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La risposta di Marco Travaglio sulla politica estera de Il Fatto Quotidiano

 


Avevamo pubblicato la lettera aperta indirizzata da Giorgio Bianchi al direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, per lamentare le posizioni in politica estera del quotidiano da lui diretto. Questa la risposta di Travaglio alla lettera di Giorgio Bianchi. Giudicate voi.


di Giorgio Bianchi
 

Marco Travaglio mi ha autorizzato a pubblicare la sua risposta privata alla mia ultima lettera aperta.
Mi ha dato il permesso ribadendo che lui è abituato a dire in privato ciò che dice in pubblico e viceversa.
Di seguito metto anche la mia replica in modo tale che si possano mettere in relazione le due mail e capire meglio il senso della conversazione.


Egregio Bianchi,


io di email ho ricevuto solo le sue tre, e siccome ho passato la settimana a lavorare solo ora trovo il tempo di risponderle. sarò rapido, perchè i suoi insulti ("venduto" e altre piacevolezze) mi dicono chiaramente che lei ha già maturato i suoi pregiudizi e i suoi preconcetti, quindi non c'è ragionamento o prova documentale che possa farglieli cambiare. mi spiace sinceramente che lei non sia più un nostro abbonato e un nostro lettore, ma mi spiace ancor di più che abbia impiegato ben 9 anni a comprendere una cosa molto semplice: un giornale libero non coincide con un giornale che scrive quello che vuole lei. il suo pensiero è rispettabile (almeno le rare volte in cui non diventa insulto o calunnia), esattamente come il nostro. E lei dovrà farsi una ragione che noi pensiamo, liberamente e senza che nessuno ce lo imponga, che Putin sia un detestabile autocrate, che Assad sia come suo padre un criminale di guerra e di pace (si fa per dire) e che il regime degli ayatollah faccia dell'Iran un paese dove nessuna persona sana di mente e amante della libertà vorrebbe mai vivere. Il che non ci impedisce di denunciare i crimini dell'Occidente e degli Stati Uniti e dei loro alleati (Israele compreso), come abbiamo fatto in centinaia, forse migliaia di articoli a firma di noti antiamericani come Massimo Fini o Pietrangelo Buttafuoco, e anche di altre nostre firme che lo sono un po' meno, ma che hanno denunciato le guerre di Bush jr., dei Clinton, di Obama, di Blair, di Sarkozy, di Berlusconi. Anch'io nel mio piccolo ho scritto infinite volte di questi temi sul Fatto, prima sull'Unità, e in vari libri (diversamente da quanto afferma lei). Ma ho l'impressione che lei dica di aver letto il Fatto per 9 anni, ma l'abbia fatto molto poco, molto male e molto distrattamente, se non se n'è mai accorto. del resto, lei mi rinfaccia - fra le varie contumelie - le mie fantomatiche "10 domande" a Berlusconi che in realtà furono un refrain di Repubblica (a proposito: se il racconto dei misfatti di Berlusconi le "rompeva gli zebedei", perchè si abbonò al Fatto nel 2009, visto che eravamo nati proprio per raccontare ciò che in altri giornali ci era impedito di raccontare?). Il che dimostra, in tutti i sensi, che lei ha sbagliato giornale, anche se ha impiegato 9 anni per rendersene conto. 
Ps. Questa è la prima e anche ultima volta che rispondo ai suoi insulti. Lei ha detto la sua (tre volte), io la mia (una volta). Passo e chiudo.


Buongiorno Marco,
di mail alla casella personale ne hai ricevute solo le tre in quanto per correttezza non ho diffuso il tuo indirizzo privato.
Se vuoi vedere quanti la pensano come me dammi il permesso di diffondere il tuo indirizzo mail privato, così potrai misurare da te l’entità del dissenso.
Sempre per correttezza non divulgherò la tua risposta senza il tuo consenso.
Dovresti chiedere alle segretarie la situazione della casella mail della redazione visto che è lì che gli aderenti all’iniziativa hanno inviato le loro lettere di protesta (e continuano a mandarle senza purtroppo ricevere risposta).
Non voglio neanche pensare che l’indirizzo mail che avete messo sul sito per comunicare con la redazione web sia farlocco.


A me sembra che in questa tua risposta ci sia già una grave omissione nel senso, è vero o non è vero che in redazione sono arrivate diverse centinaia di lettere?
A me risulta che nessuno di questi lettori abbia ricevuto una risposta.
Sicuramente tra di loro ci sono moltissime persone che hanno riscontrato qualcosa che non quadra nel vostro modo di trattare gli esteri.
La mia missiva è una lettera aperta, pertanto sarebbe dovuta essere pubblicata tra quelle indirizzate al direttore (l'ho indirizzata sia a te personalmente, che alla redazione).
E la replica sarebbe dovuta essere pubblica.
Quelli che tu chiami insulti in realtà sono critiche, come sono critiche quelle che tu hai sempre rivolto alla nostra classe politica e ai tuoi colleghi.
Io mi sono semplicemente avvalso del mio diritto di critica.
Ti insegno un’altra cosa visto che ho sto capendo che il livore non ti fa essere lucido nella dialettica.
Il pregiudizio che tu mi attribuisci in realtà è un giudizio (tra l’altro grandemente diffuso tra i tuoi lettori e ex lettori) in quanto si basa sui fatti granitici.


Sto preparando un video, esattamente come quelli che hai girato migliaia di volte, in cui mostrerò la notizia sugli esteri come tu l’hai data e come invece è stata riportata da giornali più seri del tuo.
Ci sarà da divertirsi.
Lo farò in modo ironico, come del resto hai sempre fatto, così almeno ci facciamo quattro risate.
Vedrai che alla fine il tuo giornale ne uscirà in maniera non molto dissimile dai giornalacci che tu hai giustamente criticato centinaia di volte (quello che loro fanno sugli interni tu lo ricalchi esattamente sugli esteri: SCIATTERIA PURA).
La parola “venduto” è stata usata in termini ipotetici ed era legata al fatto che tu ti rifiutassi di dare spiegazioni sulla superficialità con la quale trattate gli esteri. Cioè, se la cosa non è casuale allora significa che è voluta.


Il fatto che voi pensiate che Putin, Assad, e gli ayatollah siano persone detestabili è legittimo, ma NON DEVE IN NESSUN CASO INFLUENZARE IL VOSTRO MODO DI DARE LE NOTIZIE RIGUARDO A QUESTI PAESI.
Perché come ti spiegavo la volta scorsa, e mi sembra che tu finga di non capire, dietro questi paesi ci sono dei cittadini.
Dire che Putin sia è un autocrate è una chiara menzogna e indica un disprezzo di fondo nei confronti del popolo russo che a quanto pare tu ritieni una massa di celebrolesi che non sono in grado di scegliersi da chi essere governati.
Fino a prova contraria (e l’onere della prova spetta a te e non ai russi) Putin è un presidente regolarmente eletto con oltre il 70% dei suffragi e, con buona pace di quell’altro essere insignificante di Zucconi, il restante 25% che non lo vota non sono guerriglieri filo occidentali della steppa, ma bensì elettori del Partito Comunista (la stragrande maggioranza), oppure dell’estrema destra.
Hai per caso un inviato in Russia che ti riporta la situazione da lì per essere così saldo nei tuoi PREGIUDIZI (questi sì che sono pregiudizi perché derivano da una madornale ignoranza in materia) ?
Hai mai viaggiato in Russia?
Hai mai parlato con i russi riguardo al loro presidente (o con i molti che a differenza di te stimano la sua politica, tra i quali figura anche il premio Oscar Oliver Stone) ?
Hai mai fatto un’inchiesta seria?
Ma allora di cosa vai parlando.
Documentati, studia, cerca di capire cosa sia la realtà russa.


In questo momento il sospetto che si adombra nella mia mente è che tu tratti questi paesi in base alle tue personali antipatie.
Non voglio neanche credere che tu manipoli la realtà per farla coincidere con il tuo PREGIUDIZIO.
Se ritieni Assad un criminale di guerra lo devi dimostrare con le prove, non basta dirlo.
Gli USA sono uno stato criminale, non la Siria. La Siria non ha mai ucciso milioni di persone innocenti per imperialismo e per giunta basandosi fu prove rivelatesi false.
La falsificazione delle prove la ha viceversa subita (lo scrive anche Fusaro sul blog che tiene sulla vostro giornale) e per poco non rischiava di essere invasa dagli USA.


Una riedizione dello scempio iracheno.
Tu avresti appoggiato l’invasione della Siria da parte del "pio" Obama?


Se dici che Assad è un criminale devi anche dire che gli USA sono uno stato canaglia e criminale.
Alza quel cavolo di telefono che hai sulla scrivania e chiedilo a Negri o Scaglione, che ne sanno infinite volte più di te, se Assad è un criminale di guerra.
Ma cos’è adesso fai anche processi ed emetti le sentenze?
Ma hai analizzato la situazione per poter dare un giudizio del genere?
Anche lì, i milioni di siriani che lo sostengono sono tutti ritardati mentali?
Lo capisci che senza il sostegno della stragrande maggioranza della popolazione Assad non sarebbe mai restato in sella?
Continui ad argomentare per PREGIUDIZI.
Voi siete un giornale o un organo di propaganda?


Quando sei a casa e guardi la televisione sei libero di pensare dei paesi non allineati quello che vuoi.
Ma quando siedi dietro la tua scrivania di direttore NON TI PUOI PERMETTERE DI DARE LE NOTIZIE IN BASE AI TUOI PREGIUDIZI.
DEVI FARE RICERCHE, DEVI ALZARE IL TELEFONO E CHIAMARE GENTE COME NEGRI O SCAGLIONE, DEVI MANDARE QUALCUNO SUL POSTO.
MA CHE FAI SCRIVI DI UN PAESE ESTERO A SECONDA CHE TIZIO TI SIA SIMPATICO O ANTIPATICO?
Ma stiamo scherzando?
Tu puoi pensare quello che vuoi in assoluta libertà, poi però ci sono i cavolo di fatti e tu quelli devi raccontare.
Se non sei in grado di raccoglierli allora devi tacere, altrimenti diventi un propagandista.
Un giornalista non può permettersi un giudizio personale.
Un giornalista deve mettere i fatti davanti a tutto.


Quindi almeno ora abbiamo capito che la tua politica estera è orientata da un odio e da un disprezzo di fondo nei confronti del popolo russo, del popolo, siriano e di quello iraniano.
Quindi fai il tifo per le forze che mirano a destabilizzare questi paesi, perché speri che un giorno siano governate da persone che rispecchiano i tuoi gusti.
Fino a quel giorno terrai nascosti i fatti che riguardano quelle realtà per favorire i soggetti che mirano a destabilizzarli, che è né più né meno quello di cui ti accusavo ed è quello che si aspetta il complesso militare-industriale USA da un giornalista compiacente.
Gli USA sono decenni che pagano (o ricompensano con altre utilità) giornalisti per far sì che sospendano i fatti per anteporvi il loro (degli USA) giudizio personale.
Non sarai mica uno di questi spero.
Magari tu sei anche meglio, in quanto agisci come loro si aspettano di tua iniziativa e per convincimento personale (In questo caso con te avrebbero fatto Bingo, avendo risparmiato un pacco di soldi).


Come hai detto ? “Noi siamo liberi di PENSARE come ci pare” ?
Quindi il tuoi giornale riporta i tuoi pensieri, non i fatti.
Questo è quello che volevo sapere e che le moltissime persone che attendevano un esito da questo dibattito avevano paura di sentire.
IL TUO GIORNALE IN POLITICA ESTERA RIPORTA IMPRESSIONI E PREGIUDIZI (DEL RESTO SENZA INVIATI COSA POTETE FARE SE NON RIPORTARE LE VELINE DEGLI ORGANI DI STAMPA STRANIERI O DELLE SEGRETERIE DI STATO) ?
Ovviamente però potreste scegliere.
Potreste riadattare articoli “filo una parte” piuttosto che quelli “filo quell’altra”. O quantomeno riportarli entrambi.
Ma da quello che scrivi deduco che la vostra posizione è appiattita nel selezionare (per copiare ed incollarli) quegli articoli stranieri che coincidono con il vostro pregiudizio. Ecco spiegato come si forma il pensiero unico. Le nostre perplessità finalmente trovano una conferma.
Del resto me lo hai detto tu che ritieni Putin, Assad e gli ayatollah feccia umana (non gli USA o l’Arabia Saudita visto che non ti esprimi nei loro riguardi con giudizi altrettanto espliciti)
Potreste mai riportare un articolo che contraddice il vostro pregiudizio ?
MI HAI DETTO CHE VOI SCRIVETE COME PENSATE, NON CHE RIPORTATE I FATTI.
Alla fine hai confessato.
Game , set , match.


Massimo Fini e Pierangelo Buttafuoco sono state delle povere foglie di fico messe appositamente lì per dare una parvenza di equilibrio al vostro giornale sugli esteri.
Non scherziamo per cortesia.


Ammetto l’errore sulle “10 domande” che furono una iniziativa di Repubblica (a differenza di te, essendo io una persona umile, non ho problemi a chiedere scusa per imperdonabili errori).
Non avendo mai letto Repubblica neanche di striscio probabilmente l’errore nasce dal fatto che il tuo giornale si associò alla campagna o che nei tuoi editoriali tu chiedesti a Berlusconi di rispondere a quelle domande.


Comunque sia questa mia risposta sarà pubblicata sul mio profilo Facebook e, se condivisa, sarà anch’essa inviata dai miei contatti che la condividono alla vostra redazione.
Se vuoi toccare con mano il polso del dissenso nei tuoi confronti lasciami divulgare il tuo indirizzo mail, in modo che i tuoi lettori possano mostrarti direttamente il loro sentire rispetto alla politica estera del Fatto.
In ogni caso fatti inoltrare dalle segretarie le mail arrivate in redazione o mettete sul sito un indirizzo al quale rispondete.


Il sit-in sotto la redazione comunque si farà, martedì andrò a chiedere il permesso in questura.
Porterò con me un po’ dei vostri articoli di politica estera così se vorrete potremo commentarli insieme; almeno così vedremo se i miei sono GIUDIZI OPPURE PREGIUDIZI.
Se vi sottrarrete alla diretta streaming dovremo dedurre che siete voi che pubblicate secondo i VOSTRI PREGIUDIZI, piegando i fatti alla vostra visione.


Il problema, come ti spiegavo la volta scorsa, non è se voi ogni tanto fate un articoletto contro gli USA, ma è la campagna martellante contro i paesi non allineati alla dottrina statunitense.
Ma soprattutto il problema è che queste campagne diffamatorie alla fine servono per giustificare agli occhi dell’opinione pubblica le guerre di aggressione imperialista come quella che si svolse in IRAQ (Nata da una menzogna diffusa a mezzo stampa oramai ampiamente conclamata) e come quella stava per svolgersi in Siria (Anche lì il casus belli era stato costruito ad arte e ampiamente diffuso a mezzo stampa).
Se non fosse intervenuto l’autocrate Putin oggi conteremmo in Siria qualche centinaia di migliaia di morti in più e un paese ridotto come, se non peggio, la Libia.
Ora capisco che magari a te dei morti tra i civili e i militari (che non sta scritto da nessuna parte che debbano necessariamente morire in guerra) non interessa nulla e che preferisci come gli USA un paese nel caos piuttosto che governato da quelli che a te non sono simpatici, ma per favore concedi almeno alla gente che ci vive di scegliere cosa sia meglio.
Chiedi a un libico, ad un iracheno ad un afghano se era preferibile la situazione precedente o quella successiva all’intervento di quelli che la pensano come Marco Travaglio, ovvero che un autocrate morto vale il sacrificio di un’intera nazione e di un intero popolo.


Il tutto mentre i veri criminali di guerra che sono gli USA continuano a dare lezioncine al mondo su chi dovrebbe governare o non governare altri paesi.


Dai tranquillo goditi la domenica, ci vediamo venerdì 7 alle 16 sotto la redazione del Fatto e se ne avrai voglia, di queste cose ne parleremo diffusamente in diretta streaming.
I lettori Marco, così come la credibilità, sono importanti perché sono l’unico patrimonio che avete.
Se perdete per strada uno dei due chiudete bottega.
Buona domenica.

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