Usa escono dal Trattato Open Skies: il Post Guerra Fredda è ufficialmente finito

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Usa escono dal Trattato Open Skies: il Post Guerra Fredda è ufficialmente finito

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di Giuseppe Masala


E' di ieri la notizia che gli Stati Uniti usciranno dal Trattato Open Skies. Si tratta di un accordo tra stati - quelli appartenente alla Nato e al fu Patto di Varsavia - che prevedeva la possibilità di sorvolo da parte di aerei militari della controparte al fine di poter verificare che il paese sorvolato non stesse organizzando un attacco a sorpresa. 

Un trattato questo nato negli anni '90 del secolo scorso, quindi a comunismo realizzato ormai crollato. Dunque un trattato che si inserisce in quella fase di distensione del post guerra fredda. A pensarci bene però tutti i trattati di disarmo ereditati dalla fine della Gerra Fredda o sono stati denunciati o sono in via di smantellamento. Il trattato CFE II (limitazione delle armi convenzionali) è sospeso dal 2007, il Trattato Open Skies ne è stata annunciata la denuncia da parte USA ieri, il trattato INF (che proibiva l'installazione dei pericolosissimi missili balistici intermedi in Europa) è stato denunciato l'anno scorso, così come il trattato Abn (che limitava il numero di missili antimissile). Rimane solo il Trattato Start che limita la proliferazione delle "armi fine di mondo", i missili strategici intercontinentali. Questo trattato andrà in scadenza il Febbraio del 2021 e certamente non sarà rinnovato (non occorre scomodare Kissinger o Lavrov per capirlo).

Pazzi? Irresponsabili? Preparano una guerra su vasta scala? Niente di tutto questo. Il post guerra fredda è finito e i due eterni duellanti del 900 sono incalzati da un nuovo attore: la Cina. Non c'è più il duello tra Mosca e Washington. C'è un triello à là Sergio Leone tra Cina, Usa e Russia. Se Usa e Russia imbrigliassero le loro forze armate in un reticolo di trattati non favorirebbero la pace nel mondo, darebbero solo un vantaggio strategico alla Cina che non ha mai firmato alcun trattato di limitazione. 

Quello che volevo dire è che il mondo cambia, le epoche si susseguono, variano gli scenari politici, economici, tecnologici, sociali e anche le idee dominanti vengono scalzate da nuove idee più adatte al tempo e alle nuove sfide. 

L'unica cosa che sembra non cambi, è il Trattato di Maastricht, immutabile come le Tavole della Legge che Dio diede a Mosé sul Monte Sinai. Eppure anche esso è figlio del suo tempo, fu firmato all'inizio degli anni 90 del secolo scorso, in pieno Post Guerra Fredda. Era ed è il trattato dell'epoca del Capitalismo Trionfante (che alcuni come Fukuyama ritenevano eterno), era ed è il trattato del neoliberalismo alla Reagan e alla Thatcher di cui coglie tutti i paradigmi teoretici. E' insomma un qualcosa che riflette un mondo e un tempo che non c'è più. Usa e Russia saggiamente prendono atto del cambiamento degli scenari e si adeguano, in maniera flessibile. I leader europei, forse anche perchè non hanno alcuna statura, rigidamente insistono nel voler conservare e osservare un qualcosa che non ha alcun senso né storico, né politico, né economico. La grande crisi in cui l'Europa si dibatte è proprio questa, l'assenza di flessibilità e di prospettiva storica dei suoi leader. E ciò che non è flessibile e adattabile a questo mondo ha un destino segnato, quello di sgretolarsi. Questo dicono le Leggi Eterne della Storia.

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