Il Segretario Generale dell'Onu condanna la strategia di Obama in Siria e sostiene Putin.

Un'intervista ai giornali spagnoli sepolta nel vuoto mediatico. "L'idea di 'free press' è essa stessa propaganda", Eric Zuesse.

4734
Il Segretario Generale dell'Onu condanna la strategia di Obama in Siria e sostiene Putin.

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


In un'intervista con i giornali spagnoli che è stata pubblicata il 31 ottobre, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon ha condannato la richiesta del presidente americano Barack Obama di rimozione del presidente siriano Bashar al-Assad con queste chiare parole: "Il futuro del presidente Assad deve essere decisa dal popolo siriano. Ora, io non voglio interferire nel processo di Vienna, ma penso che sia assolutamente ingiusto e irragionevole che il destino di una persona possa paralizzare tutto questo negoziato politico. Questo non è accettabile. Non è giusto. Il governo siriano insiste sul fatto che Assad dovrebbe essere parte della transizione. Molti paesi occidentali si oppongono alla posizione del governo siriano . Nel frattempo, abbiamo perso anni. 250.000 persone sono state uccise. Ci sono 13 milioni di rifugiati o di sfollati. Oltre il 50% degli ospedali, scuole e infrastrutture sono state distrutte in Siria. Non bisogna perdere più tempo. Questa crisi va oltre la Siria, oltre la regione. Essa colpisce l'Europa. Si tratta di una crisi globale. "
 
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, riporta lo storico Eric Zuesse in un articolo di rara bellezza pubblicato su Zero Hedge, sta qui implicitamente incolpando tutto il sangue e la miseria della Siria al Presidente degli Stati Uniti Obama e ai "molti paesi occidentali" che, alleati con lui, si sono uniti nel chiedere il cambio di regime in Siria. Gentiloni, per non fare nome di vassalli.

La posizione del presidente russo Vladimir Putin è stato, ed è, l'esatto contrario di Obama: e cioè, che solo una elezione da parte del popolo siriano possa determinare un cambio del presidente siriano. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite è qui d'accordo con Putin, nell'escludere che la questione possa essere decisa da non-siriani, e con mezzi non democratici (che è fondamentalmente quello che George W. Bush ha fatto in Iraq e Barack Obama in Libia).
 
L'ottusità aristocratica dell'occidente, prosegue Zuesse, ha creato il leit motiv che sia Putin e non Obama a sbagliarsi  su questo ed è la causa della guerra siriana trascinata. Questi sciocchi non hanno nemmeno l'onestà intellettuale, è sempre lo storico che parla, di chiedersi se in questa disputa sia Obama, o invece Putin, che stia sostenendo il principio fondamentale della democrazia più di auto-governo del popolo. Ma l'individuo medio occidentale è facilmente manipolabile dai mezzi d'informazione, così manipolabile da pensare che il nero è bianco, e il bianco è nero; che il bene è male, e il male è un bene. 

Questa intervista di Ban Ki-Moon è stata chiaramente sepolta dai giornali spagnoli, perché il governo spagnolo è “alleato” con gli Stati Uniti. Per fare solo un esempio, il più importante quotidiano spagnolo El Pais cita l'intervista con questo titolo: "La Catalogna non è tra i territori con il diritto all'autodeterminazione". Assolutamente falso in relazione alle dichiarazioni di Ban sul punto: "La questione catalana è una questione molto delicata e, come segretario generale delle Nazioni Unite, non sono in grado di commentare su questo, perché è una questione puramente interna”. Capite il grado di manipolazione, propaganda di questi giornali.

El Pais ha poi sepolto la parte che riguarda Assad e Obama (il blockbuster di tutta la storia in realtà), senza un accenno su titolo, foto o sottotitolo, ma con un accenno verso la fine, ma non proprio alla fine, perché – e qui Zuesse rivela una tattica tipica dei mezzi di disinformazione di massa - una delle cose standard che i media di 'informazione' fanno quando non vogliono enfatizzare un particolare punto è quello di riportare la questione verso la fine, ma non alla fine. La conoscenza di come seppellire la notizia è importante per i gestori di qualsiasi 'notizie', per proseguire con la funzione propagandistica, che è il motivo principale per cui la gente molto ricca compra i maggiori media di 'notizie', e perché le grandi aziende hanno scelto di pubblicizzare in (e quindi sovvenzionare) questi mezzi.

L'idea di 'free press', conclude Zuesse, è essa stessa propaganda. In realtà, la stampa è tutt'altro che libera.
 
In ogni caso, Ban Ki-moon ha preso una posizione coraggiosa e rara sulla Siria: quello che ha detto è corretto, anche se è praticamente innominabile nell'Occidente della cappa di disinformazione. Pensate se contemporaneamente El Pais, Repubblica e New York Times avessero intitolato la notizia sull'intervista di Ban con questo titolo: "Ban Ki Moon condanna la strategia americana sulla Siria e sostiene Putin". Quale sarebbe stata la reazione? Nel mondo che si crede libero, ma che tanto libero non è, difficilmente avremmo una risposta a breve.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa) di Paolo Desogus Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni di Giorgio Cremaschi La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti