La base di Sigonella è coinvolta nell'uccisione di Soleimani, ne parliamo?

Comunicato stampa di Luca Cangemi, della segreteria nazionale del Partito Comunista Italiano Cangemi (PCI)

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La base di Sigonella è coinvolta nell'uccisione di Soleimani, ne parliamo?

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Un’operazione della rilevanza strategica enorme quale quella dell’uccisione del generale Soleimani, condotta con i droni, coinvolge necessariamente la base di Sigonella, che insieme alla stazione di Ramstein in Germania, ha un ruolo centrale nella gestione degli aerei senza pilota e nei nuovi sistemi di guerra automatizzati. Questo dovrebbe porre dei pressanti problemi di ordine politico ma anche Costituzionale al governo e al Parlamento. Invece c’è il silenzio. Ha dichiarato Luca Cangemi della segreteria nazionale del PCI.

Può l’Italia consentire che il suo territorio venga coinvolto in un omicidio extragiudiziale e in azioni di guerra senza che le sue istituzioni vengano consultate e probabilmente neanche informate? Di fronte ad una crisi internazionale straordinariamente pericolosa non sarebbe necessario bloccare le attività dei droni che rappresentano tra l’altro un pericolo quotidiano per il traffico civile dell’aeroporto di Catania, pericolo che in questi giorni sarà moltiplicato da attività militari intensissime? Non è il caso di aprire una riflessione sul ruolo della base di Sigonella - continuamente rafforzata (insieme alla proiezione rappresentata dal MUOS di Niscemi) - e sulla sua compatibilità con la Costituzione Italiana e con gli stessi interessi nazionali dell’Italia?

Il ricercatore Antonio Mazzeo, che da anni ci informa sul gravissimo sviluppo in dotazione e ruolo della base di Sigonella, ci ha illustrato il forte dibattito che è aperto da anni nel Parlamento tedesco sulla stazione gemella di Ramstein. In Italia invece l’afasia assoluta di rappresentati istituzionali subalterni e spesso, ignoranti. Uomini di governo e di stato che di fronte ad un gesto criminale ed irresponsabile, come quello compiuto dagli Stati Uniti a Baghdad, balbettano e annaspano. Di fronte al tremendo salto di qualità degli eventi di queste ore il silenzio deve essere rotto, ai cittadini e alle cittadine del nostro paese va data possibilità di conoscere e esprimersi su una vicenda che riguarda drammaticamente il proprio futuro, ha concluso Cangemi. 

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