Perché Alitalia interrompe i voli con l’Iran a partire dal 31 dicembre?

Perché Alitalia interrompe i voli con l’Iran a partire dal 31 dicembre?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!


Ma perché mai Alitalia interrompe i voli con l’Iran a partire dal 31 dicembre? “Questa decisione si è resa necessaria a causa delle scarse prospettive del volo determinate dal ripristino dell’embargo nei confronti dell’Iran da parte degli Stati Uniti” Quindi, a dare credito a questa sbalorditiva “spiegazione”, i passeggeri che stipavano i voli Alitalia, da e per l’Iran, erano statunitensi? Nulla di più falso: erano, soprattutto, imprenditori italiani in cerca di business dopo la fine delle sanzioni all’Iran; sanzioni che, anche dopo il loro parziale ripristino da parte di Trump, non avrebbero dovuto toccare l’import-export con l’Italia.

E allora? Come si spiega questa improvvisa decisione della nostra “compagnia di bandiera” (che, tra l’altro oltre ad imprenditori che si sarebbero lanciati a riempire i buchi lasciati dal ritiro degli USA lascia, nei guai innumerevoli passeggeri con in tasca il biglietto di ritorno per i primi di gennaio)? Verosimilmente con gli impegni che Salvini – improvvisatosi anche ministro degli Esteri – ha preso nel suo recente viaggio in Israele (nemico giurato dell’Iran). Non è così? Lo dica pubblicamente condannando la “decisione di Alitalia” che rischia di affossare definitivamente l’import-export con l’Iran. Finora, non ha detto una sola parola ai suoi cummenda che pure aveva illuso sulla fine delle sanzioni alla Russia (e che sono state, invece, rinnovate giorni fa). Dica, almeno adesso, qualcosa sulla “decisione di Alitalia”.
 
Francesco Santoianni
 

Sulla sconcertante decisione di Alitalia (che, incredibilmente, ancora non è stata ufficializzata dal governo e nemmeno da un comunicato stampa) ripubblichiamo un articolo di Tiziana Ciavardini: la prima giornalista ad aver dato questa notizia.
 
Tutti i passeggeri che hanno già acquistato un biglietto per i mesi successivi saranno rimborsati. È vero che anche British AirwaysAir France e Klm avevano già chiuso le loro tratte sulla capitale iraniana a seguito delle sanzioni, ma dall’Alitalia proprio non ce lo aspettavamo! Solo oggi, a seguito di alcune richieste sul social network Twitter, una flebile risposta Alitalia: “Questa decisione si è resa necessaria a causa delle scarse prospettive del volo, determinate dal ripristino dell’embargo nei confronti dell’Iran da parte degli Stati Uniti”.
Innanzitutto ritengo assurdo che una decisione del genere venga presa a pochi giorni dalle vacanze di Natale, a pochi giorni dalla chiusura dei voli e senza che vi sia stata un’adeguata diffusione della notizia. Mi hanno scritto ragazzi iraniani che attendono i genitori proprio durante il periodo natalizio con rientro a gennaio, molti dei quali hanno dovuto anche attendere a lungo prima di avere il visto per entrare in Italia. Alcuni studenti vogliono invece tornare dai familiari in Iran in questo periodo di chiusura universitaria. Insomma, di casi ne potrei citare centinaia. Quello dell’Alitalia mi sembra un classico esempio di incompetenza, di noncuranza e di mancanza di rispetto nei confronti dei passeggeri.

Al di là dei problemi logistici, perché Alitalia ha preso questa decisione? Perché dovendo scegliere tra gli Stati Uniti e l’Iran, ha scelto la parte più conveniente. Perché è più facile seguire il gregge che seguire una propria linea, perché i retroscena di questa decisione noi non li conosciamo. Sappiamo solo che Donald Trump è uscito dall’accordo nucleare, che Trump ha deciso di mettere nuove sanzioni all’Iran, che Trump aveva detto che l’Italia sarebbe stata esentata: in parte lo è ma solo in parte, ora pare ci abbia ripensato tanto che l’Italia non sarà esentata nuovamente.

Praticamente Trump decide le sorti del mondo e noi senza avere nemmeno la possibilità di replica obbediamo. Però ci piace raccontare in giro che noi siamo quel Paese che può esportare il modello di democrazia e libertà. Mi chiedo cosa mai avrà promesso Trump alla nostra compagnia di bandiera, vicina al fallimento, tanto da meritare questo asservilimento. Per avere maggiori informazioni ho chiesto personalmente a Tehran, cercando di capire qualcosa in più sulla notizia dei voli.
Il mio giovane caro collega della Irib Davood Abbasi non solo conferma il blocco della tratta, ma aggiunge quanto segue: “La punizione collettiva inflitta al popolo iraniano con le sanzioni ha qualcosa di più grave che mai. L’Iran sta rispettando gli accordi nucleari e in base a questi non dovrebbe essere colpito da sanzioni. Queste sanzioni da parte degli Usa e di coloro che li seguono sono una violazione della risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza. Solitamente le sanzioni contro l’Iran erano comminate in base alle leggi internazionali. Oggi però l’Iran viene punito nonostante abbia voluto riconciliarsi con il mondo. Purtroppo, la popolazione iraniana inizierà a nutrire odio e rancore nei confronti di Paesi che oggi, con le sanzioni, non vendono all’Iran nemmeno le medicine per la cura del cancro e i pezzi di ricambio per gli aerei civili. L’Iran si sente attaccato, come nel preludio di una guerra, ed è normale che risponda con test di missili balistici”. Dichiarazioni che fanno riflettere.
 

 

Strage di Suviana e la logica del capitalismo di Paolo Desogus Strage di Suviana e la logica del capitalismo

Strage di Suviana e la logica del capitalismo

Tra neoliberismo e NATO: l'Argentina sull'orlo dell'abisso di Fabrizio Verde Tra neoliberismo e NATO: l'Argentina sull'orlo dell'abisso

Tra neoliberismo e NATO: l'Argentina sull'orlo dell'abisso

3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA" LAD EDIZIONI 3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA"

3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA"

Trent’anni fa, il genocidio in Ruanda di Geraldina Colotti Trent’anni fa, il genocidio in Ruanda

Trent’anni fa, il genocidio in Ruanda

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi di Giovanna Nigi "11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

Lenin, un patriota russo di Leonardo Sinigaglia Lenin, un patriota russo

Lenin, un patriota russo

Il PD e M5S votano per la guerra nel Mar Rosso di Giorgio Cremaschi Il PD e M5S votano per la guerra nel Mar Rosso

Il PD e M5S votano per la guerra nel Mar Rosso

Il caso "scientifico" dell'uomo vaccinato 217 volte di Francesco Santoianni Il caso "scientifico" dell'uomo vaccinato 217 volte

Il caso "scientifico" dell'uomo vaccinato 217 volte

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri di Savino Balzano L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia di Alberto Fazolo Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

Liberal-Autocrazie di Giuseppe Giannini Liberal-Autocrazie

Liberal-Autocrazie

Autonomia differenziata e falsa sinistra di Antonio Di Siena Autonomia differenziata e falsa sinistra

Autonomia differenziata e falsa sinistra

L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE di Gilberto Trombetta L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE

L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE

Togg fii: l’Africa è un posto dove restare di Michelangelo Severgnini Togg fii: l’Africa è un posto dove restare

Togg fii: l’Africa è un posto dove restare

Il primo dei poveri di Pasquale Cicalese Il primo dei poveri

Il primo dei poveri

Lenin fuori dalla retorica di Paolo Pioppi Lenin fuori dalla retorica

Lenin fuori dalla retorica

La crisi nel Corno d’Africa di Paolo Arigotti La crisi nel Corno d’Africa

La crisi nel Corno d’Africa

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti