stabilendo delle trattative per step e arrivando ad un compromesso che garantisce l’unità dello stato somalo e il diritto dell’Etiopia ad avere un accesso al mare.

L’integrità territoriale somala è tornata al centro del dibattito dopo che Donald Trump ha indicato tra le possibili mete per i palestinesi di Gaza il Somaliland (uno stato separatista nel Nord) e il Puntland (una regione autonoma).

Dietro il successo turco, una catena di investimenti che garantisce la penetrazione nel continente. Celebri le operazioni di Turkish Airlines che nel 2012 è stata la prima compagnia a riaprire i voli verso Mogadiscio.

Nei giorni precedenti, Kagame - il presidente del Ruanda - ha detto di aver apprezzato le capacità di mediazione turche e che accoglieva positivamente il tentativo di mediare tra il suo paese e la Repubblica Democratica del Congo.

I due Stati hanno avuto rialzo delle tensioni dopo che le milizie del M23 hanno occupato la città di Goma - nel Nord Kivu -, l’aeroporto cittadino e le miniere di coltan adiacenti. Secondo Kinshasa, queste operazioni avrebbero avuto l’assistenza ruandese. Questo apprezzamento è stato reso noto durante una visita ufficiale di Kagame ad Ankara.

 

Quando scoppiano le crisi, i leader africani volano in Turchia per cercare soluzione, consigli o armi.

Erdogan ha ottenuto la candidatura a membro dei BRICS (a cui ancora non ha risposto), rilanciato l’Organizzazione degli Stati Turchi, rinnovato il D8, capeggiato l’opposizione a Israele nel mondo musulmano, svolto un ruolo decisivo in Siria, nelle rivalità tra Armenia e Azerbaigian e così in Libia (sempre Turkish Airlines ha ristabilito i voli diretti con Bengasi pochi giorni fa), Somalia, Etiopia, Sahel e ora nella regione dei Grandi Laghi.

L’avvicinamento all’ASEAN proietta la Turchia sul lato opposto del continente euroasiatico, direttamente alle porte di Pechino. Ankara partecipa agli incontri del gruppo dal 2013 e nel 2014 ha conseguito un accordo di libero scambio con la Malesia (altro membro del D8).

Erdogan si è di recente recato in visita a Kuala Lumpur. L’anno scorso i due paesi avevano firmato degli accordi per la fornitura di tre corvette al paese del Sudest asiatico.

Il tour prevede altre due tappe: Indonesia e Pakistan. Quattro giorni per i tre giganti musulmani dell’area. Il premier ha ricevuto anche un dottorato in relazioni internazionali presso l’Università di Kuala Lumpur.

La proiezione turca si sovrappone a quella cinese e i due paesi sembrano destinati più a collaborare che competere.

Le infrastrutture cinesi creano autostrade per il soft power e la diplomazia neo-ottomana lungo le coste dell’Africa orientale e dell’Asia centrale. La Turchia è territorio di transito per i gasdotti centroasiatici (dal mondo turanico, sic!) e per la Via della Seta; è mediatore tra Russia e NATO, leader del mondo musulmano, arriva a proiettarsi fino al Pacifico o al Golfo di Guinea.

Erdogan ricalca un modello che Pechino e Mosca hanno già adoperato negli -stan ex sovietici. Con Mosca l’intesa è militare, con Pechino economica. Gli investimenti in gasdotti e porti tra il Caspio e il Mar Nero e la necessità di controllare il Corridoio di Zangezur vanno in questa direzione.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza di Paolo Desogus Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia di Marinella Mondaini L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti