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Spie russe in Serbia, oppure operazione di "Intelligence straniere" contro la Serbia e la Russia?

 
 

I fatti: il 17 novembre finisce su tutti i giornali e media serbi, un video che ritrae un ex addetto alla sicurezza dell’ambasciata russa a Belgrado, Georgy Kleban, con un ufficiale in pensione dell’esercito jugoslavo (JNA), di cui si sa solo le iniziali Z.K. Nel video, girato il 24 dicembre 2018 di sera in un caffè della periferia della capitale serba, si vedono due uomini che si incontrano cordialmente e vanno a bere insieme, poi il russo consegna una busta di plastica con dei soldi dentro al serbo e se ne va. A questo punto il serbo, sotto le riprese di “qualcuno” evidentemente al corrente di ciò che sta avvenendo, e posizionato per le riprese in modo molto adeguato, sembrerebbe da un alloggio posto in alto di fronte al caffè, invece di andare a casa o in un luogo sicuro per contare il denaro, lo fa tranquillamente in pubblico, tra l’altro a Zemun, non certo una delle zone più “tranquille” di Belgrado.

Il video postato su Youtube e fornita la notizia ai giornali e ai media TV, ovviamente scatena una bufera politica e mediatica contro la Russia e il governo serbo di Vucic.

Ora, trattandosi di argomenti inerenti i servizi di sicurezza, come in qualsiasi angolo del mondo, conoscere la verità e sapere cosa c’è dietro a operazioni di “intelligence”, occorre essere cauti. Ci può essere tutto e il contrario di tutto, io mi limiterò, anche sulla base di documentazioni e materiali forniti da là, senza dare interpretazioni o analisi personali e soggettive, di ricostruire documentalmente ciò che è avvenuto, quali sono state le prevedibili e comprensibili reazioni nel paese balcanico ma anche in Russia, inserire i fatti in una cornice geopolitica più ampia e mettere in evidenza alcuni dubbi e inconciliabilità con la realtà politica della Serbia e della Russia di questa ultima fase, in parole povere “a chi giova” quanto accaduto, alla Serbia, alla Russia o a qualcun altro?

Il video è stato pubblicato e divulgato da un giornalista bulgaro e l'autenticità e l'identità del funzionario dell'intelligence russa che lavorava presso l'ambasciata russa sono state confermate, mentre il nome dell’ufficiale serbo in pensione non è ancora stato rivelato.

Il giorno dopo, il presidente serbo Vucic, ha riunito di emergenza il Consiglio di sicurezza nazionale con ordine del giorno: le azioni di intelligence contro la Serbia e la necessità di adottare in futuro maggiori misure di controspionaggio nel nostro paese e rafforzare la capacità di difesa della Serbia contro tali attività , poi si è recato in televisione per riferire al paese circa i fatti ed esporre la posizione del governo e della Repubblica serba. Ha cominciato dichiarando che, a breve, una serie di azioni saranno condotte contro membri di varie agenzie di intelligence straniere, le cui azioni contro la Serbia siano provate: “ nei prossimi giorni ci saranno azioni decise che saranno visibili al pubblico…", ha detto Vucic.

 

La Serbia non cambierà la sua politica nei confronti della Russia” , ha dichiarato il presidente serbo dopo la riunione del Consiglio di sicurezza del paese, circa la notizia di uno scandalo su una spia che coinvolgerebbe l’ "intelligence russa.

Consideriamo la Russia un paese fraterno e continueremo la migliore cooperazione in tutti i settori. In particolare, nel campo dell'intelligence", ha affermato. “…la persona indicata come un funzionario serbo con il grado di ufficiale non è un membro delle nostre strutture di sicurezza… l’ipotesi fatta dai nostri funzionari è che i due civili si scambino dati commerciali in un ambito di corruzione.

Vucic ha detto che il filmato è stato realizzato il 24 dicembre 2018, ma non dal servizio serbo BIA, ma che esso ne era già a conoscenza ed è un caso già aperto e monitorato. Ha affermato di essersi accertato che il presidente russo Putin non fosse stato informato di questa azione, ribadendo che:”… la Serbia non dimentica ciò che Putin ha fatto per la Serbia nelle organizzazioni internazionali o il supporto nella dotazione militare al nostro esercito...La Serbia è stata l'unica in questa area a non aderire alle sanzioni contro la Federazione Russa, e mai ha votato contro gli interessi della FR, è l'unica a tenere esercitazioni militari con l'esercito russo e che non ha mai minacciato l'amicizia con la Russia in alcun modo. Quindi la domanda che poniamo è: perché questo è accaduto? Cosa e chi c’è dietro questa vicenda?...Sono molto grato per le garanzie che ho ricevuto da Putin e per l' impulso e l'assicurazione della sua autorità personale per migliorare ulteriormente le nostre relazioni…”, ha ancora detto il presidente serbo.

“…Dopo i contatti con Mosca, non escludo la possibilità che i russi abbiano ragione nel dire che potrebbe essere una provocazione contro i futuri importanti incontri del prossimo mese, tra gli esponenti della Serbia con il presidente russo Vladimir Putin….Non escludo questo perché abbiamo anche altri filmati che non abbiamo mai divulgato, perché non è prassi delle agenzie di intelligence fare pubblicità del proprio lavoro….", ha aggiunto Vucic.

“…Crediamo ai nostri amici russi che vogliono relazioni ancora più strette con la Serbia, come vogliamo anche noi. Credo che riusciremo a costruirle e non ci viene in mente di considerare la Russia come un nemico della Serbia, come forse qualcuno vorrebbe. Al contrario, l'incontro in programma a Sochi in Russia con Putin è di grande importanza per noi, e spero che si discuteranno e definiranno con il presidente russo, le questioni più importanti della nostra cooperazione bilaterale e cooperazione economica…Intanto aspettiamo, dopo l'arrivo degli elicotteri MI 17, altro armamento e pezzi di ricambio, ringraziando la Russia per questo aiuto nel rafforzamento dell'esercito serbo. Continueremo a rafforzare il nostro esercito e la Serbia diventerà più forte. Questa è la terra di un popolo libero e non abbiamo mai acconsentito e non permetteremo mai che qualcuno, di fuori, ci governi. Piaccia o non piaccia… ", ha dichiarato Vucic.

Ha concluso affermando: “ la Serbia non rinuncerà alla sua neutralità militare e non intende aderire alla NATO, alla CSTO o ad altri blocchi militari…ma rafforzeremo le nostre posizioni di neutralità e indipendenza. Se qualcuno vuole spingerci da qualche lato: per i russi o per gli americani, il mio messaggio è che sono stato eletto presidente della Serbia per proteggere i nostri interessi nazionali…Questa è la nostra politica e l'unica possibile politica su cui la Serbia persevererà. Vogliamo essere amici di tutti, non minacciamo nessuno, ma vogliamo anche essere in grado di preservare il nostro paese. La Serbia non cambierà la sua politica e nessuno potrà cambiarla; se saremo più forti, potremo lottare per un cammino di indipendenza nazionale e una politica di neutralità…".

Prima del Consiglio nazionale della difesa, il Presidente aveva incontrato l'ambasciatore russo Botsan Kharchenko a Belgrado, per chiedere chiarimenti, arrivando a una conclusione interrogativa reciproca : “ Perché? Non c’è alcuna logica in tutto questo… ", ha riferito Vucic.

L’ambasciatore russo ha poi dichiarato alla stampa serba: “…Queste provocazioni non possono danneggiare le relazioni tra Russia e Serbia. ..E’ solo un ennesimo tentativo di dividere paesi amici e fratelli… Ci siamo abituati. Nonostante le provocazioni, andremo avanti. Nessuna storia fondata su scandali relativi a presunti reclutamenti nelle forze armate serbe, da parte delle forze armate russe può danneggiare i nostri rapporti ”, ha affermato il diplomatico russo al canale televisivo serbo RTS.

Nel frattempo il Cremlino ha dichiarato che è "necessario risolvere e comprendere bene" l'incidente di Belgrado, esprimendo la convinzione che l'accaduto non influenzerà le relazioni tra i due paesi. “ Le relazioni con la Serbia hanno un carattere fraterno. Nulla può influire su questo. Non sappiamo ancora bene molti elementi relativi a questo incidente e devono ancora essere appurati. Sulle nostre relazioni non ci poniamo, come presidenza russa, nessuna domanda…Le relazioni tra Russia e Serbia sono così speciali che nessuno scandalo che presumibilmente coinvolge un funzionario russo può incrinarle. Prima di tutto, non sappiamo che tipo di incidente è questo, e dobbiamo ancora capire e appurare molti aspetti. Non è propriamente una questione dell'amministrazione presidenziale, ma sono sicuro che le relazioni tra Russia e Serbia sono così speciali: partenariato, fratellanza, natura dell’alleanza, che nulla può essere influenzato da questo personaggio ", ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov alle agenzie stampa.

