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La gestione dilettantesca dell'Ue del piano di salvataggio di Cipro

 
La situazione sull'approvazione del piano di salvataggio per Cipro resta molto tesa. Dopo la scaricabarile di ieri tra Ue, Fmi e Bce, l'Eurogruppo ha raccolto le indicazioni provienti dagli analisti e chiesto l'esenzione dal prelievo forzoso dei depositi sotto i 100mila euro  - che secondo l'impianto originario dovevano essere tassati al 6,75%, mentre sopra quella soglia al 9,9%. A questo punto, con la forte opposizione della Russia, si potrebbe arrivare ad aliquote superiori al 15% di perlievo forzoso per i grandi patrimoni. 
Tra la rabbia dei cittadini e la decisione di chiudere le banche per evitare la corsa al ritiro dai conti corrente, il Parlamento è chiamato nel pomeriggio a votare le misure. La pressione resta alta, non solo perché non si conosce il piano definitivo della troika, ma anche perché in Parlamento il presidente Nicos Anastasiades, che vanta 20 seggi su 56, potrebbe non avere l'appoggio dei suoi alleati nell'approvazione delle misure.
La presa di posizione ufficiale di Washington - che ha chiesto una soluzione "equa e responsabile" alla vicenda - dimostra i timori che la questione di Cipro possa creare un effetto domino a livello dell'economia globale.
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