Corno d’Africa e immigrazione: cosa cambia con la fine dell'era dei TPLF

Corno d’Africa e immigrazione: cosa cambia con la fine dell'era dei TPLF

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di Daniel Wedi Korbaria*

 

Pochi giorni fa a margine del vertice sul clima delle Nazioni Unite “COP27”, che si è tenuto in Egitto a Sharm El-Sheikh e a cui hanno partecipato circa 120 capi di stato e di governo, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un incontro bilaterale con il Primo Ministro della Repubblica Federale Democratica d’Etiopia, Abiy Ahmed.

Oltre alla volontà da ambo le parti di “rinsaldare gli storici rapporti bilaterali e rafforzare i legami economici” l’Italia e l’Etiopia per diversi anni erano state legate da un destino comune: l’immigrazione dal Corno d’Africa.

Proprio nel momento in cui la Meloni è impegnata sul fronte delle Ong (battenti bandiera europea) che pressano per chiedere all’Italia il porto sicuro dove poter sbarcare i migranti[1], in Etiopia c’è stato un evento storico che potrebbe, in qualche modo “favorire” le politiche del Governo Italiano sull’argomento, ossia la capitolazione del Fronte di Liberazione del Popolo Tigrino (TPLF). Lo stesso che, sin dal 2004, ha costruito quattro campi di accoglienza per eritrei gestendone il loro flusso verso il Mediterraneo centrale accompagnandoli fino in Sudan. Infatti, la maggior parte delle vittime di Lampedusa del 3 ottobre 2013 erano partite proprio dai quei campi d’accoglienza del Tigray. In pratica, i Tplf avevano usato i rifugiati eritrei come pallottole per rovesciare l’arcinemico Governo di Asmara.

 

 

Dopo 27 anni al governo di Addis Abeba i Tplf sono stati spodestati da Abiy Ahmed nel 2018 e, proprio per riprendersi il potere, il 3 novembre 2020 hanno scatenato la guerra al Governo Federale d’Etiopia provocando centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati tra i tigrini. Dopo una tregua durata cinque mesi, di nuovo, ad agosto, dopo aver rubato 500 milioni di metri cubi di benzina depositati nei magazzini del WFP[2], che servivano all’Organizzazione per “consegnare cibo salvavita” alla popolazione civile tigrina, i miliziani Tplf hanno attaccato per la terza volta l’esercito etiope arrivando a conquistare città come Kobo e Alamata nella regione Amhara.

Dopo feroci battaglie l’Esercito Federale è riuscito a respingerli nel Tigray e dopo aver frantumato la trincea di Scire, considerato avamposto principale della difesa tigrina con i suoi 20 chilometri di trincea, in poco tempo, è riuscito a liberare città come Shire[3], Axum e Adua. La disfatta militare dei Tplf, soprattutto dopo la conquista di Scire, ha provocato angoscia e delusione nel loro alleato numero uno: gli Stati Uniti d’America che per 29 anni li aveva sponsorizzati, finanziati ed incoraggiati. Difatti, pur di salvarli non hanno smesso mai di esercitare pressioni[4] sul Governo di Abiy comminandogli anche diverse sanzioni.



Ma nonostante le loro interferenze, il Primo Ministro etiope non si è fatto intimidire e alla richiesta americana di fermare l’avanzata ha risposto con una dichiarazione affermando di voler prendere possesso di tutti gli aeroporti del Tigray: “Queste misure sono rese necessarie non solo dai ripetuti attacchi del Tplf, ma anche dalla sua attiva collusione con potenze straniere ostili"[5].

Il sospetto del Governo era che, assieme agli aiuti umanitari per la popolazione civile, siano stati forniti ai miliziani armi, telefoni satellitari e tanti dollari.

 

Nella giornata del 2 novembre, a Pretoria, in un’iniziativa promossa dall’Unione Africana e presieduta dall'ex Presidente nigeriano Olusegun Obasanjo e Uhuru Kenyatta, ex Presidente del Kenya, quasi a sorpresa, si è riusciti a raggiungere l’accordo di pace tra il Governo Federale della Repubblica d’Etiopia e i Tplf prevedendo il totale disarmo dei miliziani Tplf.

Un successo insperato della trattativa “African solution to african problems”, soluzioni africane a problemi africani, un precedente che fa ben sperare in chiave panafricanista: gli africani sono capaci di risolversi i loro problemi da soli!

Con questo accordo di pace si chiude l’era dei Tplf nel Corno d’Africa, la sua politica del dividi et impera, l’odio tra le etnie, la corruzione diffusa, la legalizzazione del furto e la militarizzazione di tutta la regione. La loro disfatta segna la fine di quell’esodo di giovani dal Corno d’Africa che farà mancare i numeri di “rifugiati” ad ogni sbarco in Italia, a meno che gli Stati Uniti non decidano di fare un dispetto al “disobbediente” Abiy riconoscendo all’etnia tigrina lo status da rifugiato. Ciò sarà possibile, come è stato ampiamente descritto nel mio libro “Inferno Immigrazione”, grazie alla complicità di UNHCR (Istituzione che annovera tra i suoi maggiori finanziatori proprio gli USA e che è abituata a prendere i suoi ordini). Questa volta diranno: “Scappano da Abiy!”

 

Purtroppo nel decennio passato l’UNHCR si è sovente prestata a questo gioco creando i “falsi rifugiati” e il loro re insediamento in paesi terzi. Per esempio, è nata la Diaspora tigrina, entrata in USA, Canada, Australia ed Europa con voli umanitari e documenti di falsi rifugiati eritrei. È quella stessa Diaspora che oggi vediamo fare numerose manifestazioni contro la pace nel loro Paese, perché non accettano l’idea di aver perso la guerra. A Seattle una cinquantina di questi ha bloccato l’arteria principale mandando in tilt tutto il traffico cittadino e bloccando persino un’autoambulanza che trasportava un ferito in condizioni gravissime[6].

Eppure, dovrebbe essere proprio la martoriata popolazione del Tigray a meritare di vivere in pace, a curarsi le sue ferite, a commemorare i propri morti e ad essere protagonista della ricostruzione e di un futuro di pace e prosperità.

*Daniel Wedi Korbaria scrittore eritreo e panafricanista, ha pubblicato diversi articoli in italiano poi tradotti in diverse lingue. Ad aprile 2018 ha pubblicato il suo primo romanzo “Mother Eritrea” e ad ottobre 2022 il libro inchiesta “Inferno Immigrazione”.

 

PER APPROFONDIRE LEGGI:

"INFERNO IMMIGRAZIONE" DI DANIEL WEDI KORBARIA

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NOTE

[1] Italy: Authorities must urgently allow rescued people to disembark in Catania https://www.amnesty.org/en/latest/news/2022/11/italy-authorities-must-urgently-allow-rescued/

UNHCR and IOM appeal for urgent disembarkation of all stranded refugees and migrants in central Mediterraneanhttps://www.unhcr.org/news/press/2022/11/636923f14/unhcr-iom-appeal-urgent-disembarkation-stranded-refugees-migrants-central.html

[2] Statement by Executive Director of WFP on seizure of humanitarian fuel supplies in Tigray - 25 August 2022https://www.wfp.org/news/statement-executive-director-wfp-seizure-humanitarian-fuel-supplies-tigray

“…Senza di essa (benzina n.d.a.), è impossibile per il WFP distribuire cibo, fertilizzanti, medicinali e altre forniture di emergenza in tutto il Tigray. Ci impedisce inoltre di alimentare generatori e veicoli, in modo che il WFP e i partner umanitari possano soddisfare i bisogni delle popolazioni vulnerabili del Tigray, dove si stima che circa 5,2 milioni di persone debbano affrontare una grave fame. La perdita di questo carburante spingerà le comunità del Tigray, già alle prese con gli effetti del conflitto, sull'orlo della fame.

Chiediamo alle autorità del Tigray di restituire immediatamente queste scorte di carburante alla comunità umanitaria…”

(Dichiarazione attribuibile a David Beasley, Direttore Esecutivo del Programma Alimentare Mondiale)

[3] Ethiopia civil war: Federal army seizes Shire and two other Tigray townshttps://www.bbc.com/news/world-africa-63300722

[4] Intensifying Military Operations in Northern Ethiopia

PRESS STATEMENTANTONY J. BLINKEN, SECRETARY OF STATE (OCTOBER 14, 2022) https://www.state.gov/intensifying-military-operations-in-northern-ethiopia/

News: US calls on Eritrea, Ethiopia to halt Tigray “joint military offensive”; UN humanitarian chief confirms shelling in Shire injures two aid workershttps://addisstandard.com/news-us-calls-on-eritrea-ethiopia-to-halt-tigray-joint-military-offensive-un-humanitarian-chief-confirms-shelling-in-shire-injures-two-aid-workers/

[5] Ethiopian Gov’t Assumes Immediate Control of All Airports, Federal Facilities in Tigrayhttps://www.ena.et/en/?p=39254

[6]Tigrayan protesters shutdown I5 in downtown Seattle days after peace deal b/n Gov of Ethiopia & TPLFhttps://www.youtube.com/watch?v=uZd3IM7WtB4

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