Il portavoce del presidente russo Putin, Peskov rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla situazione in vista della visita di Vucic in Russia, ha dichiarato che, secondo lui: “in Serbia ci sono "alcuni partiti e forze" che vogliono danneggiare la visita del presidente serbo a Mosca con queste notizie. Noi confermiamo la preparazione della visita del 4 dicembre, la stiamo aspettando, la consideriamo importante. Sappiamo bene che ci sono alcune parti che vorrebbero rovinare la visita in anticipo. Siamo convinti che invece sarà produttiva e dimostrerà ancora una volta la natura di partenariato delle relazioni tra Russia e Serbia ", ha concluso Peskov.

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha definito: “… questo scandalo è una provocazione e il nostro Ministero tornerà su questo argomento, solo quando compariranno fatti precisi e dettagliati, ci rassicura che il presidente serbo Vu?i? ha dichiarato che la storia della "spia russa", non muterà la politica della Serbia nei confronti della Federazione Russa… la pubblicazione di quel video è una "provocazione frettolosamente inventata", progettata per supportare l’opposizione a Vucic nel paese balcanico e sabotare la sua alleanza con la Russia…”.

Secondo il senatore russo Morozov: "…questa storia ha un cattivo odore… la Serbia è un paese amico per noi, ma al suo interno i rapporti tra il governo e l'opposizione sono tutt'altro che privi di nuvole. Pertanto, giocare la carta della “ spia russa "alla vigilia della visita tra i nostri due presidenti è una" coincidenza "molto significativa", che cerca di portare un duro colpo alle relazioni tra Serbia e Russia.. Si può solo indovinare chi c'è dietro questo. Ma bisogna sempre porsi la domanda: chi ne beneficia? Coloro che vogliono rovinare le nostre relazioni e screditare Vu?i? nel suo paese…”, ha concluso Morozov.

Conclusioni…Cui prodest?

Molte sono le ipotesi o congetture nel paese balcanico e non solo, su questo caso spionistico molto “particolare”, ma cercando di restare legati a ciò che è accertato, documentabile e evidente, alcune riflessioni possono essere fatte perché, almeno queste, riscontrabili.

Questa storia che ha scosso la Serbia è comparsa in un momento delicato, mentre la pressione sul paese per le questioni NATO, Kosovo e UE, si è ancora più intensificata sul governo del paese. Il governo serbo attuale ( non certamente un governo rivoluzionario o adamantino) è ormai in una situazione di conflittualità permanente con le potenze occidentali, dal piano economico a quello politico, da quello militare a quello della indipendenza e sovranità nazionale.

Qualsiasi decisione venga presa su questi nodi geopolitici e geostrategici, non renderà certamente la situazione più semplice, al di là, se più o meno giuste. Questo è un dato di fatto.

In questo scenario della realtà politica e storica attuale serba, la situazione è pericolosissima, per ciò che riguarda qualsiasi scelta interna e internazionale, con una opposizione interna, come ormai accertato, legata a doppio filo e a busta paga di USA, NATO e UE. E da ciò, in questa sporca storia di “servizi” non si può esulare. Per l’opposizione interna serba, questa storia gli dà supporto, per riaffermare la necessità per il paese di andare verso l’occidente come unica soluzione.

Quindi nulla da stupirsi se qualcuno all’interno dei Servizi di sicurezza serbi sta lavorando per agevolare questa prospettiva e sabotare la prossima visita del governo serbo in Russia.

Già era stato tentato un altro “scoop spionistico”, divulgato dall’opposizione, sempre per incrinare i rapporti con la Russia, mediante il presunto scandalo della Serbia che avrebbe venduto all’Ucraina armamenti da usare contro le Repubbliche Popolari del Donbass. Il presidente serbo Vucic aveva dovuto smentire e dimostrare con i documenti che erano solo menzogne e falsità. "…Oggi siamo accusati da una di queste cucine di fognature di “intelligence” straniere, che erano armamenti serbi e che la Serbia sta armando gli ucraini per combattere la Repubblica Popolare di Donetsk e che le nostre armi stavano uccidendo russi. Occorre chiedersi a chi è utile divulgare proprio oggi questi prodotti di fogne di “intelligence”, decidete voi stessi. La verità e molti ne saranno sorpresi, è che abbiamo esaminato il nostro intero commercio con l'Ucraina, abbiamo setacciato tutto ciò che abbiamo come documentazione, tutto ciò che abbiamo mai fatto con l'Ucraina, e tutto risulta conforme alla legge. Ogni lotto, tutte le armi vendute , nessuna è mai andata in Ucraina. Quindi andando a fondo con gli accertamenti e le investigazioni, abbiamo scoperto che in mezzo a questi traffici c’erano due società americane e una semi-americana, che era anche una strana compagnia e così abbiamo scoperto quando e da chi venivano vendute e per quale scopo. Il destino può anche fare brutti scherzi, quando menti molto, ecco cosa può succedere… ", aveva dichiarato ai giornalisti Vucic.

Un'altra ipotesi molto consistente è che in realtà, il tutto si configura come un normale caso di corruzione commerciale, ma viene utilizzato oggi per motivi di ostacolare la visita in Russia.

Qualcuno ha anche ipotizzato una provocazione interna agli apparati russi contro Putin, per spostare la Serbia verso occidente e indebolire il presidente russo.

Un dato è certo: non c’è nemmeno un motivo politico logico, in questa delicata fase, per un operazione di intelligence di questo tipo da parte dei Servizi russi, a meno che non sia stata una scelta non decisa dai vertici statali.

In ogni caso ci sono tanti aspetti collaterali e domande, come in ogni storia dove di mezzo ci sono “intelligence”, per esempio: se quel filmato non è stato registrato dalla Bia e Vucic ha affermato che era di un altro servizio straniero, allora la Serbia ha un problema molto più grande della presunta spia russa. Questo sta a significare che il servizio segreto di un paese straniero sta lavorando operativamente in Serbia, e sta svolgendo tutte le attività di intelligence e spionaggio, registrando, intercettando, filmando, monitorando i cittadini sebi…come se si trovasse sul suo suolo nazionale.

È evidente che solo i dipartimenti statunitensi possono svolgere un tale lavoro.

La domanda è: ovviamente il Consiglio nazionale di sicurezza serbo e Vucic fanno bene a preoccuparsi anche del pensionato militare che prende soldi da un russo (…un migliaio di euro, dovrebbero essere segreti di un’osteria, dato il valore in sé…) per qualche motivo vario, ma del fatto che i servizi statunitensi stiano registrando e sorvegliando la Serbia come vogliono, sotto gli occhi dei servizi serbi, come si pongono? Questa è una violazione della sovranità e della sicurezza della Repubblica Serba. Questo, in una lettura di uno Stato sovrano è un problema molto più grande, molto difficile, perché chi stava registrando è una potenza che ha risorse più grandi, una superiore organizzazione, una migliore preparazione tecnica. Come hanno fatto a sapere di quell’incontro? Questo dimostra come sono penetrati nella condizione della sicurezza del paese. Certamente un problema di controspionaggio…ma non solo.

Forse questa è la vera incombenza spie che va affrontata e discussa, mentre anche nei media serbi è passata sottotraccia…..

Storicamente si sa, la guerra del 1999 ne è un esempio non dimenticato in Serbia, che le politiche di Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, dell'UE e della NATO, si sono sempre schierate contro gli interessi serbi; mentre Russia e Cina, e in prospettiva altri, si sono dimostrati come gli unici partner possibili. La Russia, con tutti i suoi limiti e contraddizioni, rappresenta una comunità mondiale, non ideologica, di stati sovrani, soprattutto di piccoli paesi indipendenti, mentre i centri di potere occidentali vogliono che la Serbia, come tutti gli altri paesi indipendenti, abbandonino i concetti di sovranità e indipendenza e li trasferiscano a entità transnazionali come la NATO, la UE, il FMI o la Banca mondiale.

La Serbia, cosciente della propria debolezza oggettiva, sta cercando di “navigare a vista” cercando di non fare salti nel buio; certamente una politica contradditoria e difficile, ma realistica, piaccia o non piaccia ai puristi ideologici o agli analisti da salotto o internet. Sono gli USA, la NATO, l’Occidente, non per caso e anche questa “storiaccia” spionistica lo conferma, a ricattare la Serbia perché faccia una scelta risolutiva.. La Russia e la Cina hanno strategie diverse e le loro proposte e politiche estere non sono oggettivamente ostili alla Serbia, lasciando spazi di manovra al governo serbo.

 

 

A cura di Enrico Vigna, Forum Belgrado Italia/CIVG - 24 novembre 2019

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