/ Il cortocircuito dell'antifascismo di maniera

Il cortocircuito dell'antifascismo di maniera

 

di Antonio Di Siena


Il ragazzo ritratto in compagnia di Michele Emiliano è Pippi Mellone, sindaco di Nardò.








In passato il giovane primo cittadino è stato vicino a Casapound ma poi, rimasto folgorato sulla via del Nazareno, è diventato de sinistra. E infatti ieri, mentre da un palco commemorava le vittime delle foibe, ha detto testualmente che “chi si rifiuta di riconoscere le dimensioni della tragedia delle foibe come fa l’ANPI di Lecce rappresenta un pericolo per la democrazia” e quindi la sede dei partigiani d’Italia “deve essere chiusa al più presto”.

Ora..capite bene cari amici del piddì (ma pure sardine e centrosinistri vari) che difronte a una robaccia del genere decade definitivamente qualunque residuo di retorica sul voto utile.


Da quello pugliese per impedire l’avanzata dei fascisti a quello in Emilia a sostegno di Bonaccini. Fino ad arrivare al prossimo (e molto vicino) futuro in cui Zingaretti e una larga coalizione nazionale col piddì saranno spacciati come l’unico argine democratico da opporre all’avanzata dei barbari nazisti padani. Difronte alle dichiarazioni di un sindaco vicino al Pd che chiede la chiusura dell’ANPI non c’è presa di distanze che regga.

C’è solo una cosa da fare: prendere atto che le cose sono totalmente diverse da come le raccontate. Che il Pd e il centrosinistra altro non sono che l’altra faccia di quella medaglia che a parole affermate di combattere. Che grazie all’antifascismo di maniera si riesce a nascondere da decenni la vera natura del potere che incarnate: reazionario e antipopolare. Il che rende il Pd e la Lega sostanzialmente la stessa cosa. Quindi se vogliamo davvero iniziare a risolvere i problemi del Paese iniziamo da quello più vicino: voi.
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