"La Russia non la si può vincere. La si può solo distruggere dall'interno"

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“La Russia non si può vincere, la si può solo distruggere dall’interno, ciò che stato fatto con successo nel periodo della prima guerra mondiale, più precisamente dopo i suoi risultati, e negli anni ‘90 quando hanno distrutto l’Unione Sovietica.  Da dentro!!  E chi l’ha fatto? L’ha fatto chi serviva “altri” interessi, interessi “estranei” che non avevano niente a che fare con gli interessi del popolo russo e altri popoli dell’Impero Russo, dell’Unione Sovietica e Federazione Russa oggi”. 
Putin risponde così al giornalista russo, Pjotr Kozlov, che lavora nel Servizio Russo della BBC. Kozlov, ha posto un’articolata domanda provocatoria, dove aveva chiesto al presidente russo se, concentrando il potere nelle sue mani, non mette le basi per guerre e rivoluzioni che nella storia sarebbero state generate, secondo il giornalista, proprio a causa della concentrazione del potere in uniche mani senza un’opposizione reale, quando la Russia si trovava in fase di attiva e acuta opposizione con l’Occidente e quindi sarebbe stata distrutta da questo.  Putin, proseguendo nella sua risposta, ha dichiarato “E adesso a proposito del potere in uniche mani. Noi abbiamo la suddivisione del potere: esecutivo, legislativo e giudiziario. E’ vero che in ogni paese ad ogni tappa del suo sviluppo, esistono determinate sfumature, legate ai poteri di queste autorità. Noi aspiriamo a far sì che questi tre rami lavorino separatamente, perché il paese sia coeso, efficace e  proiettato in avanti. Alla fin fine, la scelta dell’organizzazione della società e dello Stato sarà determinata dal popolo della Federazione Russa e non certo da coloro che oggi Lei serve. 

Il giornalista ha posto al presidente russo anche il tema Navalnij, rinchiuso in prigione, che sarebbe persino riuscito a trovare le persone che l’hanno avvelenato,  chiedendo inoltre, come mai ultimamente sia cresciuto il numero di coloro che le autorità ritengono estremisti, come la Fondazione contro la Corruzione di Navalnij , le organizzazioni vengono ora dichiarate “non grate” o agenti stranieri”.  La risposta di Putin: “Lei ha parlato di una persona che sarebbe stata avvelenata. (Qui preciso che Putin non chiama mai per nome Navalnij). Noi abbiamo inviato attraverso la Procura della Federazione Russa molteplici richieste: dateci almeno qualche documento, che attesta l’avvelenamento.

Nulla, non ci sono materiali, nessun materiale su questo “Novicjok”. Abbiamo chiesto che i nostri specialisti potessero accedere ai loro centri per lavorare insieme su questa questione, nulla!  Io stesso ho chiesto al presidente francese e al cancelliere tedesco di poter mandare i nostri specialisti perché fare le prove, studiare i materiali, di darci l’indispensabile fondamento per poter aprire una causa penale ma nulla, abbiamo chiesto loro come si spiega tutto questo, da loro abbiamo ricevuto solo silenzio! Sicché, è meglio non parlare di questa storia, giriamo questa pagina se non avete niente da rispondere!

Veniamo al punto del registro dei mass media – agenti stranieri.  Concordo con Lei che in questo non ci sia niente di buono, ma voglio ricordare ancora una volta che questa legge non è stata inventata da noi, ma è stata inventata da uno Stato che Lei rappresenta, la Gran Bretagna e la Gran Bretagna è l’alleato più vicino degli Stati Uniti che tutti ritengono “faro della democrazia”.  Questa legge è stata adottata ancora nel 1930 ma non ha importanza che sia degli anni ’30, è importante il fatto che vige tuttora! Noi abbiamo la stessa quantità di organizzazioni dichiarate agenti stranieri, circa 0,034, ma con una differenza sostanziale.  Da loro chi non cessa la propria attività, rischia una condanna penale sino a 5 anni di carcere e perfino se si cessa l’attività e si chiude anche l’organizzazione, questo non libera dalla responsabilità penale, che rimane cinque anni!  Da noi in Russia non esiste nulla di tutto questo!  Noi non vietiamo di lavorare a queste organizzazioni, noi vogliamo solo che le organizzazioni che si occupano di politica interna russa, dichiarino a chiare lettere la fonte del finanziamento della propria attività. Tutto qui, possono tranquillamente continuare a lavorare, quindi noi abbiamo una legge molto più liberale”.

A proposito del personaggio Navalnij, la sua famosa  “Fondazione per la lotta alla corruzione “ l’ha fondata nel 2011 , ufficialmente come organizzazione che si alimenta esclusivamente con donazioni dei cittadini , ma nella realtà è un’organizzazione creata con il patrocinio  e il finanziamento degli Stati Uniti. E proprio nel 2011 , Navalnij col suo gruppo iniziò le proteste contro Putin. Come è stato poi smascherato dal Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova lo ha dichiarato a settembre, le strutture che formavano la “Fondazione contro la corruzione” di Navalnij, erano finanziate - principalmente da America e Germania e poi Canada, Francia, Spagna, Italia e altri paesi della NATO- tramite un “little carousel” - piccolo carosello, cioè uno schema furbo per aggirare le autorità russe. Schema che prevedeva l’assunzione di personale russo da parte delle ambasciate dei suddetti paesi stranieri a Mosca. Esse fornivano  alle persone fisiche russe assunte con un contratto, denaro da trasmettere a Navalnij, sotto forma di donazione, per realizzare i suoi progetti, indirizzati a sovvertire lo Stato Russo.  E proprio stamattina, ho rinvenuto sul web russo una foto assai interessante, dove Navalnij mangia al banchetto offerto dal Cremlino. L'irriducibile "lottatore contro il regime di Putin", felice e beato si è messo al tavolo insieme ai suoi "maledetti nemici dell'amministrazione del Presidente Putin" a degustare caviale e champagne. Qualcuno è andato a rispolverare questa foto del 2013, aggiungendoci la dedica: "Navalnij lotta con i banchetti al Cremlino".

Riporto solo alcuni dei commenti oltremodo negativi e sarcastici: "l'oppositore principale del Cremlino mangia al banchetto di Putin in segno di protesta"..."Navalnij, dopo aver graffiato col chiodo sui muri dei bagni le scritte "Putin-ladro, sono io il potere" - si mangia il regime di Putin"... 

L'aver partecipato a questo banchetto ha sollevato un mare di proteste all'epoca, qualcuno l'ha definito il suo suicidio dato che Navalnij nel dicembre del 2011, appariva come il leader indiscusso della "protesta contro il regime", proteste che erano guidate e pagate dall'Occidente. 

Navalnij si è giustificato dichiarando che si trattava di una cena di gala dell'Aeroflot e lui, membro del Consiglio Coordinativo dell'opposizione, era entrato nel Consiglio dei direttori della Compagnia statale Aeroflot. I commenti negativi si moltiplicano all'infinito in tutte le salse: "Sull'asfalto della piazza Bolotnaja nel 2011, Navalnij sedeva insieme ai suoi, solo che mentre molti di loro sono finiti dietro le sbarre, lui al Cremlino!" C'è qualcosa che non torna? In Russia da molto tempo hanno capito chi è Navalnij nella realtà, solo in Occidente, nella Ue Navalnij è un eroe, in Italia la stampa nostrana lo osanna costantemente, imbrogliando i lettori. Contrasta troppo con la narrazione falsa che vogliono far passare per soddisfare l'imposizione tassativa dei loro padroni della storiella del "Navalnij avvelenato da Putin".

Marinella Mondaini

Marinella Mondaini

Scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca

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