Accordo tra Ministero della Difesa e il PSN. Quali sono le multinazionali Usa che controlleranno il Cloud "nazionale"

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Accordo tra Ministero della Difesa e il PSN. Quali sono le multinazionali Usa che controlleranno il Cloud "nazionale"

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E mentre anche la "Germania si mette l'elmetto", come titolavano ieri, copia incolla, vari media nazionali in merito alla frenesia di vari Stati europei nel reintrodurre la leva obbligatoria, per mandare a sostituire gli ucraini ormai decimati e "morire per la NATO", contro la Russia e tutto il nuovo mondo multipolare (dell'alleanza militare Russia Cina si tace, naturalmente..), l'Italia va avanti a grandi balzi, in trincea e senza neppure l'elmetto.

Consegna, infatti, direttamente e strutturalmente, le sue infrastrutture e i tutti i dati dei suoi cittadini ai veri manovratori della guerra.
Abbiamo già parlato dell'accordo tra Leonardo e Ferrovie italiane.  Passerà in sordina, alla faccia della sovranità e di chi tuona a vuoto contro il "controllo", l'ennesimo gravissimo accordo, gestito sempre dal Ministero della difesa, di cui vi diamo conto.

Del resto, come diceva un noto umorista americano, io non sono un ornitologo ma un papero lo riconosco. E quando leggiamo che il "cloud nazionale" sarà in collaborazione con Google, Microsoft, Oracle e forse Amazon mi chiedo come sia possibile che la difesa italiana possa adottare soluzioni condivise con gruppi esteri, che, inevitabilmente, avrebbero accesso ai nostri dati, (tutti, anche quelli sanitari e fiscali).

L'accordo, stipulato tra il ministero della Difesa e Polo strategico nazionale (Psn) è  stato stipulato in verità il 30 aprile, ma solo oggi viene reso pubblico, nel bel mezzo del bailamme confuso e vuoto del circense poligono di tiro elettorale, dove si sparano le ultime cartucce a salve della campagna europea.

Leggiamo da AdnKronos:

"Questo accordo segna un passo fondamentale nella modernizzazione delle nostre infrastrutture di difesa - afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto - La transizione non solo rafforzerà la sicurezza dei nostri dati, grazie a soluzioni tecniche all'avanguardia, ma migliorerà anche l'efficienza operativa delle nostre Forze armate. Con questo progetto, promosso grazie ai fondi del Pnrr, sottolineiamo l'impegno della Difesa verso l'innovazione e la trasformazione digitale, elementi cruciali di una difesa nazionale resiliente e dinamica. La cyber sicurezza è fondamentale per assicurare la protezione delle informazioni dai rischi emergenti nel panorama digitale globale".

E ancora:

“La scelta di un ministero chiave e strategico come il ministero della Difesa di migrare sul cloud di Polo strategico nazionale attesta l’eccellenza e la validità delle soluzioni che offriamo - ha dichiarato l'amministratore delegato del Psn Emanuele Iannetti - Mettiamo a disposizione il nostro know how, le nostre infrastrutture e servizi, certificati ai massimi livelli, garantendo così protezione, resilienza cibernetica, indipendenza, affidabilità e innovazione. Supportiamo e affianchiamo la Pubblica amministrazione durante il processo di trasformazione digitale, motore di sviluppo per tutto il Paese”.

Il ministero della Difesa potrà in tal modo beneficiare dell’accesso a infrastrutture tecniche all'avanguardia in conformità alle normative più rigorose sulla sicurezza dei dati. La migrazione al Cloud permetterà alle Forze armate di sfruttare i benefici indotti dalla centralizzazione della gestione dei dati, migliorandone l’efficienza anche in ottica di evoluzioni applicative future. Il contratto, della durata di 10 anni, è stato siglato lo scorso 30 aprile e formalizza il passaggio del Comando per le operazioni in rete, dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e del Segretariato generale della Difesa al cloud di Polo strategico nazionale.

Il progetto usufruisce dei fondi Pnrr della misura M1C1 Pnrr, all’interno del NextGenerationEU, assegnati dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale nell’ambito di un bando pubblico. L’accordo prevede la migrazione dei portali, la piattaforma di e_learning, i sistemi sanitari ed i sistemi documentali, comprensivi dei servizi di business continuity e disaster recovery, sull’infrastruttura cloud di Polo strategico nazionale. Il ministero ha individuato in Polo strategico nazionale il partner più idoneo per migrare le infrastrutture tecnologiche ed i servizi del prossimo futuro, sviluppando ulteriormente l’ampio programma di digitalizzazione e messa in sicurezza dei propri dati e servizi, nel quale è già attualmente impegnata."

Quello che Crosetto non vi dice e AdnKronos non riporta e che leggiamo dal sito ufficiale è che: "Questi servizi, attualmente realizzati in partnership con Oracle, Google, Microsoft Azure, in futuro potranno essere erogati anche con altri Cloud Service Provider".

Google, Microsoft e Oracle, che, leggiamo a gennaio ha annunciato la costruzione di un secondo "centro dati" in Israele. Comunicheranno con il polo italiano visto che sono gestiti dallo stesso "provider"? E chi avrà il controllo definitivo?

Va bene non essere sovrani. Va bene non essere indipendenti. Va bene essere un protettorato degli Stati Uniti ormai dichiarato. Ma fare peggio del governo Letta, Gentiloni e Draghi in termini di servilismo e in così poco tempo è un record indiscusso.

 

Agata Iacono

Agata Iacono

Sociologa e antropologa

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