Dall'uno vale uno all'uno vale zero?

5509
Dall'uno vale uno all'uno vale zero?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Giulio Di Donato

"Non posso aderire ad un semplice programma politico e neanche ad un manifesto morale, che non 'comandi un'azione visibile' che non assomigli ad 'un grido dell'anima', scritto da uomini per altri uomini... urgente, drammatico, popolare... dove per popolare si intenda gli altri, andare verso gli altri, 'come vero e proprio atto d'amore'... intendendo per popolo non un mito, ma tutti gli uomini che hanno bisogno di migliorare e di migliorarsi." (Cesare Zavattini, lettera a M. Alicata)


Come è stata possibile la parabola di Luigi Di Maio e dei tanti come lui? 

Per rispondere a questa domanda bisogna tornare alle vicende iniziali del M5S e riflettere criticamente sui processi di formazione e selezione della classe dirigente grillina. 

Vista dall’esterno e col senno di poi, ci troviamo alle prese con una sorta di selezione naturale in cui hanno prevalso le persone dotate di maggiore carisma e abilità comunicativa, dove l’elemento della fiducia personale, pure importante, contava di più e a prescindere dall’elemento politico. Mentre c’era chi, come ad esempio Alessandro Di Battista, era animato da uno slancio politico-ideale forte e sincero e ha fatto un suo personale percorso (nei non luoghi della politica attuale non c’è spazio per esperienze in comune di acquisizione di saperi e conoscenze) in vista di una sempre maggiore consapevolezza politica, c’era chi, come Di Maio, partiva solo da un generico e impolitico rancore anti-casta e da un desiderio feroce di riscatto individuale, quindi era potenzialmente pronto a servire i più diversi interessi se questi combaciavano con le proprie ansie di collocamento e ricollocamento nei palazzi del potere.

Luigi Di Maio ha incarnato, si può allora dire, la versione trash del realismo politico e del rampantismo tardo-democristiano: alla base del suo attivismo nessun senso di giustizia sociale e di legalità democratica, ma un mix di invidia sociale, bramosia di potere fine a se stessa e familismo/amichettismo amorale. In molti della galassia grillina oltre la battaglia sacrosanta per un ricambio a livello di classi dirigenti c’era poco altro: non una particolare visione del mondo, ma nemmeno una grande idea, che non fosse la rottamazione del vecchio, per cui valeva la pena di battersi. 

Insomma, fare seriamente i conti le miserie umane e politiche di Di Maio et similia significa rivedere criticamente alcuni assunti iniziali, che poi si sono rovesciati nel loro esatto contrario: la retorica dell’orizzontalità si è tradotta in dinamiche di cooptazione spesso assai opache, il culto della solitudine dei puri si è tramutato nell’ossessione per le mediazioni e i compromessi, l’opposizione barricadera in governismo subalterno, il dubitare di tutto in ingoiare tutto, l’ostilità al mainstream nell’adesione alle parole d’ordine del progressismo delle élite, eccetera eccetera. Dall’uno vale uno si è così passati all’uno vale zero (vedi Di Maio) e all’uno al di sopra dei molti lasciati in uno stato di passività e impotenza (vedi Grillo e Conte). 

A questo tipo di esiti, all’insegna della peggiore autoreferenzialità e dei peggiori opportunismi, bisogna rispondere investendo su una idea di dialettica positiva tra orizzontalità e verticalità, tra istanze partecipative dal basso e ruolo imprescindibile di guida, di indirizzo e di formazione/selezione dall‘alto. Perché la volontà politica è sempre il frutto di un processo di maturazione e di connessione, anche sentimentale, tra alto e basso.

Chi ricopre ruoli di leadership è chiamato quindi a formare e valorizzare le migliori sensibilità, giudicando il singolo attivista più dal punto di vista della passione e dell‘intelligenza politica, che dal punto di vista della sue qualità individuali. Perché delude e tradisce più facilmente chi non crede a nulla che non sia il proprio particulare, ovvero chi non sente dentro di sé, per tornare alla citazione iniziale di Zavattini, quel “grido dell’anima” urgente, drammatico, nazionale-popolare “scritto dagli uomini per altri uomini”, nel nome del senso dell’autonomia della politica e del senso della giustizia sociale.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia di Alessandro Bartoloni La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia

La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia

I doppi standard di Giorgia Meloni di Fabrizio Verde I doppi standard di Giorgia Meloni

I doppi standard di Giorgia Meloni

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra di Michelangelo Severgnini Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA   Una finestra aperta Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA

Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”? di Francesco Santoianni Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Social-network: la semi-ottica dell'urlatore di Geraldina Colotti Social-network: la semi-ottica dell'urlatore

Social-network: la semi-ottica dell'urlatore

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

L'UE e la sinistra di Antonio Di Siena L'UE e la sinistra

L'UE e la sinistra

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti