Il neoliberalismo è una nuova forma di fascismo

Il neoliberalismo è una nuova forma di fascismo

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di Paolo Desogus


Questa immagine credo che non abbia bisogno di commenti. Ci dice fedelmente quanto l’Italia sia stata frenata dalle mitiche riforme, cioè le liberalizzazioni e le privatizzazioni.






Permettetemi a margine due considerazioni. La prima è politica: i maggiori responsabili di questo declino sono i partiti di centrosinistra. Lo dico senza moralismo, visto che io stesso ne ho fatto parte. Anche la destra berlusconiana ha grandi responsabilità, ma le principali scelte strategiche sono state prese dal centrosinistra e non da altri. Anche il “ce lo chiede l’Europa” è una convinzione degli europeisti di centrosinistra creata ad arte per giustificare lo scempio di cui oggi siamo testimoni.


La seconda considerazione è culturale. La critica del presente si basa spesso su valutazioni di tipo economico. E questo perché queste ci sembrano più oggettive e difendibili, sebbene le convinzioni opposte dei talebani del neoliberismo europeo siano incrollabili. Eppure ci scordiamo di dire che l’adesione al neoliberalismo ha comportato una degradazione culturale gigantesca. L’Italia è sempre più un paese senza storia, senza una classe intellettuale autonoma, senza un giornalismo, senza grandi case editrici coraggiose. Nonostante qualche lodevole eccezione abbiamo una delle peggiori letterature contemporanee d’Occidente. La divaricazione tra fenomeni artistici e fatti storico-politici è gigantesca, tanto che nessuno oggi riesce vedere la cultura come qualcosa che appartiene alla vita quotidiana. Domina un’idea turistico-sacrale dei fatti artistici del passato che conducono a considerazioni idiote tipo “l’arte è il nostro petrolio”, “la bellezza salverà il mondo”. L’idea che arti e letteratura consentano ai singoli di costruire un punto di vista sul mondo all’interno delle comunità storiche nazionali e locali è del tutto scomparsa, anche con il beneplacito di presunti studiosi che occupano abusivamente le cattedre dei nostri atenei. Eppure senza l’ostinazione di Dante, Machiavelli e Manzoni l’Italia probabilmente non esisterebbe.


Prima o poi bisognerà avere il coraggio di dire che il neoliberalismo è una nuova forma di fascismo, che non ha nulla a che vedere con il fascismo storico, ma che ha una profondissima capacità di assoggettamento totalitario.
 

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