L’ACCORDO EMBRACO È FALLITO PERCHÉ È UN BIDONE

3940
L’ACCORDO EMBRACO È FALLITO PERCHÉ È UN BIDONE

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Giorgio Cremaschi


Questa settimana i lavoratori Embraco di Torino sono giustamente scesi in sciopero e hanno manifestato perché rischiano di finire tutti disoccupati, molti di loro lo sono già. Ai lavoratori e alla loro lotta va tutta la nostra solidarietà, non solo perché hanno tutte le ragioni, ma perché sono vittime di un accordo bidone, che non poteva che dare i frutti marci che ha dato. 

Ricordate il ministro Carlo Calenda durissimo con i dirigenti della multinazionale che chiudeva la fabbrica? Poi alla vigilia del voto del 4 marzo 2018, guarda caso, venne l’accordo, con il quale la multinazionale si disfava della fabbrica con il beneplacito del governo e la complicità dei sindacati confederali. 

Io ero ai cancelli dell’Embraco a Chieri il 2 marzo, sotto una nevicata che rendeva difficile ai lavoratori fermarsi per discutere. Tuttavia molti discussero con i compagni di Potere al Popolo e con me, alcuni fiduciosi nell’accordo annunciato, altri già scettici. Noi dicemmo chiaramente che quell’accordo era un bidone perché prometteva la reindustrializzazione, ma intanto chiudeva tutto, delocalizzava produzione ed impianti e lasciava tutti a casa. Poi nelle assemblee prevalse inevitabilmente il sospiro di sollievo per i licenziamenti sostituiti dalla cassa integrazione. Finché c’é vita c’è speranza e le organizzazioni sindacali giocarono su questo sentimento comprensibilissimo per far passare un accordo che era aria fritta. Infatti si susseguirono programmi produttivi favolistici, che spaziavano dalle energie alternative ai giocattoli. Il risultato è che la maggioranza del lavoratori sono fuori dalla fabbrica e quelli che sono stati assunti dalla nuova attività imprenditoriale non hanno fatto un solo giorno di lavoro. Il ministro di Di Maio, che aveva sostituito Calenda, ha continuato a sostenere l’accordo anche dopo che esso aveva cominciato a rivelarsi per quello che era. Il governo attuale per ora tace. 




Tutto questo ha una sola causa: la scelta sbagliata e colpevole di accettare la chiusura della fabbrica e di inventare programmi di reindustrializzazione, che non hanno MAI funzionato, da nessuna parte. Il lavoratori ex FIAT ora BlueTech, a casa senza neanche la cassa integrazione, ne sanno qualcosa. E con essi tanti altri. 

Il solo modo per costringere le multinazionali a finirla con delocalizzazioni e licenziamenti è colpirle nei soldi e nella produzione. O andate avanti voi, o nazionalizziamo la fabbrica e andiamo avanti noi a spese vostre. Questo dovebbero chiedere le organizzazioni sindacali e questo dovrebbe essere il comportamento di un governo che volesse davvero cambiare rispetto al passato.

Se invece governo e sindacati confederali continueranno a sperare nell’arrivo dell’imprenditore buono che salvi tutti, continueranno ad illudere ed imbrogliare i lavoratori. Fino alla loro definitiva disoccupazione. 

La vicenda Embraco è importante perché insegna cosa non si deve fare, come non ci si deve comportare. Per questo i lavoratori Whirlpool fanno bene o a rifiutare qualsiasi accordo che non preveda la continuità della produzione e del lavoro per tutti.

E i lavoratori Embraco faranno bene ad unirsi a quella lotta con gli stessi obiettivi. Solidarietà totale a chi lotta, ma adesso basta farsi imbrogliare.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti