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Veramente i governi UE sosterranno Dijsselbloem al Fondo Monetario Internazionale?

 


di Fabrizio Verde

Si fa largo il nome di Jeroen Dijsselbloem per occupare la poltrona di Christine Lagarde al vertice del Fondo Monetario Internazionale. Una decisione «assolutamente incredibile» visto che il laburista olandese già ministro delle Finanze nel governo Rutte dal 2012 al 2017 ha condiviso «la responsabilità di alcuni dei più grandi errori di politica macroeconomica del nostro tempo», scrive su Twitter Wolfgang Münchau, commentatore economico del Financial Times. 
  Tant’è vero che sul cosiddetto salvataggio della Grecia è stato costretto ad ammettere: «Alla Grecia abbiamo imposto misure estreme». 

Jeroen Dijsselbloem è un fanatico sostenitore dell’austerità neoliberista imposta con particolare pervicacia dall’Unione Europea ai paesi mediterranei. 

Tutto il suo fanatismo emerse in maniera lampante nel marzo del 2017 quando intervistato dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung ebbe a dichiarare in riferimento ai paesi del sud Europa: «Non puoi spendere tutti soldi per alcol e donne e poi chiedere aiuto». 

Parole inaccettabili che provocarono un vespaio di polemiche finanche nel suo stesso partito, quello socialista. 

Anche il Movimento 5 Stelle fece sentire la sua voce e le proteste furono vibranti come meritavano la gravità delle parole di Dijsselbloem.  «Dijsselbloem rassegni immediatamente le dimissioni da presidente dell’Eurogruppo», tuonò il Movimento 5 Stelle, che bollò le dichiarazioni come «gravi e vergognose», per poi definire «inaccettabile che il presidente dell'Eurogruppo, in carica dal 2013, e con in mano le chiavi della moneta unica, si esprima in questi termini». 

Adesso il governo Conte farà opposizione a questa nomina fortemente sponsorizzata da Olanda e Germania?
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