Borrell e lo sdoganamento del colonialismo. La nuova frase shock dell'Alto Rappresentante Ue

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Borrell e lo sdoganamento del colonialismo. La nuova frase shock dell'Alto Rappresentante Ue

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Quello dell’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, lo spagnolo Josep Borrell, è neocolonialismo. Non ci sono altre parole per definire il pensiero del diplomatico. L’ultimo episodio è avvenuto in occasione di una riunione a cui partecipavano parlamentari latinoamericani, dove il capo della diplomazia europea, ha apertamente rivendicato la colonizzazione e la Conquista. 

Questo è quanto avvenuto quando lo spagnolo Borrell si è rivolto all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana, Eurolat, un organismo multilaterale composto da 150 parlamentari di Europa e America Latina. Il diplomatico ha elencato le ragioni per cui il mondo sta vivendo una “tempesta perfetta” che, a suo avviso, richiede una ricalibrazione della “bussola strategica con piena consapevolezza storica”.

"Per navigare in questa tempesta, non ci servono né le rotte né le mappe del passato. Come gli esploratori e i conquistatori, dobbiamo inventare un Nuovo Mondo", ha affermato l'alto funzionario, difendendo nel suo discorso la colonizzazione come paradigma, nonostante si tratti di un sistema applicato in America attraverso la violenza, il saccheggio e la spoliazione da parte dell'Europa nei confronti dei popoli originari.

Per Borrell, in questo momento di "turbolenza", è urgente rafforzare i legami tra l'Unione europea e l'America Latina: "Abbiamo bisogno l'uno dell'altro più che mai", ha aggiunto, come riportato da eldiario.es.

Negli ultimi mesi, l'alto funzionario ha insistito sulla necessità di rivolgersi all'America Latina, riconoscendo che, pur non volendo "cadere in nuove dipendenze", il blocco europeo intende aprire i propri mercati a una "relazione fruttuosa" con partner "economicamente e politicamente affidabili".

Non è il primo episodio in cui Borrell si lancia in dichiarazioni eurocentriche, razziste, discriminatorie e dal sapore neocolonialista. Nell’ottobre scorso il diplomatico spagnolo ha definito l'Europa un "giardino" e il resto del mondo come "una giungla".

"La giungla ha una forte capacità di crescita e il muro non sarà mai abbastanza alto per proteggere il giardino", sono state alcune delle parole di Borrell, che hanno provocato una forte ripulsa da parte della comunità internazionale.

Di fronte alle reazioni di rifiuto, Borrell ha pubblicato una precisazione sul suo blog: "Alcuni hanno frainteso la metafora come 'eurocentrismo coloniale'. Mi dispiace se alcuni si sono offesi", ha scritto. 

Probabilmente Borrell farebbe bene a rileggersi alcune pagine che descrivono magistralmente quello che ha significato per l’America Latina subire colonizzazione e conquista. Scriveva Eduardo Galeano in ‘La Conquista che non scoprì l’America’: “La scoperta: il 12 ottobre 1492 l’America scoprì il capitalismo. Cristoforo Colombo, finanziato dai re spagnoli e dai banchieri genovesi, portò la novità alle isole dei Caraibi. Nel suo diario sulla Scoperta, l’ammiraglio scrisse 139 volte la parola “oro” e 51 la parola “Dio” o “Nostro Signore”. I suoi occhi non si stancavano di ammirare tanta bellezza su quelle spiaggie e il 27 novembre profetizzò: “Tutta la cristianità trarrà profitto da esse”. E in questo non si sbagliò. Colombo credeva che Haiti fosse il Giappone e che Cuba fosse la Cina, e credeva che gli abitanti di Giappone e Cina fossero indiani dell’India; ma su quella profezia non si sbagliò.

Dopo 5 secoli di profitto per tutta la cristianità, è stato annientato un terzo delle foreste americane, molta terra che fu fertile è un deserto e più della metà della popolazione mangia quando trova qualcosa da mangiare. Gli indios, vittime della più colossale spoliazione della storia universale, continuano a soffrire l’usurpazione degli ultimi avanzi delle loro terre e continuano ad essere condannati alla negazione della loro identità ‘diversa’. Gli si continua a proibire di vivere al loro modo, si continua a negare loro il diritto di essere. Al principio il saccheggio e l‘altrocidio furono perpetrati nel nome del dio del Progresso”.

 
 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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