Esplosione al porto di Beirut. Le conclusioni di un'indagine CIA

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Esplosione al porto di Beirut. Le conclusioni di un'indagine CIA

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Per la devastante esplosione al porto di Beirut avvenuta lo scorso 4 agosto, che provocò la morte di circa 200 persone e il ferimento di almeno 7000, si puntò subito il dito contro il partito libanese Hezbollah. Ci furono proteste popolari, in quanto, l'esplosione avvenne in un contesto politico ed economico già difficile che portò alle dimissione il governo.
 
Questa esplosione è stata l'occasione per Francia USA e Turchia per far riemerge i loro appetiti coloniali ed escludere Hezbollah dalla scena politica libanese, cosa al quanto difficile, visto il consenso popolare del partito guidato da Sayed Nasrallah e della sua coalizione di cui fa parte anche il Presidente della Repubblica libanese, Aoun.
 
Già sarebbe deprecabile che un'intelligence straniera faccia indagini su un paese sovrano, ma l'indagini che la CIA ha fatto riguardo l'esplosione non ha portato a nessuna conclusione riguardo ai responsabili.
A tal proposito, l'agenzia Reuters ha citato la dichiarazione dell'Ufficio federale degli Stati Uniti in merito al suo rapporto sull'esplosione del porto di Beirut,dove si legge quanto segue: "Il comitato investigativo americano non è giunto a una conclusione definitiva riguardo alla causa dell'esplosione nel porto di Beirut. Nella dichiarazione si aggiunge che "ulteriori domande dovrebbero essere rivolte alle autorità libanesi in quanto principale investigatore di questa esplosione".
 
La CIA se ne lava le mani, o meglio, forse è fallito il tentativo di destabilizzare il Libano approfittando, o non meravigliatevi, mettendo in pratica questa esplosione.
 
La situazione in Libano non è ulteriormente degenerata grazie al senso di responsabilità che Hezbollah e altri partiti della coalizione alleata hanno dimostrato non rispondendo a nessuna provocazione che sarebbe stata usata dall'occidente e dal vicino Israele per scatenare un'altra guerra devastante.
 
 

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