Il blocco di Kaliningrad e le possibili risposte della Russia

Il blocco di Kaliningrad e le possibili risposte della Russia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

A seguito delle sanzioni dell'Unione Europea contro la Russia, la Lituania ha deciso di bloccare parzialmente il transito di materiali e merci dirette a Kaliningrad. La decisione lituana ha provocato le proteste di Mosca e sta alimentando le tensioni tra la Russia e la NATO in una fase già molto delicata vista la situazione in Ucraina.

Oltre a definire tale decisione una violazione del diritto internazionale, la Russia lamenta che i carichi bloccati costituiscono fino al 50 per cento delle importazioni effettuate da Kaliningrad. Un territorio russo che confina con Polonia e Lituania, due paesi della NATO. Parliamo innanzitutto di prodotti siderurgici e poi di beni come caviale, alcool, fertilizzanti, legnami, vetro e prodotti in legno. Dal 10 agosto saranno bloccati anche petrolio e prodotti petroliferi. 

L’importanza geopolitica di Kaliningrad

Fino alla fine della seconda guerra mondiale (1939-1945), Kaliningrad era territorio tedesco e si chiamava Könisberg. Dopo l’annessione all'Unione Sovietica in base agli accordi di pace di Potsdam, ha acquisito il nome di Kaliningrad in onore del rivoluzionario Mikhail Kalinin.

Con una superficie di 15.100 km², Kaliningrad ha una popolazione di 482.443 abitanti al 2019. Questa città portuale si trova alla foce del fiume Pregel, che sfocia nel lago Vistola, che a sua volta comunica con il Mar Baltico attraverso il Stretto di Baltijsk.

Questa rotta consente l'uscita marittima ai porti di Baltiysk e Kaliningrad in Russia, nonché ai porti polacchi di Elbl?g, Braniewo, Tolkmicko, Frombork, Sztutowo, Krynica Morska e Nowa Pas??ka.

Grazie alla sua posizione strategica, Kaliningrad era una delle principali basi navali dell'Unione Sovietica nel Mar Baltico, insieme a Riga e all'isola di Kronstadt. Dopo l'indipendenza della Lituania nel 1991, Kaliningrad passò sotto la sovranità russa ma fu geograficamente separata dal resto della Russia.

Da quando è partita l’operazione militare in Ucraina il 24 febbraio, l'importanza geopolitica di Kaliningrad è diventata molto più evidente poiché consentirebbe alla Russia di proteggere le sue difese contro qualsiasi atto ostile proveniente dai paesi della NATO.

Il blocco viola gli accordi

Secondo il governatore della regione di Kaliningrad Anton Alikhanov, le azioni intraprese dall’autorità di Vilnius potrebbero portare allo strangolamento economico della regione. 

Nel 2021, il 50% delle merci ha raggiunto la regione via treno, il 40% via mare e il 10% su gomma e in aereo. Il quinto pacchetto di sanzioni europee, introdotto contro la Russia nell'aprile 2022, ha interessato il trasporto merci, ma Kaliningrad non era stata interessata. 

Presumibilmente perché ci sono accordi firmati all'inizio degli anni 2000, secondo i quali la Lituania si impegnava a non interferire con le forniture all'exclave russa per poter entrare nell'Unione Europea.

Il vicepresidente della Camera Alta del parlamento di Mosca, Konstantin Kosachev, ha affermato che la Lituania ha violato gli atti legali internazionali quando ha vietato il transito delle merci. 

Oltre agli accordi tra la Russia e l'UE, ha menzionato l'accordo commerciale e tariffario dell'OMC e le convenzioni sui trasporti internazionali. Il politico non ha escluso che in futuro l'Occidente possa violare anche la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, grazie alla quale le navi giungono nella regione di Kaliningrad attraverso acque neutrali. È probabile che gli oppositori della Russia faranno lo stesso con lo spazio aereo, aggiunge il senatore e diplomatico russo.

Andrei Klimov, esponente del Consiglio della Federazione, ha definito il blocco un'aggressione diretta e ha suggerito di ricorrere all'autodifesa. Il suo collega Andrei Klishas ritiene le restrizioni lituane una violazione della sovranità russa e considera possibile una risposta "molto dura". "Lasciate che guardino all'Ucraina e pensino a quali altri metodi possono essere dalla nostra parte", ha affermato il senatore Sergei Tsekov.

Il ministero degli Esteri russo ha chiesto alle autorità lituane di revocare immediatamente tutte le restrizioni che Mosca considera "apertamente ostili". In caso contrario, la Russia si riserva il diritto di rispondere. 

Come risponderà la Russia?

La Russia ha un ventaglio di possibili mosse per rispondere all’atto ostile delle autorità di Vilnius. 

Innanzitutto potrebbe revocare il riconoscimento dell’indipendenza lituana. Una vecchia idea che di tanto in tanto riaffiora in quel di Mosca. Si ritiene che il Consiglio di Stato di Gorbaciov non avesse il diritto nel 1991 di revisionare i confini dell’Unione Sovietica. A tal proposito il deputato della Duma Yevgeny Fedorov ha recentemente presentato un disegno di legge. 

Il deputato evidenziava che la Lituania non ha tenuto un referendum sull'indipendenza né ha stabilito un periodo di transizione, mentre ci fu un referendum dove la popolazione a stragrande maggioranza votava a favore del mantenimento dell'Unione Sovietica con tutti i suoi territori.

La Russia potrebbe anche decidere di uscire dagli accordi con la UE sulla Lituania. Come ricorda Dmitry Rogozin, che nel 2002-2003 condusse i negoziati in merito tra Mosca e Bruxelles, la Russia riconobbe i confini della Repubblica di Lituania in cambio di garanzie di transito ininterrotto di cittadini russi e merci russe da e verso Kaliningrad. Grazie a questo riconoscimento, la Lituania ha potuto entrare a far parte dell'UE e della NATO. 

C’è poi un’altra possibile risposta, forte, gravida di conseguenze che potrebbero sfociare in uno scontro aperto con la NATO. Parliamo della realizzazione del cosiddetto ‘corridoio Suwalki’. Introducendo un blocco virtuale dei trasporti nella regione di Kaliningrad, Vilnius "ha eliminato la sedia" su cui è stata seduta per tutti questi anni come Stato membro dell'UE, ha affermato Andrey Klimov. Il comportamento inaccettabile della Lituania, che ha limitato il transito nella regione di Kaliningrad, avverte, mette a rischio la NATO. “L'Unione Europea, se non correggerà immediatamente l'impudente uscita di Vilnius”, ritiene il parlamentare russo della Duma, “rinnegherà essa stessa per noi la legittimità di tutti i documenti sull'adesione della Lituania all'UE e questo scioglierà le nostre mani per risolvere il problema di transito a Kaliningrad creato dalla Lituania con qualsiasi mezzo noi dovessimo scegliere”. 

La creazione del ‘corridoio Suwalki’, un passaggio terrestre tra Lituania e Polonia della lunghezza di circa 100 km, che potrebbe collegare il territorio della Bielorussia con la regione russa di Kaliningrad, ha però un’implicazione: significherebbe scontro con la NATO. 

Infine, la Lituania potrebbe essere scollegata dal sistema energetico. Questa sarebbe l’opzione economica più dolorosa che Mosca potrebbe scegliere come risposta a l’atto ostile di Vilnius. La Lituania è attualmente collegata all’anello energetico BRELL che unisce Bielorussia, Russia, Estonia, Lettonia e Lituania. I baltici dichiarano da tempo il loro desiderio di abbandonare questo sistema, fondendosi completamente nei sistemi energetici dell'UE. Tuttavia, la transizione energetica verso l'Europa - prevista per il 2025 - deve superare ancora notevoli difficoltà, quindi i paesi baltici sono tutt’ora fortemente dipendenti dall'elettricità russa. Scollegare la Lituania da BRELL prima del previsto creerà problemi molto seri per l’economia di Vilnius e la vita della popolazione.

Dopo l’Ucraina anche la Lituania è pronta ad immolarsi per servire gli interessi euro-atlantici?

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

Potrebbe anche interessarti

Genova, manifestazione contro le politiche belliciste della NATO di Leonardo Sinigaglia Genova, manifestazione contro le politiche belliciste della NATO

Genova, manifestazione contro le politiche belliciste della NATO

3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA" LAD EDIZIONI 3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA"

3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA"

Gaza. L'America Latina progressista si stringe intorno a Lula di Geraldina Colotti Gaza. L'America Latina progressista si stringe intorno a Lula

Gaza. L'America Latina progressista si stringe intorno a Lula

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi di Giovanna Nigi "11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

Brecht e il Festival di Sanremo di Francesco Erspamer  Brecht e il Festival di Sanremo

Brecht e il Festival di Sanremo

Saras in mani stranieri e non è una notizia? di Paolo Desogus Saras in mani stranieri e non è una notizia?

Saras in mani stranieri e non è una notizia?

Unrwa, una vergogna (storica) per l'Italia di Giorgio Cremaschi Unrwa, una vergogna (storica) per l'Italia

Unrwa, una vergogna (storica) per l'Italia

La bufala dell'"accordo" sul fentanyl e le nuove guerre dell'oppio di Francesco Santoianni La bufala dell'"accordo" sul fentanyl e le nuove guerre dell'oppio

La bufala dell'"accordo" sul fentanyl e le nuove guerre dell'oppio

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri di Savino Balzano L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

La mozione PD e il macabro teatrino di colonia Italia di Alberto Fazolo La mozione PD e il macabro teatrino di colonia Italia

La mozione PD e il macabro teatrino di colonia Italia

Una democrazia dell'apparenza (la violenza delle istituzioni) di Giuseppe Giannini Una democrazia dell'apparenza (la violenza delle istituzioni)

Una democrazia dell'apparenza (la violenza delle istituzioni)

Autonomia differenziata e falsa sinistra di Antonio Di Siena Autonomia differenziata e falsa sinistra

Autonomia differenziata e falsa sinistra

L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE di Gilberto Trombetta L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE

L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE

SHUGALEY NO, IL TESTIMONE SÌ di Michelangelo Severgnini SHUGALEY NO, IL TESTIMONE SÌ

SHUGALEY NO, IL TESTIMONE SÌ

Stellantis. Cosa cambia dopo l'accordo con la cinese Leapmotor di Pasquale Cicalese Stellantis. Cosa cambia dopo l'accordo con la cinese Leapmotor

Stellantis. Cosa cambia dopo l'accordo con la cinese Leapmotor

A Monaco si è deciso la rottura della NATO che conoscevamo di Giuseppe Masala A Monaco si è deciso la rottura della NATO che conoscevamo

A Monaco si è deciso la rottura della NATO che conoscevamo

Lenin fuori dalla retorica di Paolo Pioppi Lenin fuori dalla retorica

Lenin fuori dalla retorica

OCSE, in Italia salari bassi e troppe ore lavorative di Michele Blanco OCSE, in Italia salari bassi e troppe ore lavorative

OCSE, in Italia salari bassi e troppe ore lavorative

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti