Il filo che tiene in vita UE sta per spezzarsi. Senza piano B, sarà catastrofe per l'Italia

10070
Il filo che tiene in vita UE sta per spezzarsi. Senza piano B, sarà catastrofe per l'Italia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Paolo Desogus*
 
A margine del Consiglio europeo di oggi
 
Qualcosa il Consiglio europeo dovrà pur inventarselo. I capi di governo non possono tornare a casa a mani vuote. Significherebbe ammettere che è tutto finito. Nessuno però (a parte forse la Germania) può permettersi di riconoscere la conclusione di un progetto politico a cui i cittadini europei hanno affidato gran parte delle proprie speranze e aspettative. Soprattutto l’Italia per i sacrifici giganteschi fatti (trent’anni di avanzo primario) accettare la fine dell’UE è difficilissimo, anche perché le forze che hanno progettato la sua permanenza sono al potere e hanno messo i propri uomini nella burocrazia dello stato. La fine dell’Ue li condurrebbe immediatamente al loro capolinea politico.
 
Eppure bisognerebbe cominciare a prendere in considerazione l’impossibilità di andare avanti. L’attuale contesto dovrebbe spingere a superare la falsa opposizione tra europeisti e anti europeisti. Anche perché non è chiaro cosa propongano i primi. Nessuno dei partiti europeisti italiani ha portato a Bruxelles una sola proposta per una maggiore integrazione. Nessuno di loro - non il Pd, non i Radicali, non Italia Viva, né Azione - ha formulato uno straccio di proposta nella direzione degli Stati Uniti d’Europa, obiettivo oramai dai contorni mistici, atteso fatalisticamente come una ineluttabile conseguenza della vittoria del bene sul male, cioè su chiunque tenti di esprimere un pensiero diverso. Le ragioni sono fin troppo ovvie: qualsiasi proposta di ulteriore integrazione troverebbe il muro tedesco. È sufficiente leggere il discorso di insediamento di Angela Merkel al semestre europeo per verificarlo.
 
Il grande paradosso del dibattito Italiano è che le proposte costruttive sono arrivate solo dal lato degli altroeurpeisti, oramai dissoltisi, ma soprattutto degli euroscettici, i quali hanno chiesto un rafforzamento delle prerogative del parlamento Ue, la modifica dei trattati di Maastricht per rendere possibili le politiche keynesiane e una modifica dello statuto della Bce per eliminare il dogma ordoliberista della lotta all’inflazione. A queste richieste è stata opposta solo l’ipotesi di una maggiore disciplina di bilancio: cioè meno ossigeno ai paesi che affogano. Bella trovata, non c’è che dire.
 
Nessun avanzamento dell’Ue è all’orizzonte. E anzi, i fatti recenti hanno messo a nudo l’inconsistenza istituzionale della Commissione europea, soppiantata di fatto dal Consiglio europeo, cioè dai singoli stati. Il paradosso dei paradossi è dunque quello dei “più-europeisti” nostrani che non solo non formulano uno straccio di proposta, non solo bollano come “sovranista” qualsiasi critica, ma difendono di fatto un sistema che esalta il nazionalismo degli stati forti contro i più fragili, tra cui l’Italia, come sta accadendo in queste ore con le farneticazioni razziste olandesi sugli italiani.
 
Presto o tardi tutto questo finirà. Con la sentenza di Karlsruhe i tedeschi si sono dotati di un’arma legale da impiegare al momento opportuno per portare la Germania fuori dall’Ue (sempre che Weidmann non decida di staccare la spina già il mese prossimo adempiendo alle richieste della Corte costituzionale tedesca). Anche noi avremmo bisogno di un piano B da impiegare, se non subito, nel caso in cui lo scenario peggiori, come è del resto è facile da prevedere.
 
MES e Recovery Fund sono solo strumenti disciplinari che testimoniano l’incapacità di un vero progresso europeo nel segno della solidarietà e della grande cultura del continente. Pensare che possano essere in qualche modo risolutivi è sommamente sciocco. Anzi, con le loro umilianti condizionalità rischiano solo di accelerare la crisi.
 
Per una sorta di sonno collettivo in pochi in Italia si rendono veramente conto che la vita dell’Ue è appesa a un filo, ovvero al programma di acquisti della Bce, che come fanno notare alcuni non solo è in contrasto con la Costituzione tedesca, ma ha più in generale una copertura legale molto fragile. Smettiamo allora di raccontarci bugie o di prefigurare mondi che non esistono. Il filo che tiene in vita l’Ue potrebbe spezzarsi e a quel punto per noi, se colti impreparati, sarebbe una catastrofe.
 
*Professore alla Sorbona
 
 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La legge di Netanyahu in Italia di Giorgio Cremaschi La legge di Netanyahu in Italia

La legge di Netanyahu in Italia

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti