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Dichiarazione finale delle donne nel congresso delle aree protette del Latinoamerica e dei Caraibi

 

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Dal 14 al 17 ottobre del 2019 nella città di Lima (Perù), si è realizzato il 3º congresso regionale sulla preservazione delle aree protette. Un centinaio di donne latinoamericane e dei Caraibi, che lavorano quotidianamente per la conservazione delle aree protette del continente, hanno proposto un’ agenda che raccoglie i progressi fatti dal 2015 e riunisce le proposte di una serie di azioni programmatiche con il proposito di raggiungere l’uguaglianza di genere nella conservazione”.


Le relazioni di genere interagiscono con la biodiversità, in quanto l’accesso, l’uso, la gestione e il controllo delle risorse naturali è differente tra uomini e donne.


Nel giorno conclusivo del congresso, è intervenuta anche la Ministra dell’Ambiente del Perù Lucía Ruíz che ha evidenziato alcuni elementi positivi dei lavori congressuali e i progressi raggiunti dalle organizzazioni di donne latinoamericane in materia di difesa delle aree protette. “Da un pugno di donne si è giunti alla costituzione di una realtà più articolata che lavora per la conservazione delle aree protette del continente. In questi giorni oltre 160 donne di 16 paesi d’America Latina e dei Caraibi, si sono riunite per giungere ad una dichiarazione finale ed un’agenda di compromessi. Questa realtà, oggi conta con la presenza di attiviste, líder indigene e comunitarie, guardiaparchi, gestrici di aree protette, ricercatrici e funzionarie pubbliche. Queste donne rappresentano una realtà variegata composta da migliaia di donne che lottano ogni giorno per la conservazione delle aree protette e per la costruzione di una maggiore ugualità di genere nella gestione delle suddette aeree”.


Nella dichiarazione finale si evidenziano quattro cause vertenti:


1) UN CAMBIAMENTO NELL’APPROCCIO: Costruire un nuovo approccio olistico alla conservazione, riconoscendo la necessità di una nuova narrativa e pratica che identifichi chiaramente i volti delle persone; che incorpori elementi come l’empatia, l’affettività e la cura; che riconosca il valore del lavoro quotidiano nelle iniziative di conservazione e bottom-up; e che collega ciascuna delle persone con gli altri, con la terra e con se stessi. Un approccio che consideri le basi storiche in grado di contestualizzare meglio e che incorporI una prospettiva di genere trasformativa e intersezionale come parte dell'approccio germinale di qualsiasi progetto o strategia di conservazione, la voce e l'esperienza delle donne fanno parte della loro essenza teorica e materiale.


2) DIRITTI SICURI. Contribuire all'effettiva attuazione dei diritti riconosciuti delle ragazze e delle donne, trasformandoli in azioni e politiche efficaci nei territori. Garantire il riconoscimento dei sistemi di governance delle popolazioni indigene e delle comunità locali e rafforzare le loro organizzazioni, garantendo il loro diritto a vivere in armonia con la natura e i loro diritti collettivi e individuali, in particolare il diritto all'acqua, al cibo, alla proprietà fondiaria e sicurezza, prestando particolare attenzione a donne, giovani e bambini.


3) RAFFORZARE L'INCLUSIONE. Promuovere la reale ed effettiva attuazione del discorso d’ inclusione nelle pratiche e nelle politiche pubbliche in materia di equità di genere. Iniziando a cambiare la lingua in tutti i documenti istituzionali o organizzativi, sostituendo il termine "uomo" (singolare e maschile) con quello di "umanità, esseri umani, persone” ed altri per riferirsi al gruppo umano. Nell'ambito del processo decisionale, le politiche pubbliche e la pianificazione della conservazione, alleviano e promuovono, a loro volta, la presenza delle donne in posizioni di comando e le supportano permanentemente.


4) RICONOSCERE IL CONTRIBUTO. Nel settore della generazione e gestione della conoscenza, e basato sul riconoscimento della conoscenza come bene comune e sull'importanza del dialogo sulla conoscenza, riconoscendo e diffondendo il contributo delle donne alla generazione e gestione della conoscenza (dai loro diversi campi) , ridurre le lacune di accesso delle donne all'istruzione, convalidare e promuovere spazi di istruzione non formale e nella scienza aperta, generando spazi innovativi per la partecipazione e la formazione delle donne in materia di conservazione.


 

Davide Matrone


Si ringrazia per la collaborazione e le foto Nicoletta Marinelli


Info: nicoletta.marinelli@gmail.com


Comunicazione Red Mujeres en conservación


 

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