Il nuovo trattato MES visto dai tedeschi. Era già tutto stabilito 2 anni fa

Il nuovo trattato MES visto dai tedeschi. Era già tutto stabilito 2 anni fa

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di Musso 

 

Pubblichiamo, di seguito, i due articoli con la quale la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha raccontato ai propri lettori l’approvazione, all’Eurogruppo di lunedì sera, del Nuovo Trattato Mes (ESM).

 

In sintesi, vi troviamo conferma che “l'accordo oggi raggiunto era già stato stabilito nel dicembre 2018”, “il contenuto della modifica del Trattato ESM venne stabilito due anni fa.

 

Il testo del nuovo Trattato, che i ministri delle finanze dell'eurozona hanno ora approvato immutato, risale a giugno 2019”. Quindi Gualtieri mente, quando afferma di aver ottenuto modifiche di qualsivoglia valore, nel tempo ormai lungo in cui egli è stato ministro.?Da allora, il trattato è rimasto congelato “in quanto singoli Stati membri hanno ripetutamente sollevato obiezioni”, “il fatto che l'adozione sia durata così a lungo, ha a che fare anzitutto con obiezioni dell'Italia motivate da ragioni di politica interna”. Cioè dalla guerra dell’opposizione e di parte dei 5S, come sappiamo benissimo?

 

Ebbene, tali “obiezioni dell'Italia motivate da ragioni di politica interna … ora sono state rimosse”.

 

Rimosse da Gualtieri … e ciò benché egli non avesse ottenuto alcuna modifica di qualsivoglia valore.?Dipoi, la Frankfurter Allgemeine Zeitung elenca al proprio lettore le modifiche ottenute, come in un Bollettino della Vittoria: (1) “sarà abolita la possibilità precedentemente esistente ma mai utilizzata, che lo ESM ricapitalizzasse direttamente le banche”, (2) “le banche hanno accumulato capitale sufficiente, dal quale si può attingere in caso di bailin”, (3) “L'ESM guadagna un ruolo più importante in rapporto agli stati dell’eurozona altamente indebitati … All'ESM viene dato il potere di condurre i negoziati tra uno Stato euro fortemente indebitato e i creditori privati”, (4)

 

“In futuro, i creditori di titoli di Stato dovrebbero essere costretti a rinunciare più facilmente ai crediti nei confronti di uno Stato. Dal 2022 in poi, tutti i paesi dell'euro dovranno dotare i propri titoli di Stato di "clausole di azione collettiva" migliorate. Questa normativa tendenzialmente abbassa il merito creditizio dei paesi fortemente indebitati, ma allo stesso tempo favorisce la preparazione si ordinate insolvenze degli Stati; anzitutto l'Italia si è ad esse a lungo opposta”. Il Bollettino della Vittoria tedesca.?

 

E gli Italiani? Beh, si lamentano: capita che “singoli politici della coalizione di governo italiano non solo disdegnino i prestiti, ma chiedano pure l'abolizione dello ESM”. Lo approvano e si lamentano?

 

Al lettore resta in bocca il sapore del patetico Gualtieri che, lunedì sera, ha litigato per un’ora col suo vincitore tedesco, su “la punteggiatura in una nota a piè di pagina”. Il Crucco ride sguaiato in sottofondo.

 

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Mussler Werner, 30 novembre 2020 - Mussler Werner, ESM-Vertrag: Euro-Krisenfonds bekommt neue Aufgaben , FAZ, 30 novembre 2020 - Trattato ESM: Il fondo di crisi euro riceve nuove mansioni.

 

Già nel 2017 si era giunti ad una decisione fondamentale, ora il trattato ESM è vicino alla conclusione. Il processo è stato accelerato probabilmente anche attraverso la pandemia del Covid.

 

di Werner Mussler

 

La riforma, pianificata da molti anni ma da tempo controversa, del fondo di crisi dell'eurozona ESM è stata finalmente decisa. Lunedì sera, in una videoconferenza, i ministri delle finanze dell'eurozona hanno concordato un compromesso, che assegna al fondo anzitutto nuovi compiti nella risoluzione delle banche. Dal 2022 - e quindi due anni prima di quanto inizialmente previsto – lo ESM dovrebbe essere in grado di concedere prestiti al fondo di risoluzione bancaria SRF, se esso ne avesse necessità ("backstop"). Sino ad ora, l'ESM può prestare denaro solo agli stati.?Il capo dell'Eurogruppo, il ministro delle finanze irlandese Paschal Donohoe, dopo il consiglio ha dichiarato che i ministri volevano firmare il Nuovo Trattato ESM a gennaio. Dopodiché i parlamenti degli Stati membri debbono ratificare il nuovo trattato.

 

Ciò richiederà fino a un anno, ha affermato il capo dell'ESM Klaus Regling. L'accordo è un passo importante verso il completamento dell'unione bancaria, ha affermato Donohoe.

 

In sostanza, l'accordo oggi raggiunto era già stato stabilito nel dicembre 2018, ma non è mai stato definitivamente deliberato, in quanto singoli Stati membri hanno ripetutamente sollevato obiezioni.?L'idea di un "backstop" dell'ESM per la risoluzione bancaria nasce dalla crisi dell'euro. In linea di principio, l'UE ha deciso che, per un fallimento bancario, debbano rispondere, non più i contribuenti, ma le banche stesse. A tal fine, è stata istituita l'autorità di risoluzione delle crisi bancarie SRM, sotto la direzione della tedesca Elke König.

 

Lo SRM ha un fondo a sua disposizione, l'SRF, la cui funzione è finanziare una risoluzione bancaria. L'SRF è finanziato da contributi delle banche e dovrebbe, entro il 2024, raggiungere un volume di almeno 60 miliardi di euro. Attualmente ammonta a 47 miliardi di euro.?Quando lo SRF è stato istituito, si temeva che i suoi fondi non sarebbero stati sufficienti, in quanto troppe banche erano in pericolo. Ciò ha dato origine all'idea che l'ESM possa intervenire in tale materia. Con un volume di prestiti di circa 500 miliardi di euro, lo ESM, che è finanziariamente significativamente più forte (e cofinanziato con mezzi fiscali), dovrebbe, secondo la soluzione del backstop, aiutare il fondo di risoluzione con prestiti in caso di emergenza.?Controversia tra Germania e Italia?La Commissione Europea e la Banca Centrale Europea (BCE) hanno proposto il "backstop" dei fondi ESM nel 2013. Principalmente l'allora ministro delle finanze federale Wolfgang Schäuble (CDU) si oppose lungamente a questa soluzione, sostenendo che i rischi bancari dovevano prima essere ridotti. L'Eurogruppo ha quindi raggiunto un accordo di principio per la prima volta nell'ottobre 2017 e accordi simili sono stati conclusi nel dicembre 2018 e 2019 senza che il trattato ESM fosse poi effettivamente modificato.

 

Negli ultimi mesi e anni, la controversia è stata condotta pure lungo le linee di conflitto familiari alla discussione sull'unione bancaria. Mentre i paesi mediterranei, in particolare, spingevano per una rapida comunitarizzazione dei rischi bancari, i paesi "settentrionali" sotto la guida tedesca chiedevano che i rischi bancari fossero ridotti in anticipo.?Questi dibattiti sono proseguiti lunedì nella videoconferenza, che ha dovuto essere nuovamente interrotta per un'ora a causa di una controversia tra il ministro delle finanze federale Olaf Scholz (SPD) e il suo omologo italiano Roberto Gualtieri. I due politici hanno discusso la punteggiatura in una nota a piè di pagina. "Ci sono decisioni, soprattutto a livello UE, che suonano così tecniche che all'inizio è difficile riconoscere il loro impatto politico", ha detto Scholz in seguito.

 

“La riforma dello ESM rafforza l'euro e l'intero settore bancario europeo. Perché stiamo rendendo la zona euro ancora più robusta contro gli attacchi degli speculatori”. Gualtieri ha detto che la rapida protezione comune del fondo bancario è nell'interesse dell'Italia.?In origine, il "backstop" non doveva essere possibile fino all'inizio del 2024. Tuttavia, nel 2018 l'Eurogruppo ha deciso di anticiparlo, nel caso in cui i rischi bancari fossero stati sufficientemente ridotti. Secondo la valutazione di Donohoe, questo requisito è soddisfatto, poiché da allora le banche hanno ridotto in modo significativo lo stock di prestiti in sofferenza.

 

 

 

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Mussler Werner, 2 dicembre 2020 - Mussler Werner, Niemand will mehr Geld vom ESM , FAZ, 2 dicembre 2020 - Nessuno vuole più soldi dall'ESM
L'Eurogruppo ha formalmente rafforzato il fondo di crisi. Ma il vecchio ESM non è più incontrastato. Alcuni vogliono abolirlo, altri vogliono "reinventarlo".

 

Di Werner Mussler, Bruxelles


La decisione dell'Eurogruppo di lunedì sera sembra un po' datata: il fondo di crisi dell’eurozona ESM riceve maggiori competenze. Il fondo, che ha salvato diversi paesi dell'euro dal sovraindebitamento durante gli anni della crisi dell'euro, nei mesi passati nonostante l'aggravarsi della crisi del Covid non ha avuto quasi alcun ruolo. Nessun paese dell'euro sinora vuole utilizzare le linee di credito ESM decise in primavera, con le quali la spesa sanitaria per combattere la pandemia potrebbero farsi finanziare.

 


Perché c'è un'alternativa allettante: il Recovery Fund deciso in estate dalla Commissione Ue. I paesi beneficiari non devono rimborsare i soldi ricevuti da quest’ultimo fondo. La disputa ancora in corso su questo nuovo fondo e sul nuovo bilancio dell'UE non riguarda l'ESM. La riforma del Trattato ESM non ha nulla a che fare con la pandemia. Il contenuto della modifica del Trattato ESM venne stabilito due anni fa. Il testo del nuovo Trattato, che i ministri delle finanze dell'eurozona hanno ora approvato immutato, risale a giugno 2019. Il fatto che l'adozione sia durata così a lungo, ha a che fare anzitutto con obiezioni dell'Italia motivate da ragioni di politica interna, che ora sono state rimosse.

 

Lo scopo principale della riforma è attribuire al Fondo di crisi lussemburghese maggiori responsabilità nel contesto dell'unione bancaria. Il cambiamento più importante è che l'ESM dovrebbe fungere da "Common Backstop" per la risoluzione delle banche. In futuro, potrà concedere prestiti al fondo di risoluzione bancaria dello SRF, se quest’ultimo dovesse incontrare difficoltà finanziarie nella risoluzione di grandi banche. Lo SRF dovrebbe disporre di poco più di 60 miliardi di euro entro la fine del 2023 e il "backstop" dovrebbe raggiungere le stesse dimensioni. Allo stesso tempo, sarà abolita la possibilità precedentemente esistente ma mai utilizzata, che lo ESM ricapitalizzasse direttamente le banche.

 

L'Eurogruppo ha inoltre riscontrato che, negli ultimi anni, i rischi presenti nelle banche siano diminuiti in modo significativo. Il volume dei prestiti in sofferenza è diminuito e le banche hanno accumulato capitale sufficiente, dal quale si può attingere in caso di bailin. Di conseguenza, l'introduzione del backstop, originariamente prevista per l'inizio del 2024, sarà anticipata di due anni.

