Il monito della Cina al Giappone "sui discorsi sul nucleare"
Il ministero degli Esteri cinese ha lanciato un severo monito al Giappone, dopo che un alto consigliere anonimo del primo ministro avrebbe suggerito di valutare l'acquisizione di armi nucleari. Pechino ha esortato Tokyo a "non cercare di sfidare l'ordine internazionale del dopoguerra e a smettere di sprofondare ulteriormente nella strada sbagliata".
Secondo quanto riportato da media locali giapponesi alla fine della scorsa settimana, il consigliere avrebbe sostenuto che la dipendenza di lunga data di Tokyo dall'arsenale nucleare statunitense potrebbe non essere più del tutto affidabile, suggerendo una rivalutazione delle politiche non nucleari del dopoguerra.
In una dichiarazione, il portavoce cinese ha definito le dichiarazioni un esempio di "come le forze di destra giapponesi stiano cercando di ‘rimilitarizzare’ e ‘riarmare’ il Giappone". Ha aggiunto che se tali forze fossero libere di sviluppare armi offensive o possedere armi nucleari, ciò "porterebbe nuovamente al disastro nel mondo".
L'avvertimento di Pechino fa eco alle preoccupazioni sollevate da altri paesi vicini. La Corea del Nord ha affermato che consentire al Giappone di acquisire armi nucleari comporterebbe "un grande disastro", mentre la Russia ha suggerito che un allontanamento dalla posizione antinucleare di Tokyo avrebbe un impatto negativo sulla sicurezza regionale.
Le dichiarazioni hanno suscitato critiche anche all'interno del Giappone. Il segretario capo del gabinetto, Minoru Kihara, ha ribadito l'impegno del paese a mantenere il proprio status di nazione non nucleare, affermando che non vi sono stati cambiamenti di politica e che Tokyo continuerà a perseguire "un mondo senza armi nucleari". Critiche sono giunte sia dal partito di governo che dall'opposizione, oltre che dall'organizzazione dei sopravvissuti alla bomba atomica, Nihon Hidankyo.

1.gif)
