L'umiliazione sistematica della Grecia da parte di Schaeuble & Dijsselbloem. Jacques Sapir

L'umiliazione sistematica della Grecia da parte di Schaeuble & Dijsselbloem. Jacques Sapir

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 La Grecia torna nuovamente in prima pagina con un incidente che la dice lunga, in un linguaggio così semplice da essere ormai evidente per tutti, la realtà dell'oppressione dell'Unione europea su questo povero paese, scrive Jacques Sapir su RussEurope.



 Il meccanismo europeo di stabilità (MES) ha annunciato il blocco delle misure per alleggerire il debito alla Grecia decise dall'Eurogruppo il 5 dicembre Jeroen Dijsselbloem, il Presidente dell'Eurogruppo, ha detto senza mezzi termini: "Le istituzioni sono giunti alla conclusione che le azioni del governo greco non sembrano essere in linea con i nostri accordi " . (In realtà sembra che la Commissione sia stata scavalcata, ndr). Ciò che è in questione è una misura sociale, perfettamente in linea con quanto consentito al governo greco dagli "accordi" , di un bonus forfettario per il mese di dicembre destinato alle fasce pensionistiche più basse, il cui costo è stimato in 674 milioni di euro  Possiamo vedere che il MES, e il signor Dijsselbloem in particolare, conducono un'umiliazione sistematica della politica del governo greco.

 La situazione in Grecia è così drammatica che il Fondo monetario internazionale sollecita le istituzioni dell'UE a autorizzare le misure adottate dal governo greco e di cancellare gran parte del debito greco. Ma non sarà così. Le istituzioni europee non hanno smesso di volere la caduta del governo Tsipras e avere una vera e propria Vendetta politica.

 Questo dimostra, se ce ne fosse bisogno, che la capitolazione del luglio 2015 non ha aiutato. Solo una politica di rottura con le istituzioni europee, e con l'Eurogruppo, potrebbe consentire alla Grecia di ritrovare la speranza. Non c'è futuro per la Grecia se rimane nella zona euro, né per le altre nazioni dell'Europa meridionale.

E' stata responsabilità di Tsipras negare tutto ciò, nonostante il chiaro mandato ottenuto dal popolo greco in un referendum. Ma, il fatto di aver tradito il suo mandato non lo ha salvato dalla condanna delle istituzioni europee. Dovrebbe ricordarsi questo durante le elezioni presidenziali di aprile-maggio 2017, e non eleggere qualcuno la cui mano nel momento decisivo, potrebbe tremare.

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