Brasile. "I fascisti si sono dati la zappa sui piedi"

Brasile. "I fascisti si sono dati la zappa sui piedi"

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Di Miguel Enrique Stedile e Ronaldo Pagotto*

Brasile, 9 gennaio 2023

1. Bolsonaro è arrivato al potere solo perché la borghesia, disperata per la crisi capitalista, senza alternative tra le proprie fila e con la possibilità di vittoria della sinistra con Haddad, ha puntato tutte le sue fiches sul “capitano”. Nonostante conoscessero l’ideologia fascista del capitano, necessitavano scaricare tutto il peso della crisi sulla classe lavoratrice, con la riduzione dei diritti dei lavoratori, della sicurezza sociale, imponendo limiti alla spesa pubblica e depredando le casse dello stato.

2. Ed il bolsonarismo che ne scaturì rappresentava una coalizione di forze identificate con la destra e l’estrema destra, approfittando di uno spiraglio di opportunità storico. Facevano parte di questa unione il “lava-jatismo”, i mercati finanziari, gli evangelici, l’agribusiness, commercianti, ed il basso clero nel Congresso, con i politici tradizionali che avevano l’antica ARENA come referenza (PP). Durante la legislatura, alcuni di questi settori o loro rappresentanti si sono distanziati, altri sono stati definitivamente incorporati al bolsonarismo. Ed il suo nucleo centrale dirigente erano i militari (con Villas Boas, Braga Netto e Augusto Heleno, ed altri di rango inferiore, ecc.) alleati dei miliziani (famiglia Bolsonaro), che a loro volta avevano legami con la nuova destra estrema mondiale (Trump, Steve Bannon) attraverso Eduardo Bolsonaro e Olavo de Carvalho.

3. Con la pandemia, dopo le elezioni e, finalmente, con la vittoria di Lula, il bolsonarismo si è andato frammentando. Alcune frazioni di questi settori sono andati alla ricerca di sopravvivenza nel governo Lula (Centro, alcuni politici del gruppo degli evangelici, mezzi di comunicazione, capitale finanziario). Altri tentano di occupare il vuoto lasciato dalla destra, per il ridimensionamento del PSDB (Lava-Jato, Moro, PL, PSD, Unione Brasiliana) e, quindi, anche il nucleo centrale fascista sta correggendo la sua rotta a caccia della propria sopravvivenza.

4. Tuttavia, si è generata una contraddizione. Una parte del gruppo centrale sono militari, anche riformati, e quindi vincolati alle istituzioni dello Stato. La tattica di questo settore è lasciare tutto così com’è: hanno indicato il ministro della Difesa, non subirebbero rappresaglie per la politica esercitata durante la pandemia (in particolare per le accuse di genocidio contro i popoli originari, politica diretta da Pazuello e dalle forze armate), il nuovo governo non toccherebbe l’assistenza sociale ai militari o l’insegnamento presso le scuole militari. E tanto meno rischierebbero di essere puniti per i misfatti commessi da alcuni dei 6.400 militari che erano migrati verso l'esecutivo litigandosi privilegi e vantaggi.

5. Un’altra parte del comando è la famiglia Bolsonaro che ha bisogno di sopravvivere politicamente. Seguendo la strategia e i consigli di Bannon/Trump, Bolsonaro dovrebbe rimanere come grande leader della destra, per mettersi in condizioni di non essere arrestato e competere nelle elezioni del 2026. La base sociale “purosangue” bolsonarista è formata principalmente da militari (inclusa la polizia militare) e loro familiari, persone anziane, mettendo insieme tematiche morali ed economiche ultraconservatrici. Sociologicamente sono una minoranza di classe media bianca e razzista. Questa base ha bisogno di essere costantemente mobilitata, principalmente in forma polarizzata. Per questo, durante tutto il governo, poiché non avevano iniziative pratiche e concrete, Bolsonaro teneva alta la tensione permanentemente per mantenere la sua base coesa e allerta. A tale fine usa e abusa di fake news su ogni argomento, per creare uno stato di allerta.

6. Così, gli accampamenti di fronte alle caserme avevano una doppia funzione: fare pressione per le rivendicazioni politiche, dei propri valori conservatori e corporativi delle forze armate per mantenere i privilegi, e sopravvivere al governo Lula mantenendo la base bolsonarista mobilitata per sopravvivere come forza politica. In molte città, gli accampamenti erano formati dai familiari dei militari, soprattutto donne. Ma a Brasilia, era un accampamento nazionale, finanziato dall’agribusiness, dalle imprese di estrazione mineraria, compresi i sottoproletari che contribuiscono alle estrazioni minerarie illegali.

7. Come forma organizzativa, il bolsonarismo si è strutturato all’interno del modello ucraino di guerra ibrida o del terrorismo di Al Qaeda, con circoli di diversi livelli di partecipazione e direzione, ma perseguendo un obiettivo centrale, pur lasciando autonomia relativa a questi circoli. Il bolsonariso non è riuscito a costituirsi come partito formale, non solo nel senso istituzionale, ma neanche come forza politica organizzata. Questa è un’altra contraddizione con cui Valdemar de Costa Neto, presidente del PL [Partito Liberale], si sta confrontando, perché il bolsonarismo non può essere inquadrato dentro le “quattro linee” di una azione istituzionale tradizionale. Quindi c’è un messaggio principale (fiaccare il nuovo governo/mostrare forza) e lasciare che molti gruppi satellite agiscano con tattiche diverse e una certa autonomia.

8. Anche i sassi nel Palazzo dell’Alvorada sapevano che l’azione di domenica scorsa sarebbe accaduta:
a) La sequela di “nuovi fatti” che mantenevano la base bolsonarista mobilitata si è esaurita con l’insediamento del nuovo governo e di fronte allo svuotamento degli accampamenti e dei gruppi nelle reti social dopo il primo gennaio. Serviva raggruppare e mobilitare le truppe con una novità.
b) Le relazioni tra il nuovo governo e le forze armate rimane interrotta, come si può notare dall’assenza di ufficiali al cambio di comando della Marina e dall’ingerenza di José Múcio nell’esercito.
c) C’era fedeltà e complicità da parte di diverse forze di polizia a Brasilia, specialmente della Polizia Militare del Distretto Federale (PM DF), come si è visto nella sera della diplomação [l’atto istituzionale di riconoscimento dei risultati elettorali] del 12 dicembre 2022.
d) C’era fedeltà e complicità nel governo del Distretto Federale, evidente dalla nomina di Anderson Torres, ex ministro e fedele alleato di Bolsonaro, proprio per controllare la sicurezza e le forze di polizia.

9. L’azione non fu e non aveva intenzione di essere un colpo di stato, gli obiettivi erano:
a) Indebolire il nuovo governo e creare una situazione di ingovernabilità dopo solo 8 giorni di mandato.
b) Creare le condizioni per una crisi istituzionale e di legittimità.
Ad esempio, se il Governo avesse emanato un decreto di Garanzia di Legge e Ordine (GLO) e l’esercito si fosse rifiutato di eseguire l’ordine o avesse accompagnato pacificamente i terroristi, il governo ne sarebbe uscito indebolito di fronte alla società e all’estero, dimostrando l’incapacità di governare le forze armate e di mettere mano all’apparato militare.
c) Distruggere attrezzatura e materiale del Gabinetto di Sicurezza Istituzionale, dove si trovavano armi e documenti.
d) Testare la fedeltà e depurare internamente la militanza bolsonarista, chiarendo che si tratta di loro fedeli seguaci.
e) Dimostrare forza e capacità di mobilitazione, che sarebbero risultati migliori dell’esito elettorale ottenuto da Bolsonaro. Quindi, in qualsiasi condizione, rappresenterebbe un leader di estrema destra da consultare e coinvolgere nelle decisioni politiche nazionali pur non essendo al potere (come ad esempio l’estrema destra in Francia).

10.  L’elemento centrale della tattica è poter contare sulla complicità dell’esercito. Tanto che i manifestanti sono tornati tranquillamente agli accampamenti, senza disperdersi, sapendo di essere protetti.

11.  Tuttavia:
a) Il governo ha agito con rapidità, fermezza e senza esitazioni:
ha subito dato un nome ai colpevoli (Bolsonaro, Ibaneis, Anderson Torres e l’agrobusiness) ed ha preso misure dure, costituzionali e sostenute dall’opinione pubblica.
b) È stato intelligente a non ricorrere al GLO coinvolgendo ulteriormente le forze armate. L’unico aspetto di cui si è occupato l’esercito è stato proteggere lo sgombero degli accampamenti all’alba. Successivamente, subordinandosi alle direttive governative nel Distretto Federale, contribuì alla rimozione degli accampamenti a Brasilia e all’arresto di oltre 1.500 fascisti.

12.  Come risultato dei fatti, i fascisti si sono dati la zappa sui piedi.
 Di conseguenza:
a) Il nuovo governo ha incassato la solidarietà internazionale e nazionale, istituzionale e mediatica. Ora sì, è diventato un governo di unità nazionale.
b) Il bolsonarismo si è isolato come piccolo gruppo di estrema destra, deve realmente depurarsi e restringersi al 10% della popolazione. Tuttavia è un bottino che non interessa alle forze politiche istituzionali, compreso il PL
c) Il bolsonarismo dovrà vedersela con attacchi su più fronti, non solo il discorso legato all’eredità maledetta del governo, ma anche un fronte parlamentare (possibile una Commissione Parlamentare di Inchiesta), e un fronte giuridico (nelle prefetture e nei tribunali statali e federali). Non avrà la forza per affrontarli tutti insieme senza gli apparati dello stato (connivenza di [Augusto] Aras). Al massimo, solo i militari potranno scamparla. E l’ineleggibilità e l’incarcerazione di Bolsonaro non sono più solo slogan.
d) Con l’arresto dei “pesci piccoli”, abbandonati, dovranno iniziare ad uscire i nomi dei veri mandanti e finanziatori.
e) La complicità delle forze militari – e i loro servizi di intelligence – è risultata evidente e riduce le possibilità di negoziazione e l’autorità morale dei militari di fronte alla società e nel nuovo governo.
f) È possibile che ora, di fronte all’idiozia bolsonarista, la borghesia, la destra classica, tenti di costruire altri leader, più intelligenti e utili.

13.   Ora bisogna approfittare di questa vittoria politica con la società, per concludere ciò che non abbiamo portato a termine nelle urne: sconfiggere storicamente l’estrema destra come forza politica!

14.  Bisogna mobilitare i movimenti in manifestazioni di massa:
- Poche bandiere e chiare (carcere per i terroristi; Commissione Parlamentare di Inchiesta; ecc.).
- Sostenere le azioni di governo con mobilitazioni.
- Non è stato un Colpo di Stato, ma dobbiamo denunciarlo come tale.
- Denunciare i finanziatori, come gli affaristi, i circoli di tiro, e, soprattutto, la piccola borghesia dell’agribusiness, in particolare del centro-ovest del paese.
- Fare attenzione ai trucchi sui social media e agli atti disperati che la feccia fascista può ancora provocare.


*Traduzione di Aimone Spinola

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