Il divorzio tra liberalismo e democrazia: il caso Barbero

4890
Il divorzio tra liberalismo e democrazia: il caso Barbero

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

A me pare che il caso Barbero, come per la verità numerosi altri fenomeni di intolleranza simili, si inserisca in quel lento divorzio tra liberalismo e democrazia iniziato a Maastricht quasi trent'anni fa e consolidatosi gradualmente sino raggiungere il punto di non ritorno con la nascita del governo Monti. Di fatto oggi ci troviamo in una condizione di presidenzialismo senza elezioni.

Draghi è stato nominato dall'alto. La sua legittimità a governare dipende dalla volontà di una rete di poteri nazionali ed extranazionali.

Naturalmente in uno stato complesso e industrialmente avanzato come l'Italia persino Draghi, il politico con più potere nelle proprie mani dai tempi di Benito Mussolini, deve in qualche modo cercare una qualche forma di consenso, seppure informalmente. 

Questo consenso mi pare che derivi essenzialmente da due fattori. Il primo riguarda il pericolo che l'Italia corre se rifiuta la volontà dei mercati e dei poteri extranazionali: gli aiuti europei del RF e della BCE hanno come contropartita l'imposizione di Draghi e la sospensione della democrazia parlamentare.

Il secondo fattore dipende dai successi politici contro un nemico di volta in volta costruito: i fascisti, i noVax... ovvero frammenti mediaticamente sovrarappresentati, su cui è facile costruire il consenso per via dell'insostenibilità dei loro argomenti. Qui Draghi gioca facile perché la vaccinazione in Italia è andata meglio che altrove e sta dando ottimi frutti (solo dei disperati possono ancora pensare che la campagna vaccinale, ora sopra l'80% dei vaccinati, possa essere il punto debole del governo).

Barbero, per il successo mediatico trasversale che ha ottenuto come divulgatore e come studioso, si mette di traverso al consenso di Draghi. È un comunista dichiarato (lo è senza mezzi termini, senza l'ipocrisia di molti ex). Ha espresso senza il timore di essere accusato di sovranismo le sue forti critiche al sistema neoliberista europeo. Si è schierato contro la retorica che unisce liberali di destra e fascisti sulle foibe. È un intellettuale di valore, capace di parlare al pubblico dei non specialisti e di trasmettere quella "gioia del sapere" che spesso manca agli studiosi, anche quelli più blasonati di lui.

Sul green pass Barbero ha poi espresso una posizione che smaschera l'ipocrisia del governo: si è detto assolutamente favorevole all'obbligo vaccinale (con buona pace dei noVax) ma contro l'estensione esasperata e ricattatoria del certificato verde. La sua è una critica ragionavole, espressa in termini legittimi, ma è proprio questo che l'apparato su cui si fonda il potere di Draghi non può tollerare.

Paolo Desogus

Paolo Desogus

Professore associato di letteratura italiana contemporanea alla Sorbonne Université, autore di Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema per Quodlibet.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa) di Paolo Desogus Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni di Giorgio Cremaschi La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti