Inclusione, collaborazione, sviluppo: la Cina grande protagonista dell'Apec

1507
Inclusione, collaborazione, sviluppo: la Cina grande protagonista dell'Apec

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Fabio Massimo Parenti - Radio Cina internazionale 

 

È iniziata la 31esima edizione dell'Asia-Pacific Economic Cooperation (Apec). Il forum annuale, nato per favorire la cooperazione economica, il libero scambio e gli investimenti nell'area asiatico-pacifica, ha riunito i 21 Paesi membri della piattaforma a Lima, in Perù, dietro lo slogan: "Empower, Include, Grow".

È proprio questo, del resto, l'obiettivo dell'Apec: consentire alle economie della regione Asia-Pacifico, Cina e Stati Uniti compresi, di lavorare insieme per creare un futuro migliore. I dossier principali ruoteranno attorno a tre topic principali: il commercio e gli investimenti; l'innovazione e la digitalizzazione; la crescita sostenibile per uno sviluppo resiliente. La Cina, da attore responsabile quale è, è da sempre in prima fila per promuovere un mondo multipolare equo e ordinato, nonché una globalizzazione economica universalmente vantaggiosa e inclusiva per tutti. Le istanze cinesi, dunque, rispecchiano alla perfezione con i temi sollevati nei vari tavoli dell'Apec. Dove i partecipanti si impegnano a creare le condizioni necessarie affinché il commercio diventi più equo, trasparente, inclusivo e aperto; ad utilizzare le nuove tecnologie per promuovere la transizione verso un'economia formale e globale; e ad intensificare gli sforzi per promuovere una giusta transizione energetica, promuovendo fonti di energia pulite e rinnovabili e rafforzando il concetto di sicurezza alimentare. Tutto questo può essere riassunto nella promozione di crescita, prosperità e sviluppo comune, e cioè negli stessi obiettivi che si è da tempo prefissata di conseguire la Cina in nome di una comunità umana dal futuro condiviso. Dall'altro lato troviamo invece un paradigma opposto, dedito alla competizione economica – e non alla collaborazione – all'incatenamento del libero scambio, ai dazi che soffocano lo sviluppo, a un gioco a somma zero – e non a una cooperazione win-win L'Apec, dunque, non può che essere analizzato prendendo in esame le due tendenze del momento: quella promossa dagli Stati Uniti, fatta di barriere e muri, e quella avallata dalla Cina, che favorisce invece l'emancipazione, sia economica che digitale, di numerosi Paesi (non solo i più ricchi ma anche quelli in via di sviluppo) attraverso progetti infrastrutturali e di connettività, come la Belt and Road Initiative e la Global Development Initiative. Se il forum in questione rappresenta un invito al dialogo per trovare soluzioni alle sfide internazionali, realizzare una cooperazione reciprocamente vantaggiosa e per rafforzare gli scambi scientifici e tecnologici - così da far progredire la prosperità delle civiltà – allora la Cina ha già bruciato le tappe. Ed è ormai diventata un esempio da seguire, aiutando le nazioni del cosiddetto Global South a costruire i propri progetti di connettività e, più in generale, a svilupparsi.

Tra i tanti investimenti portati a buon fine dalla RPC in vari Paesi del Sud Globale, è doveroso, oltre che istruttivo, menzionare la cerimonia di apertura del porto Chancay, in Perù, cui hanno partecipato i presidenti dei due Paesi, Xi Jinping e Dina Boluarte. Il presidente cinese ha affermato che da Chancay a Shanghai stiamo testimoniando non solo il radicamento e la fioritura dell'iniziativa “Belt and Road” in Perù, ma anche la nascita di un nuovo passaggio terrestre e marittimo nella nuova era tra Asia e America Latina. Stiamo parlando del primo porto di acque profonde all’avanguardia, il primo intelligente e verde del Sud America.

A proposito di sviluppo, per conseguire appieno lo spirito dell'Apec è fondamentale sviluppare infrastrutture tecnologiche e logistiche per facilitare la connettività di beni, merci, flussi finanziari, persone e dati. È interessante notare come gli scambi commerciali della Cina con le altre economie dell'Apec abbiano raggiunto il livello record di 2,95 trilioni di dollari nei primi 10 mesi del 2024 (+5,7% su base annua). Da questo punto di vista, la Repubblica Popolare Cinese rimane una convinta sostenitrice e promotrice della cooperazione Asia-Pacifico, nella speranza che le economie del forum dimostrino la saggezza necessaria per mantenere un commercio e un investimento liberi e aperti, e per sostenere un sistema commerciale regionale inclusivo. La costruzione di una visione temporale a lungo termine dell'Apec dipende insomma da almeno tre fattori: vantaggi condivisi; mutua dipendenza e reciprocità tra tutte le parti; e una base comune di interessi, vantaggi e impegni per garantire i suoi valori universali condivisi. La Cina ha dimostrato di offrire un enorme contributo a queste cause. 

Fabio Massimo  Parenti

Fabio Massimo Parenti

L'autore Fabio Massimo Parenti è professore associato di studi internazionali, Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia e membro di Earth Charter International China.
Le sue ultime pubblicazioni sono: La via cinese. Sfida per un futuro condiviso, Meltemi, 2023; Chinese Way: Overcoming Challenges for a Shared Future (English Edition), 2024

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti