Il Venezuela risponde con forza alle manovre "bellicose" del presidente della Guyana sull'Essequibo

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Il Venezuela risponde con forza alle manovre "bellicose" del presidente della Guyana sull'Essequibo

Spalleggiata da multinazionali come Exxon Mobil e il governo degli Stati Uniti, la Guyana alza la tensione con il Venezuela sul territorio conteso dell’Essequibo. 

Con un vestiario militare, il presidente della Guyana Irfaan Ali ha affermato che il suo governo è impegnato e fermo nel rappresentare la popolazione dell'Essequibo e tutti i guyanesi nel contesto della controversia in corso sui confini con il Venezuela.

"Il Governo e l'Opposizione hanno recentemente rilasciato una dichiarazione congiunta in cui abbiamo chiarito che nessuno deve commettere un solo errore: l’Essequibo è nostro, ogni centimetro quadrato", ha dichiarato il Presidente Ali durante il suo discorso in occasione del lancio dell'annuale Expo agro-industriale della Camera di Commercio e dell'Industria dell'Essequibo.

Ma la Guyana non si è limitata a dichiarazioni belliche nei confronti del Venezuela. 

La Guyana ha autorizzato otto compagnie petrolifere straniere a trivellare nelle acque rivendicate dal Venezuela, dopo la conclusione della gara d'appalto annunciata il 19 settembre e ovviamente rifiutata da Caracas. 

Secondo quanto riportato dall'AFP, tra le società vincitrici figurano un'alleanza tra la francese Total, Qatar Energy e la malese Petronas, oltre alla nigeriana International Group Investment Inc, alle statunitensi Liberty Petroleum Corporation, Hess ed ExxonMobil, alla China National Offshore Oil Corporation (CNOOC) e alla società locale SISPRO Inc, anche se l'accordo non è ancora stato finalizzato. 

"Dobbiamo incontrare le parti che si sono aggiudicate i blocchi per negoziare la contrattazione, cioè per procedere verso la finalizzazione dell'aggiudicazione", ha dichiarato il vicepresidente del Paese, Bharrat Jagdeo, ai media locali durante una conferenza stampa.

La risposta di Maduro

La Guayana ha ricevuto una pronta risposta da Caracas: affermando che "la Guyana sta diventando una minaccia per la stabilità e il diritto internazionale nell'intera regione caraibica", il presidente Nicolás Maduro ha respinto la posizione guerrafondaia del suo omologo Irfaan Ali e la sua intenzione di cedere alle compagnie transnazionali blocchi petroliferi situati in una porzione di mare non delimitata.

Secondo le agenzie internazionali, il governo della Guyana ha dato il via libera alle trivellazioni in acque poco profonde a otto compagnie petrolifere di proprietà straniera che avevano presentato offerte. Molte di esse sarebbero situate in acque non delimitate al largo della cosiddetta Guyana Esequiba.

"Il governo della Guyana ha intrapreso la strada dell'escalation bellicosa, della provocazione e dell'illegalità. Dal Venezuela diciamo: il Venezuela non dev’essere offeso o provocato. Signor Presidente della Guyana, lei si sta mettendo contro un popolo di liberatori, di antimperialisti, di persone dignitose che sanno difendere ciò che è nostro", ha detto durante il programma Con Maduro Más, trasmesso dalla Venezolana de Televisión (VTV).

La dichiarazione del capo di Stato venezuelano, che ha indicato che le azioni di Georgetown costituiscono "un'insolenza contro la pace dell'America Latina e dei Caraibi", risponde - come abbiamo visto in precedenza - alla decisione illegale di Irfaan Ali di dare il via libera alle trivellazioni nelle acque basse del mare in disputa territoriale alle compagnie petrolifere con capitale straniero. "Dal Venezuela leviamo la nostra voce ai popoli dei Caraibi di fronte a questa escalation di guerra, di fronte a queste dichiarazioni in cui si cerca di consegnare blocchi petroliferi in un mare che non è delimitato, che è in disputa da più di 120 anni".

Inoltre Maduro ha denunciato che la Guyana sta addirittura consegnando blocchi petroliferi "in acque strettamente venezuelane, al largo della costa di Delta Amacuro" e ha sottolineato che le transnazionali che stanno partecipando alla gara d'appalto "stanno entrando nell'illegalità", affermando che il Venezuela, affermando la propria sovranità, "non riconoscerà mai questi blocchi e queste licenze".

"Diciamo alla ExxonMobil e alle transnazionali che intendono ricevere queste licenze che stanno entrando nell'illegalità e che il Venezuela non riconoscerà mai questi blocchi e queste licenze e affermeremo la nostra sovranità come abbiamo sempre fatto. Siamo una nazione di pace", le sue parole.

Maduro ha poi sottolineato che il Venezuela ha "una strategia chiara affinché lei, signor Presidente della Guyana, strumento del Comando Sud e politico al soldo della ExxonMobil, non faccia quel che vuole”, ovvero il referendum consultivo sulla difesa della Guayana Esequiba, che si terrà domenica 3 dicembre.

"Siamo calmi, equilibrati, fermi e ci prepariamo al grande referendum consultivo perché è una sfida per il popolo venezuelano e abbiamo un modo chiaro di rispondere alle provocazioni del Comando Sud, della ExxonMobil, dei politici al soldo, delle pretese bellicose della Guyana: andare a votare massicciamente per l'Essequibo".

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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