L'odio nella società neoliberale spiegato alle sardine

11386
L'odio nella società neoliberale spiegato alle sardine

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Paolo Desogus*

Spezziamo una lancia in favore delle sardine: che in Italia ci sia una tensione emotiva molto forte è vero. Il discorso pubblico è indubbiamente inquinato da sentimenti di rabbia e di rancore oggetto di continua strumentalizzazione da parte di quasi tutte le formazioni politiche, ovvero Lega, Fratelli d'Italia, il M5S a cui si è recentemente aggiunta Italia viva con lo squadrismo mediatico dei renziani contro Corrado Formigli. È per questo assolutamente auspicabile che si torni a toni più pacati, a un maggiore rispetto tra le parti. Questo naturalmente dovrebbe valere per le stesse sardine a cui potrebbero essere ascritti comportamenti non meno rabbiosi. Ma non è questo il punto su cui vorrei soffermarmi. La lotta all'odio mi pare infatti nasconda qualche cosa. Mi pare che si soffermi solo sulla superficie del problema e che non vada a fondo, non si interroghi cioè sul contesto in cui nascono questi sentimenti. Partiamo da un dato: credere che esistano manifestazioni d'odio solo perché esistono dei partiti che le fomentano o perché stanno tornando in auge vecchie ideologie è falso.

Questo sentimento di cui tanto si parla ha delle precise ragioni sociali. Non ha niente a che fare col fascismo o col nazismo. Esso è assolutamente interno al nostro assetto economico, dominato dall'ideologia neoliberale e dunque dall'ideologia che ha promosso l'allentamento dei legami sociali ed affettivi, la disintermediazione politica e sindacale, l'atomizzazione della società e dunque la crisi dei valori comunitari ed affettivi. Vi ricordate Ronald Reagan?: "Bisogna affamare la bestia" è lo slogan che caratterizza questa nostra epoca neoliberale, e che è stato ripreso anche dalla sinistra. Tommaso Padoa-Schioppa, ministro dell'economia durante il secondo governo Prodi, con parole simili a quelle di Reagan diceva che occorreva rimettere gli italiani a "contatto diretto con la durezza del vivere". Come ha descritto in maniera esemplare Onofrio Romano nel suo recente volume, “La libertà verticale”, a partire dagli anni Ottanta il neoliberismo ha destrutturato la società e flessibilizzato il lavoro per riavvicinare i cittadini, in passato protetti dal sistema del welfare state, a una condizione di crisi esistenziale e di precarietà allo scopo di riattivare nei singoli quelle energie che la protezione garantita dallo stato durante il trentennio glorioso aveva assopito. Il neoliberismo ha in questo modo rimesso i singoli cittadini nella condizione di dover tornare a dover lottare per fronteggiare i bisogni primari. Con il neoliberalismo, quello che prima sembrava scontato, un lavoro, una casa, delle protezioni sociali finisce. Si ritorna a dover lottare per sopravvivere.

Il neoliberismo ha in questo senso riportato i singoli a una condizione civile e umana più arretrata, verrebbe da dire più animale. Ha fatto riscoprire la "durezza del vivere", ha "affamato la bestia". È chiaro che in un contesto in cui l'essere umano viene ridotto a una bestia, in cui si ritorna cioè a uno stadio di darwinismo sociale le reazioni politiche non potranno che essere irrazionali, violente, cariche di odio, e questo è vero soprattutto per quelle fasce di popolazione che in passato hanno conosciuto la stabilità garantita dallo stato con il welfare state. Ecco che allora lottare contro l'odio è qualche cosa privo di senso, che non tocca la questione di fondo. Non solo, anche l'accostamento dei sentimenti che attraversano la società con l'ideologia fascista risulta totalmente fuorviante. Nasconde i veri responsabili della condizione attuale e cioè tutte quelle agenzie, quelle organizzazioni sovranazionali e quale associazioni culturali che hanno favorito l'avanzata neoliberale e che hanno permesso che gli stati si impoverissero sempre di più creando spaventose diseguaglianze ed eliminando dal discorso pubblico qualsiasi pensiero volto a riscoprire l'individuo dentro il collettivo.

Care sardine, se volete combattere l'odio dovete allora combattere contro il neoliberalismo e proporre una società diversa da quella attuale. In caso contrario non sarete altro che uno strumento di falsa coscienza del potere attuale.

*Professore associato all'Università Sorbonne di Parigi

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Il Foro di Madrid in Cile, laboratorio transatlantico della reazione di Geraldina Colotti Il Foro di Madrid in Cile, laboratorio transatlantico della reazione

Il Foro di Madrid in Cile, laboratorio transatlantico della reazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Lavoro, servizi, e infrastrutture in Italia di Giuseppe Giannini Lavoro, servizi, e infrastrutture in Italia

Lavoro, servizi, e infrastrutture in Italia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

E' colpa loro di Giorgio Cremaschi E' colpa loro

E' colpa loro

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti