Pierluigi Fagan - Il dramma del pilota automatico con le curve

Pierluigi Fagan - Il dramma del pilota automatico con le curve

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di Pierluigi Fagan

Leggo e ascolto molte analisi italiane su quanto successo col voto del weekend, a livello macro cioè europeo, che procedono secondo presupposti del pensiero in uso prima del voto, non registrando la violenta curva che i fatti politici hanno preso nel weekend. Curva la dinamica politica, dovrebbe curvare anche il pensiero altrimenti si va lunghi e fuoristrada.

La posizione "nulla di nuovo sotto il Sole" è ansiolitica, non a caso presente in tutti i primi commenti mainstream del tipo "sì, era tutto previsto e comunque la maggioranza politica della Commissione è ancora forte". Così anche molti commenti di area critica pensano che tutto verrà facilmente normalizzato, magari usando proprio la Meloni per aprire ponti a destra rassicuranti. Magari, come ho sentito dire da qualcuno, per traghettare le destre meno intemperanti nell'Agenda Draghi. Mi sa che le facoltà di lettura politica generale vanno sull'appannato spinto.

I governi dei due piloni storici dell’europeismo e da ultimo dell’atlantismo armato ed aggressivo sono stati massacrati, i due premier hanno i rispettivi partiti al 15%. Macron ha perso un terzo dalle elezioni del '19, Scholz ha portato il partito alla consistenza del 1888, un balzo indietro di 136 anni.

I due partiti star del nuovo corso europeista neoliberale-green sono stati massacrati anche peggio. Se i raggruppamenti vincenti hanno incrementato solo entro un +10 seggi (popolari 10, identitari 9, conservatori 4) i pur “piccoli” verdi ne hanno persi da soli 18 ed i liberali addirittura 23. I Verdi in Germania hanno perso il 20% del proprio elettorato rispetto alle politiche, l’SPD il 45%. Al momento i tedeschi hanno evitato l’isteria macroniana di nuove elezioni ma è bastato un giorno, oggi CDU/CSU e AfD le invocano a gran voce e francamente i sembrano inevitabili, la somma dei tre partiti in coalizione è pari alla CDU/CSU. Il tutto paralizzerà ogni azione politica a livello europeo per mancanza di governo. I francesi ai primi di luglio un governo ce l’avranno ma se fosse di destra sarebbe tutto da vedere come funzionerà il condominio con Macron.

Gira l’ironia che Macron e Scholz l’hanno fatto apposta per svincolarsi dalle grinfie rapaci di Biden e mettersi in posizione neutra sia mai che a novembre arrivi Trump. Naturalmente è ironia, ma nei fatti è così ovvero era tutta una balla l’unità d’intenti di Normandia con elezioni americane a cinque mesi e previsioni non certo confortanti per Biden e l’intero impianto della sua politica estera.

In teoria fra quattro giorni ci sarebbe il G7, ma avranno due leader dimezzati più di là che di qua. Ad ottobre poi andrebbe rinnovato Stoltenberg alla NATO ma senza chiarezza sul presidente americano e con le incertezze europee verrà solo prorogato con operatività sospesa. Guerra mondiale? Tranquilli, c'è sempre Netflix.

Non solo chi ha vinto, le -destre- è stato fino ad oggi dal tiepido al contrario alla attiva partecipazione alla guerra russo-ucraina anche perché se non hanno direttamente preso i soldi da Putin per anni o fatto lingua in bocca e sesso non protetto in vari modi anche perché a livello ideologico sono allineati su Dio, Patria e Famiglia, ma storicamente sono inquadrati come Euroscettici e per l’ottima ragione che sono forze per lo più legate al concetto di Nazione ed il sovranazionale non l’hanno mai digerito.

Milei, dall’Argentina, ha subito cinguettato che è finita l’Agenda 30 delle Nazioni Unite: “Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, è inumana e pensata da burocrati per burocrati. Alle nuove destre, il compito di porre un freno.”. Tenuto conto che Trump ha dietro il complesso carbonifero-petrolifero, Putin ha il petrolio e alle destre europee non dispiacerebbe pragmaticamente di tornare alle forniture russe la cui mancanza ha messo in ginocchio la Germania e rinunciare allegramente alle paturnie sulle automobile elettriche che in Europa non siamo strutturalmente in grado di produrre, il programmino progressista verdolino lo vedo male.

Quanto alla Meloni ruota di scorta di Ursula, fossi in lei mi metterei alla finestra. Rischia di trovarsi Trump tra cinque mesi con in mano la sua polaroid in cui fa la nipotina piccina di zio Biden e tutta la destra europea che ride e fa le fusa al ritorno del vecchio ultraconservatore populista, brutta posizione. Dati i trascorsi passati poi, pure suicida.

A proposito della UvdL, i giornali italiani che sono inqualificabili come livello di analisi e commento politico, sono partiti non giornali, ne danno per certo la rielezione, ma i giornali in Europa che non sono partiti, non ne sono affatto certi. Si vocifera di almeno un 10% di parlamentari delle stesse forze della coalizione attuale che avevano già detto che non l’avrebbero votata e ci sono ragioni di equilibri interni al PPE e nel rapporto tra PPE e le altre, disastrate, forze politiche che lasciano molti dubbi. Comunque sarà cosa lunga, ci metteranno forse mesi a trovare la quadra, se la troveranno, un motivo in più per mettere il cartello “work in progress” a Bruxelles, comprare tempo e non rispondere al telefono quando chiama Washington.

Poi? Poi c’è da capire che programma politico avranno queste destre. Le destre, viepiù quelle estreme, sono state opposizione nei propri paesi oltreché in Europa, da sempre. L’opposizione è scomoda per chi anela il potere ma permette di non lambiccarsi troppo il cervello per dire qualcosa di politico effettivo, basta dire che sei contro il governo in carica e l’ideologia dominante. Meloni stessa apre bocca solo per criticare gli ex governi PD.

E visto che abbiamo citato una italiana, come non citare il fatto che nel Paese di Machiavelli, due geni assoluti della politica contemporanea poiché non si sopportano sul piano personale pur avendo le stesse idee e dicendo le stesse identiche cose hanno visto bene di fare due partiti che non hanno raggiunto il quorum quando uniti avrebbero mandato a Bruxelles 7 deputati. Talento, ci vuole del talento.

Ne sa qualcosa la sinistra che sdoganata dopo il crollo del Muro di Berlino s’è trovata a dover dire o gestire cose che ignorava del tutto, l’economia, la finanza, la politica internazionale in base a conoscenze che non aveva se non nel dolce vagheggiare di ideologie un tanto al chilo. Per questo hanno abbracciato il neoliberismo, non capivano proprio di cosa stessero parlando.

Va bene, delle destre sappiamo che piace meno green e meno africani, meno libertinaggio e meno tasse ok, ma questo non è un programma politico è una lista di desideri compulsivi.

Destre forti che però non si sa come vogliono governare stante che probabilmente non ne sono neanche capaci per mancanza di training e sinistre che stanno uguali ma sono senza forza alcuna. Al centro, si ripresenta il grande blob in grado di dire e fare tutto il suo contrario, in modalità “gestione provvisoria”.

Sarebbe il momento di fare dei progetti sul mondo, su come stare al mondo, su come prendere seriamente responsabilità per la nostra diffusa insipienza, mancanza di realismo, idee confuse scambiate per pezzi di realtà, ma chi ne è capace? Passata la vita in modalità destruens, chi sa più fare il costruens?
Meglio rassicurarsi, non è successo niente, andrà tutto come al solito. Cioè sempre peggio.

*Post Facebook dell'11 giugno 2024

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