 


L'ESM guadagna un ruolo più importante in rapporto agli stati dell’eurozona altamente indebitati. In futuro, i creditori di titoli di Stato dovrebbero essere costretti a rinunciare più facilmente ai crediti nei confronti di uno Stato. Dal 2022 in poi, tutti i paesi dell'euro dovranno dotare i propri titoli di Stato di "clausole di azione collettiva" migliorate.

 

Questa normativa tendenzialmente abbassa il merito creditizio dei paesi fortemente indebitati, ma allo stesso tempo favorisce la preparazione si ordinate insolvenze degli Stati; anzitutto l'Italia si è ad esse a lungo opposta. All'ESM viene dato il potere di condurre i negoziati tra uno Stato euro fortemente indebitato e i creditori privati.?Oltre a ciò, il fondo riceve maggiori competenze quanto alla sorveglianza dei "paesi sotto programma". Qui, esso dovrebbe agire su un piano di parità con la Commissione europea, mentre il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca centrale europea (BCE) si ritirano.?La prossima settimana, all’Eurosummit, i capi di Stato e di governo daranno al testo del trattato la propria finale benedizione. La firma del Trattato è prevista per gennaio, dopodiché segue la ratifica nei parlamenti nazionali. Il capo dell'ESM Klaus Regling prevede la conclusione di tali ratifiche entro la fine del 2021, in modo che le innovazioni possano entrare in vigore all'inizio del 2022.?Nonostante la riforma, sul lungo termine è probabile che il fondo abbia perso il proprio ruolo preminente del tempo della crisi dell'euro. Il fatto che nessun paese voglia utilizzare le linee di credito ESM-Sanitarie ne è quanto meno un indizio.

 

Certo, Regling dichiara che la "potenza di fuoco" del fondo funziona bene solo se il volume del credito viene utilizzato il meno possibile. Tuttavia, al capo dell'ESM non può piacere che singoli politici della coalizione di governo italiano non solo disdegnino i prestiti, ma chiedano pure l'abolizione dello ESM. Soprattutto - ma non solo - a Roma cresce la resistenza al principio dell’ESM, secondo cui i prestiti sono concessi solo a condizioni.?Queste obiezioni relative al contenuto si mescolano con critiche alla struttura istituzionale dell'ESM. Finora esso si è basato su un trattato intergovernativo tra gli Stati dell'eurozona. I loro ministri delle finanze prendono le decisioni più importanti. Già tre anni orsono, la Commissione europea aveva proposto di cambiare questa situazione e trasferire lo ESM nel quadro giuridico dell'UE. Ciò suona come un aspetto tecnico, ma avrebbe come conseguenza che i paesi dell'euro in gran parte perderebbero il controllo dell'ESM. L'iniziativa dell'epoca si è spenta, perché ha sollevato questioni legali: se il fondo dovesse essere integrato nel diritto dell'UE, i trattati dell'UE dovrebbero essere modificati. Ma, con la pandemia del Covid e il Recovery Fund controllato dalla Commissione Ue, la richiesta di una riorganizzazione istituzionale dello ESM ha ricevuto nuovo alimento. Lucas Guttenberg, del Centro Jacques Delors di Berlino, si fa forte della constatazione della realtà: la pandemia ha dimostrato che l'ESM è politicamente "bruciato" e non avrebbe potuto contribuire alla soluzione della crisi. Ecco perché l'ESM deve essere "reinventato nel quadro dell'UE", scrive Guttenberg in un articolo.

 


Per il momento, questa idea sembra rimanere un pio desiderio. Il leader dell'Eurogruppo Paschal Donohoe ha affermato lunedì che non c'erano ragioni istituzionali per cui l'ESM non sia stato negli negli ultimi mesi utilizzato. "Ci sono solo abbastanza opzioni alternative", ha sottolineato l'Irlandese in riferimento al Recovery Fund. “Dobbiamo essere contenti di averli tutti. Non dobbiamo cambiare nulla da un punto di vista delle istituzioni".

 

 

Introduzione e traduzione di Musso

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