Le Ong e la costruzione della "sinistra imperiale" in Europa nell'ultimo libro di Michel Collon

Le Ong e la costruzione della "sinistra imperiale" in Europa nell'ultimo libro di Michel Collon

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Disinformare l’opinione pubblica per prepararla a nuovi conflitti. Non è sufficiente questo per i Signori della guerra, che oggi riescono a forgiare una “Sinistra imperiale” da porre in prima fila per sollecitare “interventi umanitari”. In Italia lo si fa osannando come fonti di”informazione”, non più screditati giornali padronali ma ONG (Medici senza Frontiere, Amnesty Internationali, Save the Children…) così care a personaggi come Saviano o Boldrini. In Francia, dedicando ingenti risorse fino a trasformare in informazione di guerra giornali, un tempo “rivoluzionari”.


 

Documenta questa strategia il libro, pubblicato dalla Zambon Editore, “Effetto boomerang. Riflessioni su guerra, terrorismo, islam e libertà di espressione di Michel Collon, direttore di Investig'Action e analista delle strategie di disinformazione.


Collon - dopo aver passato in rassegna gli spin doctor dei Signori della Guerra, come Alastair Campbell, (consigliere di Tony Blair e inventore di termini quali “genocidio in Kosovo” e “armi di distruzione di massa di Saddam”) e Bernard-Hénry Levy (del quale documenta aspetti assolutamente inediti) - si sofferma sulle attività di strutture quali il MEMRI (artefice delle “primavere arabe”) o Conspiracy Watch (struttura finalizzata a trasformare in screditati “complotti” qualunque critica alle politiche imperialiste). La maggior parte del libro è, comunque, dedicato alla vera storia di Charlie-Hebdo, un giornale un tempo di satira politica ridottosi, sotto la direzione del sionista Philippe Val, a nauseabonda spazzatura finalizzata a promuovere l’idea di un “fascismo islamico” contro il quale mobilitarsi prima che sia troppo tardi. Operazione, purtroppo riuscita se si pensa all’immensa manifestazione del gennaio 2015 e all’ancora più grande mobilitazione su Facebook susseguente all’attacco terrorista contro la redazione di Charlie-Hebdo.

Francesco Santoianni

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