Malasanità e 'discriminazione vaccinale'. On. Sapia: "In un paese normale Speranza si sarebbe dovuto dimettere da tempo"

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Malasanità e 'discriminazione vaccinale'. On. Sapia: "In un paese normale Speranza si sarebbe dovuto dimettere da tempo"

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Il dramma della piccola Ginevra in Calabria ha riaperto uno squarcio sui casi di malasanità soprattutto al Sud. Con l'onorevole Sapia approfondiamo la gestione fallimentare della pandemia Covid in Italia e la progressiva distruzione del principio costituzionale fondamentale del diritto alla salute.
 
"Ogni anno la regione Calabria spende 300 milioni di euro per la cosiddetta migrazione sanitaria. E' un popolo quello calabrese stremato da decenni di malasanità. Non è cambiato nulla con il Commissariamento, anzi c'è stato un peggioramento generale con le istituzioni e la politica ferme.

Le cause? Per l'On. Sapia in particolare tre: "Incapacità gestionale e dipendenza dei manager sanitari legati alla politica.  Il privato si sta sostituendo al pubblico. Per non dimenticare che 2 Asp sono state commissariate per infiltrazioni mafiose..."

Il tutto nel silenzio e immobilismo dei governi. "Con il ministro Speranza che non prova più vergogna da meridionale per quello che accade al Sud. Il ministro Speranza si sarebbe già dovuto dimettere in un paese normale."

L'On. Sapia ha anche interrogato il silente ministro Speranza sulla vergognosa discriminazione vaccinale per le cure imposta dalla direttiva Pregliasco al suo reparto. "Pregliasco anche per l'indignazione generata ha dovuto fare marca indietro,Ha fatto marcia indietro, ma il ministro Speranza non ha ancora risposto neanche a questa interrogazione. Il Green Pass, strumento nato male sta andando sempre peggio come veicolo di ricatto e di distruzione di principi costituzionali sacri come il diritto alla salute", ha concluso Sapia.

 

Qui per vedere l'intera intervista. Buona visione!

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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